Nel 1976, una giovane studentessa di Ingegneria di Princeton è a Madrid in vacanza. Legge “La biblioteca di Babele” di Jorge Luis Borges e ha un’illuminazione. Immagina quegli scaffali sterminati e si immedesima nel destino del bibliotecario che si aggira disperato alla ricerca del libro dei libri, quello che contiene le risposte ai misteri fondamentali della vita. Prima di lei, John Maynard Smith aveva fantasticato sull’esistenza di un’analoga piena non di libri, ma di proteine. Più di recente, alcuni biologi hanno ricostruito lo spazio combinatorio ideale – il morfospazio – di tutti gli animali e di tutte le piante possibili. Ma qual è il senso, per la scienza, di immaginare mondi che non esistono per spiegare la realtà? Perché il morfo- spazio degli animali è pieno di zone vuote? Dopo più di quarant’anni di tenaci ricerche e disavventure, quella giovane lettrice, Frances Arnold, svelerà l’enigma e scoprirà forme e combinazioni che l’evoluzione non aveva ancora esplorato. Un viaggio appassionante, da Madrid a Stoccolma. Intrecciando scienza, filosofia e letteratura, tra Borges e Italo Calvino, Telmo Pievani ci guida attraverso Babele per mostrarci quanto è vasto e sconosciuto il mondo del possibile che non si è ancora realizzato.
Telmo (Dietelmo) Pievani nasce a Gazzaniga (BG) il 6 ottobre 1970. Si laurea in filosofia della scienza a Milano con Giulio Giorello, poi prosegue gli studi negli USA, lavorando con Ian Tattersal e Niles Eldredge nel campo della filosofia della biologia. Dal 2001 al 2012 insegna presso l'Università degli studi di Milano-Bicocca, e nel 2012 ottiene la prima cattedra italiana di Filosofia delle scienze biologiche presso il Dipartimento di Biologia dell'ateneo di Padova, dove insegna anche Antropologia.
Oltre alle numerose pubblicazioni scientifiche, Pievani ha scritto opere di divulgazione molto apprezzate presso il grande pubblico e dedicate a tematiche evoluzionistiche e antropologiche. Ha curato la pubblicazione in italiano di opere dei principali filosofi della biologia (Richard Dawkins, Niles Eldredge, Stuart Kauffman, Ian Tattersal, Sean B. Carroll etc.) e di alcuni dei taccuini darwiniani. Collabora con quotidiani e riviste, tra cui il Corriere della Sera, La Stampa e Micromega, e tiene una rubrica bimestrale sulle Scienze, dedicata a scienza e filosofia. Dirige Pikaia, il portale italiano dell'evoluzione.
Although undeniably a good book, it fails to evoke the same sense of wonder that characterizes other works by Telmo. Despite tackling an interesting theme, it feels like the author has merely done the bare minimum. With its approximately 180 pages, the topic could have been addressed with equal depth and precision in a long magazine article. The overall impression is that of a high school senior’s essay, aiming to connect as many authors as possible across different disciplines. The narrative constantly jumps from Borges to Arnold, from J. Maynard Smith to Kurd Lasswitz, from Lucretius to Galileo, and then to Dawkins, Dennett, and Calvino.
Overall, the book is enjoyable, but for those who are already familiar with Telmo's works, it offers nothing particularly new, not even on a conceptual level. The "mind-blowing" era appears to be over.
I libri di Pievani sono una garanzia di altissimo livello divulgativo. Leggendo questo testo veniamo introdotti in una dimensione quasi onirica la cui struttura è formata sostanzialmente dell'entità del possibile, intesa come sistema complesso di strutture che nella realtà non esistono. Che siano essi linguaggi, storie che si estendono in ogni direzione temporale, libri mai scritti o che saranno scritti in futuro. In questo caso, parliamo di proteine ed enzimi, le molecole organiche alla base degli organismi viventi.
Il libro, oltre a restituire un senso di vertiginosa consapevolezza sull'immenso bricolage evolutivo delle specie, intreccia storia e letteratura, scienza e narrativa, creando un ambiente letterario alla portata di lettori e lettrici di qualsiasi vocazione e rendendo così la lettura molto più scorrevole a condizione di prestare la giusta attenzione ai passaggi più tecnici.
Avvincente narrazione di come Jorges Borges, ispirata dalla lettura del libro “la biblioteca di Babele” sia arrivata al Nobel dedicando la vita alla ricerca.
Appassionante lettura con Interessanti insights sul funzionamento della Scienza e della Natura.
Appunti personali: A p.100 delle frasi mi colpiscono particolarmente. Pseudoquoto e riadatto: l’evoluzione direzionata é serendipitosa. Ma come si fa ad essere pronti all’innovazione in così poco tempo? Quando si innovano ed inventano, enzimi non partono da zero ma sfruttano meccanismi già esistenti. Leggo questo come una frase di crescita personale, proprio ora che sto dando una svolta alla mia carriera. Inizio ora la svolta di Giuliodori ed a seguire Serendipità, ricevuto in regalo.
Soggettivamente non fa per me, è troppo filosofico per i miei gusti, trattando un argomento a me vicino e caro in maniera prettamente retorica... forse avrei apprezzato di più se fosse stato impostato in modo diverso, da scienziato divulgatore invece che filosofo di scienza, ma d'altronde non avevo mai letto nulla di suo e non potevo saperlo. Queste sono limitazioni soggettive, ma immagino che il libro sia anche un po' troppo scientifico per chi di biologia non ne sa nulla, visto l'argomento trattato (l'evoluzione in senso molto lato).
I won't get into details, but i've enjoyed this book. As a biotechnologist, I was naturally fascinated by the scientific explanations of directed evolution, but I found myself mostly intrigued by the philosophical-ish dimension that Pievani gives to this "story". I got caught into the enchantment of evolution's big numbers, its probabilities, the greatness of what already exists and the potential of what has yet to emerge. This was a nice journey, well written, entertaining, informative but not too complex.
Illuminante. Gli altri due libri (Serendipità e Finitudine) preparavano il terreno per questo ultimo libro, ragion per cui li ho trovati un po' incocludenti. Ma questo partendo da una domanda, ne esplora tutti i puntindi vista.
Perchè il reale è limitato rispetto al possibile? Si parla di proteine, morfospazio degli animali e delle piante.
A volte un po' ridondante ma sono 120 pagine interessantissime.
Un viaggio alla scoperta dell'evoluzione direzionata degli enzimi, sviluppata dalla premio Nobel Frances Arnold. Ben al di là di una mera spiegazione tecnica sulla tecnologia sviluppata dall'ingegnera americana, questo libro racconta una vera e propria storia, che nasce da una curiosa e feconda miscela di scienza e letteratura. Tante le citazioni e i parallelismi, sorprendenti e azzeccati, fra i segreti dell'evoluzione, lo spazio delle combinazioni possibili e i mondi immaginati da Borges, Calvino, Abbott e altri. Una lettura piacevole, che stimola l'immaginazione attraverso la scoperta e la concezione di mondi inesplorati, sconosciuti, ma possibili e spesso anche utili.