Quando il regno crolla, la famiglia si sfalda e tutto sembra perduto, un accordo può rivelarsi l'unica via di fuga per entrambi. Ne usciranno puri e disposti a salire alle stelle, o schiavi di una passione proibita che li trascinerà tra le fiamme degli Inferi?
Virgil è cresciuto in un monastero tedesco, tra dolore, miseria e privazione, fin quando scopre di essere il figlio illegittimo di don Elia Santacroce. Trascinato nelle spire della malavita newyorkese, diventa il suo consigliere. Ora che tutto sembra perduto e i suoi fratelli sono lontani, non gli resta che ricostruire il regno dalle ceneri, senza perdere di vista una vendetta che rincorre da venticinque anni. A costo di perdere la fede in Dio.
Lavinia è cresciuta lontana da Cosa Nostra e i suoi intrighi, finché un evento luttuoso sconvolge le fondamenta della sua quotidianità. I legami malavitosi da cui suo padre l'aveva tenuta lontana tornano a tormentarla e la obbligano a sottostare a quanto di peggiore possa un matrimonio combinato. Un uomo con il doppio dei suoi anni, ma che assicurerà alla sua famiglia il benessere perduto.
In una città dolente flagellata dal peccato, Virgil e Lavinia decideranno di salire insieme il monte del Purgatorio, irto di ostacoli, verità nascoste, intrighi e oscuri segreti.
Affinché le loro anime siano mondate dai rispettivi peccati e la luce dell'amore illumini le loro vite, oppresse da una figura oscura e inquietante, cosa saranno disposti a sacrificare?
"Purgatorio" è il secondo volume della City of Woe Series, retelling contemporaneo in chiave dark mafia romance della Divina Commedia di Dante Alighieri. Il romanzo contiene linguaggio e scene espliciti, violenza fisica e psicologica, rappresentazioni realistiche di atti criminali. Si invita alla lettura degli specifici TW presenti nella prima pagina e si consiglia la lettura a un pubblico adulto e consapevole.
recensione a cura del blog “Libri Magnetici" by Ila Ciò che d’amore si nutre tende al divino. A noi mortali resta il compito di trattenerlo sulla terra. Lo chiamano libero arbitrio. Io la chiamo appartenenza.
Purgatorio: una parola che già reca in sé una precisa dichiarazione di intenti: dice che non si è ancora abbastanza santi da assurgere al più alto dei cieli, ma nemmeno abbastanza peccatori per sprofondare negli abissi infuocati degli inferi. La vita di Virgil Santacroce è stata questo: un perpetuo Purgatorio in cui espiare colpe anche in parte non sue, una continua ricerca di quella perfezione che gli è stata instillata a suon di frustate da quei servi di Dio che invece avrebbero dovuto insegnarli l’amore.
Mai abbastanza figlio di suo padre, essendo un bastardo, mai abbastanza puro, per essere stato macchiato dal peccato e, infine, mai abbastanza fedele ad un giuramento verso una famiglia, i suoi fratelli, che sta difendendo a costo della vita.
Niemanskind, figlio di nessuno, questo è il nome che si è dato, il bambino non voluto e abusato che ha imparato a soffocare le emozioni, che ha imparato come la troppa sensibilità sia una maledizione, che sublima il dolore dell’abbandono nelle violenze inflitte alle donne a lui sottomesse, che però poi ricambia con quel piacere che lui non ha mai potuto o voluto conoscere.
Perché il peccato di cui ero sporco era già grave di per sé: io avevo un sangue malato, ereditato dal mio padre biologico. Il mio compito era quello di avvicinarmi il più possibile a Dio, essere lo strumento che avrebbe mondato le colpe innate del mio sangue. Ero nato per quello.
Virgil si trova ora a gestire le sorti della famiglia Santacroce, non più come defilato consigliere, non più come un burattinaio dietro le quinte, ma da attore al centro della scena. Ogni macchinazione, ogni gesto hanno avuto lo scopo di condurlo fino a qui, al momento in cui la vendetta a cui tanto anela sarà compiuta, al momento in cui assolverà la sua promessa. Ma chi è Virgil veramente? La sua vita è il suo personale Purgatorio fatto dei tentativi di sollevarsi dalle colpe terrene che crede e sa di aver commesso e del tendersi verso il divino, verso quella redenzione e quel perdono che crede di non meritare.
La perfezione che tenta di raggiungere ad ogni colpo di verga o ad ogni penitenza tramite il cilicio è già in lui, perché ogni essere umano nasce perfetto nelle sue imperfezioni, nel suo essere fragile, ma anche straordinariamente resiliente.
Come l’Inferno è una spirale discendente, che aumenta il grado del peccato man mano si viaggia verso il fondo, così il Purgatorio rappresenta una spirale ascendente in cui ad ogni gradino si abbandona una po’ della nostra umanità, un po’ dei nostri guai terreni e delle nostre mancanze per arrivare infine allo stato di grazia. Virgil troverà il suo nelle braccia dell’unica donna capace di essergli affine, Lavinia.
Fu allora che compresi che l’amore non è accettazione di un destino che sembra essere segnato da qualcuno che dimora nell’alto dei cieli. Non va vissuto con accidia, con indolenza o, peggio, indifferenza. L’amore è causa di ogni virtù e di ogni peccato. Quanto più forte è l’amore, tanto più lo è il desiderio e l’unica cosa che desideravo io era lui. Più della mia stessa esistenza.
Lavinia, come Beatrice prima di lei, è una donna di mafia, quindi comprende bene le aspettative e i compiti che la attendono, è consapevole che la sua vita e le sue esigenze saranno sempre subordinate alla volontà di un marito che altri sceglieranno per lei, non si fa illusioni su questo, quello che non si aspetta è che i sentimenti per il futuro consorte siano così veri e reali, è forse l’unica che vede la vera natura di Virgil, la profondità delle sue ferite, ed istintivamente sa come essere per lui la compagna che gli occorre.
Lavinia è il fiume Lete di Virgil, colei che dopo un cammino di espiazione lo laverà delle sue colpe e sarà per lui il tramite verso quel paradiso terrestre che per lui rappresentano la pace e l’accettazione di quanto successo nel suo passato. Ma Lavinia sarà anche sua compagna di viaggio, non rappresentando come Beatrice prima di lei la donna angelicata e pura, ma quella disposta a insozzarsi degli stessi peccati del suo uomo e a conviverci pure serenamente.
Cosa avrei mai dovuto dire? Che non volevo essere nemmeno lì? Che il bisogno di respirare, di allontanarmi, di urlare con quanto fiato avessi in gola che volevo, dannazione, soltanto essere libera di scegliere... finivano nel momento esatto in cui Virgil mi guardava, come se fossi il centro del mondo? Che desideravo che la montagna russa di angoscia, terrore e attrazione che provavo insensatamente per lui la smettesse di farmi vorticare il mondo attorno?
Il valore aggiunto di questo libro sta anche nei suoi personaggi secondari, che non sono mere figure di contorno ma anzi sono personaggi vivi e vibranti che completano con la loro presenza il quadro generale.
Di Charon ho già parlato la volta scorsa, di come la sua presenza sia quella del “traghettatore”, cioè, colui che porta al cospetto dei Santacroce le anime dannate che hanno la sfortuna di incrociare le sorti di questa famiglia. In questo libro ci viene svelato qualcosa in più di lui, intravediamo uno scorcio di quella che potrebbe essere la sua umanità, una fragilità che si concede di avere, ma che viene brutalmente stroncata a dimostrazione del fatto che la dannazione non prevede perdono o redenzione alcuna, condannando anche coloro su cui abbiamo riposto affetto e speranze.
Lamia è un personaggio dalle molte sfaccettature e devo dire che ha suscitato in me pensieri e sensazioni diverse, è possibile darle molte letture, ma anche molte colpe e molte attenuanti. Io l’ho trovata una figura tragica, ingabbiata in una vita che forse si è scelta, ma da cui non vuole o non può difendersi. Se la prima impressione è quella di forza ad una analisi più attenta io l’ho trovata forse l’anima più dolente di tutto il libro, quella alla eterna ricerca della salvezza, ma mai destinata a raggiungerla e non interamente per sua colpa o scelta.
Lavinia era la chiave del forziere dove tenevo stipato il controllo. Era ogni inibizione che perdeva forza, ogni rigore morale o immorale che potesse avere un senso per me. Era la mia anima deteriorata, il cuore in frantumi e le frustate date a quel bambino di tanti anni prima. Lavinia era ciò che Lamia non sarebbe mai stata.
Ancora una volta abbiamo modo di apprezzare il talento di questa autrice nel creare intrecci degni di un mafia romance di tutto rispetto: la costruzione della trama prevede l’inserimento di personaggi che richiamano quelli dell’opera dantesca nel carattere e nelle azioni e che qui vengono sapientemente utilizzati per la costruzione di una trama che tiene conto dei loro tratti distintivi di partenza, ma che li evolve su un altro livello, adattandoli ai bisogni della storia e collocandoli nell’esatto momento e luogo che gli compete. Altro punto che mi sento di affrontare è la tensione che si è saputa creare tra i due protagonisti che sicuramente tiene ben calamitata l’attenzione di chi legge, in un primo momento avevo trovato il coronamento della loro storia forse troppo semplice o veloce, ma poi ragionandoci successivamente mi sono convinta che, per un personaggio come Virgil, la vera anormalità di un rapporto stia proprio nel viverne la normalità. Un rapporto scevro da tutte le sovrastrutture che negli anni lui ha costruito è quanto di più sconvolgente egli possa concepire, di conseguenza ho rivalutato la mia impressione iniziale trovando le scelte dell’autrice plausibili.
Difficile infine non notare come le tinte di questo racconto si facciano sempre più fosche man mano che ci avviciniamo al finale, resta da scoprire l’ultimo dei fratelli Santacroce, Samael, che deciderà se elevarsi verso l’Empireo, o più realisticamente, visto anche il significato del nome, sprofondare definitivamente oltre il nono cerchio tra le braccia di Lucifero.
Riuscivo a vedere la sua vera natura, oltre la durezza delle parole e la coltre che lo avvolgeva costantemente. Virgil non era soltanto rigoroso, o spietato. Non era solo punizione e dolore. Era anche calore. Era fragilità estrema. Era estasi. cinque petali
Dopo Inferno, avevo aspettative altissime su Purgatorio e sono state ampiamente superate. Ho voluto leggere questo libro con calma, dandomi il tempo necessario per assimilare al meglio tutte le potenti sensazioni che ha scatenato dentro di me e credo di aver fatto la scelta migliore, poiché a volte mi sono dovuta fermare a elaborare tutto ciò che percepivo. Non nego che questa storia mi ha devastata psicologicamente, alcune pagine sono state forti come un pugno nello stomaco, a volte mi mancava il respiro, altre scoppiavo in pianti disperati, ma è proprio per questi motivi che me ne sono innamorata perdutamente: tutto ciò che ho provato, ha smosso qualcosa in me e mi ha guarita. Virgil e Lavinia sono due anime perse: lui è un bambino abbandonato, nonostante la sua stazza, i suoi modi, la corazza che si è costruito, che nasconde cicatrici profonde non solo sulla pelle; lei non ha voce, non vede il suo futuro, si sente intrappolata in un destino che non ha scelto e non riesce a esprimere la sua vera essenza. Eppure, proprio quel sordido, beffardo e sadico destino, mosso dai fili di tanti oscuri burattinai, spaccherà tutte le certezze come un terremoto della massima magnitudo, farà cadere le maschere e rivelerà verità scomode. Due anime perse, il cui cammino si incrocia non per loro volontà, ma per giochi di potere, cosa potrebbero mai creare? Invece, proprio per il dolore e per i sensi di colpa che li accompagnano costantemente, loro si vedono, si riconoscono, si chiamano. Come potrebbe mai essere possibile che chi avremmo dovuto odiare, diventi il motivo per cercare se stessi, per fare brillare la propria anima come un rubino, rosso non più per il sangue delle ferite, ma per l’amore che trabocca e riempie? Quando non ci si sente nessuno, quando per una vita ci è stato ripetuto che non siamo nessuno, abbassare le difese e aprire il cuore è quanto più di difficile si possa fare. In un percorso a ostacoli, pregno di sfide, di vendette e di intrighi il dolore nelle sue più disparate forme diviene mezzo di comunicazione per distruggere o per liberare. Quel dolore lacerante, che ha dato vita ai sensi di colpa, nutriti da perverse menzogne, mascherate da sentenze insindacabili, all’essere niente, al credere che non ci sia altra strada possibile che l'inferno per chi ha il sangue malato. Eppure è grazie a quel dolore, che si è sempre sopportato in silenzio e che si trasforma in un grido disperato, in una preghiera rossa come un rosario impreziosito da rubini, che si arriva al Purgatorio. La differenza la fa il modo in cui si utilizza e si trasforma il proprio dolore: chi lo usa per vendicarsi resterà all'inferno, mentre chi lo utilizza per purificarsi, può raggiungere l’Eden, ossia l’anticamera del paradiso. È un percorso impervio, pieno di trappole, che fa paura e che mette in mostra la versione peggiore di se stessi, con lo scopo di allontanare chi si ama per timore di fargli del male. Un male che si crede di meritarsi e proprio per quel motivo lo si vuole risparmiare alle persone più importanti. E se quella persona ci amasse esattamente come siamo, con tutti i difetti e le imperfezioni? Potrebbero esserci due strade possibili: la resa incondizionata oppure la ritirata. Quanto può essere difficile fidarsi e abbandonarsi, ancora più di farsi amare e amare, dopo che si è stati abbandonati e che si è stati flagellati per espiare colpe altrui? Tutto ciò che accade, tutto ciò che si sente è un gioco pericoloso non per il potere che si ha in mano come capo di una famiglia mafiosa, ma perché il dolore e l'amore sono le arme più potenti che esistono al mondo e soltanto noi possiamo scegliere come usarle e quale destino rincorrere. Lasciar cadere le difese, abbandonarsi, fidarsi oppure rafforzare la corazza? Amo il modo in cui l’autrice caratterizza dettagliatamente ogni singolo personaggio, ne disegna ogni particolarità, rendendoli vividi. Posso dire con estrema certezza che i suoi libri non sono semplicemente pagine ricche di parole: sono storie travolgenti, che scorrono dentro, restano intrappolate nell'anima, non si dimenticano, che mi attraversano da parte a parte e poi mi riportano in vita. Non so cos'altro aggiungere, mi auguro solo che sia arrivato tutto l’amore che provo per questo libro, nonostante io abbia maledetto più volte durante la lettura la magnifica autrice Maria Antonietta Capasso. Dante, se puoi perdonami, ma Virgil l'ho amato più di te! Una menzione speciale va ai protagonisti maschili: Virgil, Dante, Samael e Charon, che non sono semplicemente fratelli e migliori amici. In questo romanzo il loro rapporto emerge ancora più forte e il loro è indubbiamente un legame che va al di là del sangue. Consiglio assolutamente la lettura di questo stupendo romanzo a un pubblico adulto e consapevole.
«E canterò di quel secondo regno dove l’umano spirito si purga e di salire al ciel diventa degno.» Mentre l’Inferno di Dante e Beatrice si dissolve come un sogno al risveglio, continuiamo il nostro viaggio in Purgatorio. Qui, Virgil, segnato dal suo passato e dal suo “sangue malato”, cerca redenzione. Cit: «La tua era una discesa che non potevi affrontare da solo. La mia, invece, è una salita che non posso più rimandare.» Al suo fianco, Lavinia, con la sua forza e passione, diventa il faro che illumina il loro percorso ; lei in grado di risvegliare il cuore di Virgil . Insieme, affrontano ogni incontro come una prova e ogni passo come un battito del cuore verso la speranza e la luce. “Purgatorio” cattura l’anima del lettore con la sua narrazione intensa e passionale. Immaginate di essere trasportati nel cuore pulsante di New York, dove le ombre della malavita si intrecciano con le luci della città che non dorme mai. In questo scenario, Virgil e Lavinia vivono una storia di passione e redenzione che ricorda il viaggio di Dante Alighieri attraverso il Purgatorio. Virgil, come Dante, è un’anima in cerca di purificazione. Cresciuto in un monastero tedesco, scopre di essere il figlio illegittimo di un potente boss mafioso. Questo lo catapulta in un mondo di intrighi e vendette, dove ogni passo è una lotta per mantenere la propria umanità. Come Dante che sale la montagna del Purgatorio, Virgil deve affrontare le sue paure e i suoi peccati, cercando di liberarsi dalle catene del passato. Cit: E per capire l’importanza della colpa che ogni essere umano porta: il peccato originale. Ci accomuna tutti, ma per ognuno di noi esso è diverso. Il mio? Il sangue. «L’unico modo per contrastare un sangue malato è la preghiera.»
Lavinia, costretta a un matrimonio combinato per salvare la sua famiglia, è come una delle anime penitenti che Dante incontra lungo il suo cammino. La sua bellezza e la sua forza d’animo sono la sua arma e la sua maledizione. Ogni loro incontro è carico di tensione e desiderio, un fuoco che brucia come le fiamme della passione e della redenzione. Cit: L’avrei protetta, l’avrei salvata dalla dannazione. Dal sangue malato. La mia donna. La mia ragione di vita. Mia.
Nel romanzo, le descrizioni vivide e i dialoghi intensi evocano le immagini potenti del Purgatorio dantesco. Le anime che Dante incontra sono già salve, ma devono purificarsi per raggiungere il Paradiso. Allo stesso modo, Virgil e Lavinia devono attraversare il loro personale purgatorio, affrontando le prove e le tentazioni che la vita gli pone davanti. La Capasso riesce a dipingere con maestria le fragilità umane e i tormenti interiori dei suoi protagonisti, creando una storia che è al tempo stesso struggente e avvincente. In questo romanzo, ogni passo è un passo verso la luce, un viaggio attraverso le ombre del peccato verso la redenzione. Come Dante, che alla fine del suo viaggio incontra Beatrice, simbolo dell’amore divino, anche Virgil e Lavinia cercano un amore che possa salvarli e purificarli. Quest’opera non è solo una storia d’amore, ma un’epopea di redenzione e speranza, un viaggio attraverso le fiamme della passione e le ombre del peccato, proprio come il Purgatorio di Dante.
Inizio ringraziando M. Antonietta Capasso per avermi dato l'opportunità di leggere anche il secondo volume di questa Mafia Dark serie. Dopo Inferno ero molto curiosa di leggere la storia di Virgil ma ero anche curiosa di scoprire cosa sarebbe successo dopo l'attentato e come Virgil avrebbe ridato il potere ai gemelli eliminando Elia. Ammetto però che all'inizio i capitoli sono stati molto forti, ecco perché ricordo che è molto importante che prima di leggere questa saga leggiate i Trigger Warning. Io da un lato ero preparata ma dall'altra non lo ero del tutto e mi sono ritrovata abbastanza sconvolta per ciò che è la Virtus Aeterna. Dopo i primi capitoli però sono entrata nella storia e non sono più riuscita a smettere di leggere, avevo bisogno di sapere.
Subito dopo aver letto Inferno sapevo che il protagonista di questo secondo volume sarebbe stato Virgil ma ero molto curiosa di scoprire e conoscere la protagonista e devo dire che Lavinia mi ha sorpresa in modo super positivo, non mi aspettavo una ragazza così forte e tosta. Per essere una ragazzina che viene buttata nella fossa dei leoni riesce a dimostrare di avere molto più carattere di quanto mi potessi immaginare. Virgil d'altro canto ha un passato molto più complesso di quanto mi fossi immaginata. Avevo intuito nel primo volume che essere il figlio illegittimo di Elia Santacroce per lui non fosse stato facile ma non mi immaginavo che anche la sua vita in Germania fosse stata tanto traumatica. "Giocherellai con l'anello raffigurante il giglio dei Santacroc. Puro, incontaminato, pregiato. Raro. Quanto di più lontano esistesse da ciò che sentivo davvero di essere." In questa storia però c'è anche un altro personaggio importante, Lamia. Lei la consociamo in Inferno e da subito capiamo che tra lei e Virgil c'è un legame importante e qui finalmente capiamo quanto sia stretto e contorto quel legame. Lamia è un personaggio complesso e dato che non sono una fan dei triangoli amorosi devo dire che io non sono stata una sua fan. Per di più ha anche dei comportamenti che mi hanno irritato molto.
La storia tra Virgil e Lavinia non è affatto una storia semplice e classica. Primo il loro è un matrimonio combinato, non si sono mai visti e per di più Virgil a il doppio degli anni di Lavinia. Proprio per questo sconsiglierei la lettura se state cercano un romance con una dinamica di coppia normale, perché allora questa non è la trilogia che fa per voi. Anche perché, secondo me, se la relazione tra Dante e Beatrice già era complessa quella tra Lavinia e Virgil è anche più complicata e completamente fuori da qualunque schema. Ma proprio per questo devo dire che mi sono piaciuti e ad ogni pagina avevo bisogno di sapere cosa sarebbe successo poi. "«E se, tra di loo, ci fosse anche l'assassino di mio fratello?» Mi parve di sentire il suo respiro fermarsi assieme al mio. Avvicinò le labbra al mio orecchio e lo sfiorò. «Mein kleiner Rubin» sussurrò e la mia intimità tornò a vibrare come strumento suonato da dita esperte. «Non esisterebbe posto, sulla terra, da usare per nascondersi da me. Perché lo troverei e lo trascinerei ai tuoi piedi , invitando a scegliere il modo migliore, e più doloroso, per fargli scontare la punizione che merita. La tua.»"
La storia è ricca di colpi di scena, di suspense, di complotti e anche di violenza; perché dove c'è la famiglia Santacroce ci sono giochi di potere e vendette. Come si legge nelle informazioni il volume è autoconclusivo per la coppia ma non lo è per la storia, infatti ci sono ancora molte cose che non sappiamo e ancora molte vendette da mettere in atto. Questo secondo volume ci porta però a conoscere molte più cose e a incastrare molti tasselli, infatti risponde ad alcune domande sorte durante il primo volume.
Lo stile dell'autrice è coinvolgente ed è riuscita a catturarmi anche stavolta. La Capasso riesce a descrivere in modo perfetto la storia e se da una parte ti fa amare i suoi personaggi, come i fratelli Santacroce, che ancora non so quale amo di più, dall'altra ti fa accapponare la pelle con le descrizioni più crude del mondo marcio di cui fanno parte i suoi personaggi. L'epilogo mi ha incuriosita moltissimo e non vedo l'ora di conoscere Samael e i segreti che nasconde. Devo anche ammettere, che a modo suo, anche Charon è riuscito a incuriosirmi. Rispetto ad altre lettrici non sono una sua super fan, ma devo riconoscere che mi intriga e che vorrei poter sapere qualcosa in più di lui.
Le montagne russe di oscure emozioni non si fermano nel secondo volume dei retelling danteschi della serie City of Woe. Adesso tocca a Virgil, il mio preferito.
TRAMA Virgil Santacroce avrebbe voluto diventare prete per espiare le colpe del suo sangue malato e dei suoi desideri perversi. Invece, dopo l'attentato con cui ha cercato di liberarsi del violento padre, il boss Elia, riorganizza la sua potente famiglia mafiosa per cedere il passo ai suoi fratelli. Ma le alleanze si costruiscono con sangue e sacrifici, come quello di sposare la giovane Lavinia. Lei è bella, cocciuta, pura. E lui la vuole, anche se dovesse significare difendersi da pericoli inaspettati.
La meraviglia dei retelling scritti bene è questa: trovare personaggi dolorosamente reali che rispecchino i vizi e le virtù umane e che strizzino l'occhio ai volti famosi di fiabe, miti, storia. La storia di Virgil e di Lavinia è un connubio perfetto di sangue, dolore e perdono, di passione, fiducia e amore. Non c'è solo il riferimento all'espiazione continua dalle colpe che passa dalla consapevolezza di non potersene liberare del tutto, perché l'uomo è fallibile. Ma anche la speranza in un amore che rende redenti.
Sapevo che avrei amato Virgil alla follia, e così è stato. La sua intensità, il rancore verso se stesso, l'ossessione salvifica verso Lavinia è quello che più mi ha incollata alle pagine, assieme alla crescita di Lavinia in una donna caparbia capace di fare la differenza in un mondo di uomini. Per lui, per Virgil. Con una scrittura sublime, la cornice delle lotte di potere mafioso e il legame viscerale tra i protagonisti, Maria Antonietta si conferma la regina italiana del dark mafia romance e io non potrei essere più fiera di seguirla. Attendo la storia del cattivissimo, paradisiaco Samael.
Mi piace uscire dalla mia comfort zone ,sopratutto quando ad attendermi c’è una storia nata dalla penna della Capasso. Un’autrice che ormai per me è una certezza.Una penna che di volta in volta mi sorprende e mi fa amare il mafia/dark romance ancora di più.
𝐏𝐮𝐫𝐠𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 è una lettura che non fa sconti ,già in 𝐈𝐧𝐟𝐞𝐫𝐧𝐨 ne abbiamo avuto prova, ma qui tutto si amplifica grazie allo stile unico con cui l’autrice narra la storia di Virgil e Lavina.
Una storia a cui forse non ero preparata ma che ho sentito fin dentro le ossa.
In 𝐈𝐧𝐟𝐞𝐫𝐧𝐨 avevamo lasciato Virgil prendere le redini della famiglia e diventare uno dei nuovi boss delle famiglie di Cosa nostra.
Abbandonato e cresciuto in un monastero tedesco,Virgil conosce bene il dolore,l’umiliazione e le punizioni, tanto da usarle nel corso degli anni come espiazione per i suoi molti peccati.
Nelle sue vene scorre il sangue malato dei Santacroce,quale donna sana di mente potrebbe mai innamorarsi di lui?
Un accordo sancito per ottenere protezione, Un matrimonio combinato. Due vite che si intrecciano contro il loro volere.
Lavinia dovrebbe ribellarsi,avere paura,fuggire. Pur sapendo di non essere né speciale né l’unica si ritrova a desiderare quell’uomo che riesce a leggere anche i suoi pensieri più nascosti. Ma quale sarà il prezzo da pagare? E Virgil permetterà a Lavinia di avvicinarsi al suo cuore da tempo avvizzito?
Ho letto con avidità ogni pagina. Ho sentito strisciare sulla pelle il tormento e i sensi di colpa di Virgil. Un uomo dalla mente brillante ,un giocatore che sa come muoversi e quale pedone sacrificare. Un “padrone” che riconosce la vera devozione. Volutamente ho omesso molti passaggi,il rischio spoiler era alto e anche per questo non faccio nomi ma credetemi ci sono personaggi che odierete,altri su cui mi sono ricreduta.
Sono innamorata della cover,e quel rosario tempestato di rubini che io adoro, ad un certo punto sarà protagonista di un momento molto particolare,vi dico solo che non guarderò più un rosario allo stesso modo.
Ho intrapreso la lettura conscia dei trigger warming, presenti. Ho lasciato fuori tutto ciò che non mi avrebbe permesso di godere appieno della lettura e non potevo fare scelta migliore!
Non posso che fare i complimenti all’autrice per aver nuovamente osato con questo retelling in chiave moderna liberamente ispirato alla Divina Commedia.
❤❤❤❤💔 Dopo essere stati all'inferno ci tocca il passaggio in purgatorio. Il personaggio di Virgil mi ha incuriosito sin dalla sua comparsa nel precedente libro, un personaggio ambiguo da cui non sapevo cosa aspettarmi, quello che ne è uscito è devastante.
Lo avevamo lasciato nello studio di Elia a villa Santacroce al telefono con Dante con la promessa che avrebbe ricostruito il loro regno, spianandogli la strada per quando avrebbe deciso di ritornare e prendere finalmente il posto che gli spettava a capo della famiglia.
"Virgil era un uomo dissoluto e dedito ai vizi, come il resto della sua peccaminosa famiglia."
Conoscere il suo passato non è stata una passeggiata di salute, la sua infanzia è stata un inferno, con gli anni è diventato un uomo temuto e rispettato nel suo ambiente, si è preso cura dei fratelli Dante e Samael e aveva promesso a Bella la loro madre che li avrebbe sempre protetti.
Il suo obiettivo; trovare i colpevoli della morte di Bella e porre fine ad una setta che operava dietro le quinte nel nome di Dio.
Il matrimonio combinato con la cugina Lavinia non era previsto, ma troverà il lato conveniente per portare a termine il suo piano di vendetta.
Cosa accadrà quando un semplice sfioramento di labbra mette in discussione tutto ciò in cui aveva creduto?
Sarà in grado di mantenere il sangue freddo accanto al suo Rubino Rosso?
Lavinia Santacroce è cresciuta lontana da quell'ambiente, non sa del matrimonio con il cugino meno che mai che si tratti di un uomo con il doppio dei suoi anni, cerca di ribellarsi al suo destino inutilmente però, perché l'incontro con Virgil smuove in lei sensazioni mai provate prima, dimostrandosi una donna molto sensuale, in grado di provare nonostante la sua purezza desideri carnali sconosciuti.
Ma riuscirà anche ad accettare la natura di Virgil o scapperà quando scoprirà di cosa è capace il suo sangue malato?
Non vi resta che intraprendere questo viaggio, le porte del purgatorio sono aperte spetta a voi adesso scoprire cosa si nasconde al suo interno.
«Se il premio sarà godere di te, insieme a te, solo con te... sopporterò ogni genere di punizione che vorrai infliggermi. E affronterò qualsiasi attentato, sparatoria, attacco o male che cercherà di separarmi da te.»
La penna della Capasso ti ammalia, la sua scrittura crea un mix di emozioni in grado di affascinarti dall'inizio alla fine, purtroppo in questo caso non posso dare un voto pieno, non per la storia in sé che è fantastica, ma per un evento che (chiamatemi pure bigotta) io non ho digerito, non sto qui a spiegare il perché solo chi ha letto i libri potra capire, il libero arbitrio esiste proprio per dare modo a chi legge di pensare e agire come meglio crede senza coinvolgimenti esterni e io sto agendo di conseguenza.
«L’avrei protetta, l’avrei salvata dalla dannazione. Dal sangue malato. La mia donna. La mia ragione di vita. Mia.»
Quando ho avuto la notizia dell’uscita di “Purgatorio” ero esultante, non vedevo l’ora di poter leggere la storia di Virgil, colui che ha rapito il mio cuore nel primo volume, “Inferno”.
Virgil è un uomo misterioso con mille sfaccettature, che si comprendono leggendo solo il suo libro, è un uomo che attira l’attenzione senza dover fare nulla in particolare.
Lavinia invece è una ragazza forte e passionale, è la luce infondo al tunnel, è colei che farà battere il cuore di Virgil. È una Donna che farebbe di tutto per l’uomo che ama.
Ammetto che “Purgatorio” l’ho preferito molto di più rispetto ad “Inferno”, con tutti i macchinismi che troviamo dietro una famiglia mafiosa e i sotterfugi che si architettano, e la storia d’amore tra questi due, un tormento, l’ansia ad ogni passo che facevano, ma hanno avuto il loro lieto fine.
E poi, non per meno importanza, la scrittura di Maria Antonietta è eccezionale, è come vedere un film nella propria mente, ti fa staccare completamente dalla realtà, e ti catapulta in storie intrigate e passionali, e termini il libro senza una domanda, perché ti darà la risposta ad ogni cosa.
La QUEEN Anto per me è una certezza. Finalmente è tornata e sono super elettrizzata per questo fantastico viaggio che ho appena concluso. I suoi personaggi creano dipendenza e mai come ora mi sono trovata in difficoltà, perché tra Virgil e Lavinia è impossibile scegliere. Due personaggi opposti, ma che ho amato con un’intensità tale da cogliere ogni minima sfumatura che li rappresenta. Purgatorio è il secondo volume della serie City of Woe, quindi vi consiglio vivamente di recuperare Inferno, se non lo avete già fatto. Sperando di rendere giustizia a questa storia, nel mio collage non potevo non inserire le immagini di Anto, create per quest’opera d’arte che è il cartaceo. Sono sicura che rimarrete incantate come me!
ʀᴏᴛᴛᴏ. ꜱᴘᴇᴢᴢᴀᴛᴏ. ꜱᴏɴᴏ ꜱᴀɴɢᴜᴇ ᴍᴀʟᴀᴛᴏ. 🩸
Virgil è un uomo tormentato, profondamente segnato dal suo passato, che lo influenza in tutte le sue scelte di vita. È cresciuto in un monastero tedesco, dove ha provato quel dolore che mai nessuno dovrebbe vivere sulla propria pelle. Vedere la gente perdere il controllo per mano sua, lo rende invincibile , come se mai nessun altro al mondo potesse scalfirlo. Lui è la guida, il faro della famiglia Santacroce, ed è obbligato a sposare Lavinia per salvaguardare il suo clan.
Lavinia sperava di continuare a vivere la sua vita lontana dalla malavita, ma suo padre ha altri piani per lei e la costringe a sottostare a questo matrimonio. Anche se l’uomo che dovrà sposare ha il doppio dei suoi anni, tutto questo sarà l’unica cosa che salverà la famiglia dalla rovina.
È impossibile non innamorarsi di Purgatorio,leggendolo vi accorgerete dell’immensa bravura dell’autrice, che ogni volta supera le mie aspettative sempre di più . Non è facile scrivere un Dark Mafia, specialmente se in chiave Dantesca. Questo è un viaggio di peccato, redenzione e scoperta di sé stessi, il tutto circondato ovviamente da segreti e ostacoli che rendono la storia profondamente intensa.
𝙄𝙡 𝙙𝙤𝙡𝙤𝙧𝙚 𝙨𝙞 𝙨𝙤𝙥𝙥𝙤𝙧𝙩𝙖 𝙞𝙣 𝙨𝙞𝙡𝙚𝙣𝙯𝙞𝙤. 𝘼𝙡𝙩𝙧𝙞𝙢𝙚𝙣𝙩𝙞 𝙙𝙞𝙫𝙚𝙣𝙩𝙖 𝙞𝙣𝙪𝙩𝙞𝙡𝙚. Leggete attentamente i Trigger prima di intraprendere questa lettura, perché qui Anto ci è andata giù pesante( ma è proprio ciò che piace a me! Lei sa) le scene spicy sono un mezzo per capire ancora di più le menti dei nostri protagonisti, che scoprono che dolore e piacere possono coesistere. Il loro legame passa da costrizione a necessità, quella cruda e intensa. Lavinia si lascia travolgere dal peccato e Virgil scopre l’amore quello che non ha mai ricevuto e provato. Colpi di scena inaspettati vi lasciano fino all’ultimo con un dubbio…. Intrighi,segreti e fragilità si intrecciano, creando una storia che ti rimane incollata addosso e che fai fatica a lasciar andare. Io sono in trepidante attesa, voglio ben sperare che l’ultimo fratello della famiglia Santacroce riesca a battere Virgil che per il momento siede sul TRONO.👑
Dopo aver commentato su questo stesso blog il retelling della prima cantica, possiamo spostare l'attenzione sul Purgatorio: i nuovi protagonisti sentono il bisogno di espiare i propri peccati tra i fili intrecciati del background mafioso che conosciamo, esattamente dal punto in cui ci eravamo lasciati nell'Inferno.
Con il movente di un matrimonio "necessario", scopriamo i retroscena della vita di Virgil, tra sofferenze perverse e promesse da mantenere, e quello della sua futura moglie Lavinia, candida e ignara di tutto ciò che la aspetta. Non mancano le visite dei fratelli Santacroce e alcuni imprevisti che terranno col fiato sospeso la maggior parte dei membri della cosca. Il tutto racchiuso nella solita atmosfera cupa che con difficoltà lascia intuire se si tratti di sogno o realtà.
La penna della Capasso è impeccabile in questo gioco: descrizioni minuziose permettono di cogliere stati d'animo e pensieri dei personaggi a partire dalle screziature delle loro iridi. Mai nulla può essere dato per scontato e l'imprevedibilità delle azioni che si susseguono tiene legati i lettori a ogni bollente pagina.
Ho apprezzato ogni dettaglio, dalla passione violenta e perversa alle dolorose verità nascoste, senza trascurare gli stati d'animo dei personaggi secondari (Charon, sì, sto parlando di te) e gli intrecci con le trame di altri romanzi dell'autrice stessa, in un multiverso che rende il tutto sempre più credibile.
Si tratta di un romanzo autoconclusivo per la coppia, vero, ma è anche strettamente legato all'uscita che lo precede e i richiami a situazioni già viste inseriti per rinfrescare la memoria del lettore non sono un particolare da sottovalutare.
Consiglio di recuperarlo a chi, consapevole dei trigger warning, è pronto a immergersi in questo geniale retelling, restando insieme a me in attesa del Paradiso.
Buongiorno Peccatrici, ci stiamo aggirando nei gironi dediti al "Purgatorio" di M. A. Capasso. Già dal prologo ho compreso che sarebbe stato un viaggio intenso, crudo e salvifico, ma chi conosce la Rossa, come ho il piacere e l'onore di chiamarla, sa che fino all'ultima parola, nulla sarà mai come puoi esserti immaginata, lei stravolge le carte in tavola e ti fa giocare con le sue regole, le sue idee, le sue passioni e tutto ciò su cui mai avresti puntato. Si dice che il banco vince sempre ed è realmente così, quando il banco è Maria Antonietta Capasso. Avevo lasciato Virgil seduto nell'ufficio di suo padre mentre salutava Dante al telefono e ho atteso che il percorso si spostasse dall'Inferno al Purgatorio ma per quanto sapessi già che mi sarei immersa e ne sarei rimasta invischiata, non immaginavo tanto. Virgil è un uomo che porta con sé dolori, responsabilità, sensi di colpa, ma ha anche un aspetto lussurioso molto accentuato che utilizza per espiare, dove dosa dolore e piacere non solo sulle "sue donne" ma anche e soprattutto su di sé. Crede che mai sarà perdonato per i suoi crimini, anche se non tutti sono suoi e per questo si crede perso e condannato per sempre e meritevole solo di punizioni ma non ha mai immaginato che l'incontro con una ragazza così lontana da lui, almeno in apparenza, possa essere una soluzione, la salvezza, l'unica persona che lo guarda con occhi sinceri e pronta ad affidarsi a lui anche contro le regole imposte dalla famiglia, ma cosa più sconvolge, soprattutto quelle dettate da lui. Peccatrici ciò che posso dirvi è che leggerete questo secondo volume e ne rimarrete intrappolate come è successo a me, vivevo le scene e mi immaginavo il piccolo rubino così potente e capace e non potevo che far battere il mio cuore all'unisono con il suo, ci compromette ad ogni suo passo con estrema lentezza, la determinazione, la forza ma anche la scoperta di ciò che realmente è, con la consapevolezza della scelta che paradossalmente solo dall'incontro con Virgil inizia ad essere reale nella sua vita. Un altro controverso personaggio legato in modo quasi blindato a Virgil è stato sorprendente fino all'ultimo passaggio e ha mostrato molte facce. Ha portato Gil ad un gesto estremo e ci ha palesato un uomo degno di tale nome, capace di perdono e speranza. Tranquille Peccatrici, non mancherà la figura di Charon e come per il primo volume, confermo che io lo amo. Burbero, insolente, spietato ma legato da una profonda amicizia con Virgil, che non verrà nemmeno stavolta incrinata nonostante il succedersi degli avvenimenti. Vogliamo parlare dei gemelli? Dante e Samael? No non vogliamo, dovrete goderveli fino in fondo e tranquille arriveremo fino al Paradiso, quindi mie care preparatevi ad essere purificate per ottenere la santità necessaria per accedere ad esso, io intanto mi sono procurata un rosario e l'ho posizionato al posto giusto e vi attendo, buon viaggio ❤️ La vostra Fly
Anche questo secondo libro si è lasciato leggere velocemente, la scrittura è fluida e gli eventi sono ben delineati , i salti temporali che fa Gil nella sua testa sono bene descritti e riescono a rendere bene l idea sia del pensiero che sta facendo sia di come sia la sua situazione nel momento in cui avviene..
Lavinia è una ragazza testarda cresciuta fuori dal mondo a cui appartiene, nel giro di qualcun giorno passa da ragazza che studia a Yale ad essere la futura moglie del cugino, niente di meno del capo della cosca..
La cosa che più mi è piaciuta di lei è che in qualche modo mantenga fede a se stessa nonostante secondo me questo innamoramento di lei così di colpo non mi è piaciuto molto, l avrei preferita rimanesse combattiva un po' come all inizio.
Lamia non Mi è mai piaciuta troppo, infatti secondo me Dante, Sam e il resto dei boss hanno ragione a non volerla viva. mi piace sempre di più il migliore amico di Gil.
E devo dire che Gli in questo libro ha fatto un salto di qualità, perché come ho sempre pensato dietro ai malavitosi ( di qualsiasi genere ) c'è sempre un trauma e c'è sempre una parte umana che cerca il modo di sopravvivere a se stessa e la sua parte umana è uscita fuori nonostante tutto.
sinceramente mi aspettavo una reazione diversa soprattutto di Lavinia nei confronti della madre.. ma chissà se avverrà nel prossimo.
in ogni caso lo consiglio se piace il genere nonostante io sia interessata ma non riesco neanche ora ad empatizzare. Volo a conoscere Sam ❤️
Purgatorio è il secondo volume della serie City of Woe Series, retelling contemporaneo in chiave dark mafia romance della Divina Commedia di Dante Alighieri. E devo dirvi che io mi ha lasciato letteralmente senza parole 😶 una storia che ti tocca l anima, Virgil un bambino cresciuto in monastero dove il sacrificio la privazione e l’abuso hanno fatto da padrone diventa un uomo duro che pensa di non meritare nulla perché il suo “”sangue è malato”” Finché non trova Lavinia che ha il cuore 💖 spezzato la paura negli occhi per un mondo ricco di spettri. La loro unione sarà all’apparenza di convenienza ma resterà tale?? Ho è mai stata davvero di convenienza??? La penna di @m_a_capasso_autrice è incantatrice non sono riuscita a fermarmi nella lettura tutto è narrato con passione ❤️🔥 e tenacia ci sono dei punti lasciati in sospeso solo perché vengono poi sviluppati nel ultimo libro che chiuderà questo bellissimo viaggio. Che aggiungere di più , Correte a leggere 📖 questo retelling STUPENDO 🤩 VI LASCIARE DI STUCCO🫠
⚠️Questo è il secondo volume della City of Woe series, potrebbero esserci spoiler del primo volume. Vi ricordo che si tratta di un dark mafia romance, leggete sempre i TW
Virgil è il figlio illegittimo di Don Santacroce, cresciuto in un convento in Germania dove sono nati tutti i suoi incubi più oscuri, ma che l’hanno reso l’uomo di potere che è oggi. Spietato, oscuro, enigmatico, Virgil si fa strada in un mondo pieno di peccato e oscenità, per cercare la sua vendetta, ma non aveva messo in conto un matrimonio combinato con sua cugina Lavinia. Lei viene catapultata nel mondo di Cosa Nostra che fino ad allora le era rimasto oscuro. Le viene imposto un matrimonio con un uomo più grande di lei, che non conosce e non ha mai visto, il tutto per compiacere la sua famiglia. Quello che Lavinia non sa è che scoprirà che l'uomo che dovrà avere al suo fianco, sarà l'unico e il solo che l'aiuterà ad affrontare i traumi avuti e che le permetterà di vedere la luce nel suo futuro.
Questo secondo libro è molto più dark e cupo rispetto al primo, vengono trattate tematiche molto intense e pesanti, ma lo stile di scrittura di Maria Antonietta ti porta a divorare la storia, aiutandoti comunque a immergerti e a coinvolgerti nelle vicende e negli avvenimenti dei protagonisti.
Virgil è un personaggio complesso, dalle sfaccettature più oscure e di certo non è un personaggio per tutti. E' senza morale, è pronto a qualsiasi cosa per le persone che ama e non si tira indietro per raggiungere i suoi obiettivi. Il suo amore per Lavinia sarà completamente totalizzante, una vera onda anomala che lo travolgerà fin dal primo sguardo. Lavinia troverà dal canto suo un uomo perverso, a volte freddo e sadico, ma che le permetterà di trovare se stessa e di sentirsi amata e apprezzata per ciò che è.
Questo secondo volume mi ha letteralmente travolta e stravolta. Virgil e Lavinia insieme sono una forza della natura, pronti ad affrontare tutto e tutti. Non sono pronta a lasciare tutti questi personaggi, ma non vedo l’ora di iniziare l’ultimo cammino per il Paradiso.