Corinna, in visita con sua madre al Museo Egizio di Torino, a un tratto si sente male, cade a terra e si ritrova sulla barca dei morti, insieme agli dei dell'antico Egitto, per subire il giudizio finale: il suo cuore verrà pesato sulla bilancia di Maat, la dea della giustizia, che poserà sull'altro piatto la piuma di struzzo che orna il suo diadema. Se non supererà il peso, sarà salva, ma prima dovrà viaggiare attraverso l'Oltretomba. Nel viaggio avrà la guida del dio Thot, lo scriba degli dei, e la compagnia di due creature bizzarre, Ka e Ba, un ragazzo ossuto e una bambina alata. Incontreranno Ramses II e Tutankhamon, Cleopatra e la bella Nefertiti, ma anche archeologi, filibustieri, soldati, poeti, disegnatori, finché non troveranno il segreto dell'immortalità... Età di lettura: da 9 anni
Avere tredici anni non è facile, quando tuo padre non c’è più, lasciando un dolore e un vuoto difficili da affrontare. È ancora più difficile quando era quello con cui si andava più d’accordo, c’erano interessi in comune ed era facile comunicare. E rimani sola con una madre che senti lontana. Corinna lo sa che sua madre le vuole bene e che sta soffrendo tanto quanto lei per la morte improvvisa di un uomo magnifico, ma a volte fa fatica ad andarci d’accordo, e fa fatica a comprendere il suo amore per l’Antico Egitto – amore che ha sempre cercato di trasmetterle raccontandole, sin dalla tenera età, non fiabe, ma miti dove Horus, Iside, Nut, Anubi e tanti altri erano i protagonisti-, perciò, per farla contenta e restituirle il favore di averla accompagnata al museo del Cinema di Torino, decide di andar insieme a lei a quello egizio. Ma quando è lì, circondata da reperti ammuffiti, si sente male e perde i sensi. Tutto si sarebbe immaginata, meno che esse traghettata da Anubi e Ra su un fiume di anime, in una barca sballottata da anime che adorano il dio solare ed esseri che cercano di attaccare l’imbarcazione. Il dio dalla testa di cane la porta davanti al tribunale delle anime, dove il suo cuore viene pesato e la dea Maat pronuncia la sua sentenza: “il suo cuore è puro, si è guadagnata la vita eterna”. Ma la vuole, la vita eterna? A Corinna mancano i suoi amici, le risate, la madre e, nonostante le divergenze, i suoi insegnamenti (che più che mai ora tornano utili) e si trova a dover affrontare un nuovo viaggio in barca. Però non da sola, ma in compagnia di ka e Ba due creature che un po’ le somigliano, e che si offrono subito di aiutarla, e insieme arrivano da Horus le viene affidato un compito : “ va’, e percorri questo regno, che io ho costruito per mio padre Osiride come una perfetta copia del mondo che gli è stato tolto, e porta a queste ombre un soffio di quella vita che ancora si agita nel tuo cuore” Cosa significa? Non ne ha idea, ma si mette lo stesso in cammino con i suoi strani amici e sotto la guida di Toth, viaggiando nello spazio e nel tempo, cercando di decifrare la mappa che la porterà a compimento del viaggio. Come Dante nell’oltretomba, così Corinna incontrerà una serie di anime che la aiuteranno nel suo percorso, anime diversissime ma tutte accomunate dall’essere intimamente legate all’Egitto: Giovanni Belzoni, Agatha Christie, Champollion, Drovetti, Ungaretti, Cleopatra, Nefertiti e tanti altri.
Un viaggio nell’oltretomba egizio e, parallelamente, un viaggio nei ricordi e nei rimpianti di Corinna. Dove la porterà tutto questo?
Che bel viaggio mi sono fatta insieme a Corinna a Ka e Ba! È stato molto divertente! E lo trovo un ottimo libro per ragazzi per aver un’infarinatura della storia e della mitologia dell’ Antico Egitto. Ho trovato super affascinanti i parallelismi tra Cristianesimo ed Egitto, stupendi i collegamenti tra le varie anime e le riflessioni sui libri e la poesia (uno dei miei preferiti resta il capitolo su Ungaretti).
Ho trovato molto bello il “riunirsi” di Ka e Ba, in un finale simbolico e un po’ magico che segna un punto di svolta nella vita della protagonista. Lo stile è semplice, scorrevole e mai pesante pur dando molti spunti al lettore!
Tenere e realistiche le descrizioni del rapporto madre-figlia adolescente, che sono trasversali rispetto alla storia principale, ma importanti. Alla lontana, lontanissima, mi ha ricordato “The Brave”, Merida e sua mamma. Quante volte mi sono sentita distante, lontana, o infasidita da una parola di troppo o mancata da parte di mia madre, quando ero un’adolescente! E allo stesso tempo quanto amore che c’era, ma non trovava la via! E, alla fin fine, quante similitudini tra me e mia madre, quanto di quello che mi ha insegnato, passato, raccontato è diventato mio! Nel romanzo troverete anche un po’ di questo.
È un libro perfetto per i curiosi, gli esploratori di mondi e di idee, per gli amanti di tombe egizie, mummie e faraoni. Il mio voto è 4 stelle e mezzo (Mi aspettavo che incontrasse il padre, o almeno lo intravedesse, ma così non è stato e un po’ mi è dispiaciuto… solo per questo non do il massimo). Come sempre i libri per ragazzi sono perle, scrigni pieni di spunti di riflessione e di quella magia e mistero che, a volte, gli adulti tendono a perdere.
Buone letture, una citazione, e alla prossima! “Ma la vita è così, ti sconvolge spesso quando ci sei dentro”
L'idea era buona. Il risultato no. Se non ci fossero stati tanti riferimento ai miti egizi avrei dato una stella. Una viaggio senza alcun apparente significato con una protagonista che incontra 2 "persone" sconosciute e li considera fratelli perché stanno "viaggiando" insieme. Dieci pagine dopo non si fida. Poi si fida e non vuole perderli. Poi iniziano a stressarla e non li considera. 0 coerenza. Lo stile molto frammentato non ha aiutato neanche. I capitoli corti mi piacciono ma non possono essere sempre un "nuovo" inizio... Speravo in qualcosa di meglio, magari ad un pubblico più giovane potrebbe piacere di più però