«È faticoso provare a cambiare la traiettoria di un destino, è da perderci il sonno.» Proprio quel tentativo è al centro di questo un diario pubblico, nel quale l’apprendistato alla vita è sempre incespicante, come per chiunque. L’inizio è l’infanzia, il tempo che fonda l’esperienza di ognuno di noi e in cui, come scriveva Cesare Pavese, «nulla era avvenuto o dormiva solamente nei nervi e nel cuore». L’infanzia di Rosella Postorino è stata segnata da uno sradicamento, e il suo sentirsi estranea, diversa, ansiosa di riscatto ha generato lo sguardo che ha sul mondo. Così, in queste pagine, è continuo lo scambio tra narrazione personale e collettiva, perché in fondo le nostre esistenze, le nostre scelte, si andarsene, restare, aver paura di fallire, di perdere qualcuno, o sé stessi. Siamo tutti mossi dal desiderio, dubbiosi sulla felicità possibile, tentati da un impossibile ritorno a casa, gettati nostro malgrado nella Storia. Con l’impeto dell’analisi e il rigore dell’empatia, Rosella Postorino racconta quel luogo edenico e scosceso che è la famiglia, le aspirazioni e le difficoltà delle donne, la vulnerabilità dei corpi, le ingiustizie che abitano la Terra, i dilemmi etici della contemporaneità, e la fede assoluta nella letteratura. Racconta lo sconcerto, l’abisso, la tenerezza di essere umani.
[Non c’è modo di sopravvivere se non disunirsi, non ci si può opporre alla frammentazione: forse vale sempre, per ciascuno, di sicuro vale quando un dolore precoce spacca la tua vita. Ho deciso che non voglio cercare il (mio) vero sé come fosse un sacro Graal. La maggioranza delle persone non ambisce ad arrivare al punto estremo della conoscenza, neanche esistesse una verità unica e immutabile: «Quando uno vive, vive e non si vede. Conoscersi è morire», dice Moscarda. La maggioranza delle persone tenta semplicemente di salvarsi – come me.]
Un memoir che avvolge e lascia senza fiato, un viaggio intimo e collettivo che indaga la vita in tutte le sue contraddizioni. ☀️ Con uno stile profondo e riflessivo, l’autrice racconta il suo percorso di crescita, esplorando temi universali come il senso di appartenenza, la vulnerabilità, il riscatto e il rapporto con la famiglia. Un’opera capace di parlare al cuore di chiunque si sia mai sentito estraneo, fuori posto, o alla ricerca di un significato più profondo.🫶🏼
L’infanzia di Postorino, segnata da uno sradicamento interiore, diventa il punto di partenza di una riflessione che si estende ben oltre la sua esperienza personale, fino a toccare corde universali. Ogni pagina sembra una carezza, ma al contempo una scossa, un invito a guardare dentro noi stessi, perché quello che Rosella racconta non riguarda solo lei: siamo tutti, in qualche modo, protagonisti di queste storie di desiderio, di paura, di perdita e di speranza.✌🏼
Postorino riesce a mantenere un equilibrio perfetto tra il racconto intimo e la narrazione di eventi più grandi, rendendo il lettore partecipe di un dialogo sincero e profondo. Le sue riflessioni sul destino, sulle scelte che facciamo, sul peso delle aspettative, e sul desiderio di felicità sono così reali che, mentre si legge, sembra di ascoltare la propria voce interiore.
Meraviglioso, toccante e profondamente umano, è un’opera che rimane dentro anche dopo aver girato l’ultima pagina. Mi ha lasciato con la sensazione di aver scoperto qualcosa di nuovo, non solo sull’autrice, ma anche su me stessa♥️
«Ama il prossimo tuo come te stesso» mi è parso fin da quand’ero ragazzina un comandamento pericoloso: non capivo come si potesse amare sé stessi, non si può mica scegliere di non frequentarsi, e la meraviglia sta proprio nella scoperta di ciò che è altro da noi. Se amassi gli altri come me stessa, pretenderei da loro il massimo e non sarebbe mai abbastanza, faticherei a perdonarli, li tollererei solo quando si può esserne fieri, li giudicherei in base al giudizio che di loro ha chiunque e sarei disturbata da ogni loro fragilità. Per fortuna non funziona così: è nell’istante in cui gli altri si mostrano disarmati che finalmente riesco a toccarli, a incontrarli davvero.
— senza la mia famiglia, la sua, gli amici d'infanzia, mi domando perché la mia esistenza non sia di fronte al mare che mi ha allevata. ho scelto di chiamare casa qualunque luogo in cui potessi scrivere ed essere ciò che di me avevo immaginato. ho trasformato in casa un computer, pile di libri, il mio stesso corpo, ma c'è in quest'autarchia qualcosa che mi rende più fragile. [...] dispersa nei labirinti dei miei desideri antinomici, prima ancora che nei labirinti delle città, io ho rinunciato all'ombra degli ulivi, come si rinuncia alla protezione delle madri.
"Io sono rimasta lì, ad ascoltare la dolcezza della vita che torna e fa il rumore di una strada all’uscita da scuola: quasi non ci credevo, che sarebbe successo ancora."
Questo libro è una raccolta di pensieri dell'autrice in relazione alle cose del mondo. Dalla religione all'amore, dal sesso alla guerra, Rosella Postorino scava dentro sé stessa per comprendere meglio ciò che la circonda. Ho avuto il piacere di ascoltarla dal vivo: meravigliosa!