Ho comprato questo libro al termine di uno spettacolo di César Brie, non so quale. Non lo so perché ho visto davvero tanti suoi spettacoli! Ed alcuni, tipo "Ero", "Il mare in tasca", "Albero senza ombra" e "Viva l'Italia" li ho visti più volte. "Il Mare in Tasca", "Ubu in Bolivia (da Alfred Jarry)", "I Sandali del Tempo (Las abarcas del tiempo)", "Nella Tana del Lupo", "La Ilíada", "El Cíclope", "Fragile (Fragil)", "Dentro un Sole Giallo (En un Sol Amarillo)", "Otra vez Marcelo", "Indolore (¿Te duele?)", "La Odisea", "Karamazov da Fëdor Dostoevskij", "Orfeo ed Euridice", "Zio Vanja di Anton Čechov", "La Volontà. Frammenti per Simone Weil" e "Solo gli ingenui muoiono d’amore" purtroppo li ho visti solo una volta.
Dicevo, ho comprato questo libro dopo aver visto ed apprezzato l'ennesimo suo spettacolo, ma non ricordo quale, ricordo solo che il libro era seminuovo. È finito, ahimè, in quella maledetta categoria (dico maledetta perché non dovrebbe mai crearsi) denominata "Troppo importante per leggerlo subito" e ci è rimasto, mi vergogno a dirlo, 15 anni.
Nell'estate del 2019 decisi di andare al mare a Francavilla Mare, in Abruzzo. Di quella vacanza ricordo solo tre cose: 1) che i dreadlocks erano abbastanza lunghi per legarli in alto (è stata la mia acconciatura fino ad aprile 2025); 2) che la sera non sapevo cosa mangiare perché i ristoranti facevano solo gli arrosticini; 3) che ho letto le 223 pagine di "César Brie e il Teatro de los Andes" tutto d'un fiato, in spiaggia, seduto sul lettino, sotto l'ombrellone. Era dai tempi delle mie letture di Bertrand Russell e Erich Fromm che un saggio non mi esaltava così tanto.
Il libro parla del rapporto di César Brie con il Teatro de los Andes, rapporto ormai finito ma nel 2003 completamente attivo. A questo proposito tengo a specificare che César Brie ha avuto quattro fasi: 1) prima fase milanese con la Comuna Baires; 2) fase danese con l'Odin Teatret; 3) fase boliviana con il Teatro delle Ande; 4) seconda fase milanese da solo. Alla Comuna Baires ha conosciuto il terzo teatro (oltre all'Odin Teatret, Grotowski, Artaud, Brook, Living Theater, Bread & Puppet, ecc.) e all'Odin Teatret lo ha imparato direttamente dal suo creatore, l'immenso Eugenio Barba.
Ora qui non sto a spiegarvi cos'è il terzo teatro... Ma non per mancanza di voglia, solo per invogliarti a leggere questo libro, che è uno dei migliori modi per capirlo. Nella mia vita ho avuto la fortuna di vedere dal vivo sia i Living Theater che i Bread & Puppet, l'Odin Teatret e pure uno spettacolo di Peter Brook, oltre a innumerevoli spettacoli di Pippo Delbono e César Brie, facile immaginare che è la forma di teatro che prediligo.