Allora. Sni.
Edoardo Vitale dipinge una società assetata di performance, costellata di schermi sempre accesi, ovunque e in qualsiasi momento, di incendi quotidiani, di controlli dell'aria, del cibo, della vita stessa.
Più che un romanzo, ho trovato 'gli straordinari' una sorta di saggio-denuncia che illumina una società che potrebbe formarsi tra 10 anni, o forse meno, dove gli incendi sono all'ordine del giorno, dove ogni elemento della tua vita viene misurato "per il tuo bene", dove perdi totalmente il controllo della tua vita e ne vieni assorbito.
"Tutti sempre occupatissimi, intenti a correre da una parte all'altra dell'ufficio, oppure perfettamente immobili di fronte allo scorrere delle immagini su uno schermo. In preda al panico, in ritardo sulla tabella di marcia che qualcun altro aveva stabilito per loro".
Un libro scorrevole, che si legge con facilità, però mi è mancato un po' l'obiettivo. Lo definisco saggio perché è come se mi avesse descritto un momento della vita del protagonista (iper attuale per la società) più che snocciolare delle questioni. Che poi si, sono state affrontate, ma in modo secondo me frettoloso, non ho ben capito dove volesse andare a parare. Anche la parte 'romantica' descritta nella trama si perde un po' su se stessa.
A tratti mi è sembrato di rivivere un po' l'atmosfera di 'The Circle', e credo che l'autore volesse denunciare la fretta, lo stress e il disfattismo emotivo verso cui la società odierna sta andando incontro, come a dirvi 'ehi potreste finire così, fermatevi prima'.
"Assediati dai telefoni che squillavano o ronzavano a ripetizione, dal ticchettio forsennato dei mouse, dalle notifiche che risuonavano in simultanea nelle chat aziendali come una vivace marcia funebre".