La quiete della valle di un piccolo paesino di montagna è turbata da una terribile disgrazia. Marietta Lack, la sarta di Valdiluce, è morta nell’incendio della sua abitazione. Una sciagura inaspettata: inizialmente tutti sembrano convinti che le fiamme siano divampate per un tragico incidente. Tutti, tranne l’ispettore Santoni. Lupo Bianco, è questo il nome con cui tutti lo conoscono in paese: il suo istinto infatti lo porta a non credere mai alle coincidenze. Mentre fervono i preparativi per l’inizio della Coppa del mondo di sci, altri delitti si susseguono, uniti da strani indizi esoterici, e Santoni, che conosce bene quei luoghi, dovrà mettere insieme i pezzi di un puzzle macchiato di sangue.
Seconda indagine dell’ispettore Santoni detto Lupo Bianco. Questa volta la vita del paese Valdiluce viene turbata da un incendio. L’ispettore non crede sia un incidente e inizia ad indagare su questo accadimento dove ha perso la vita la sarta Marietta. Nel corso delle indagini vengono svelati piccoli segreti e altri delitti. La cittadina di montagna nasconde un giro di prostituzione e fatti poco “puliti”.
Lupo Bianco per esperienza e fiuto sapeva che i gruppi che si riuniscono clandestinamente in società segrete potevano diventare pericolosi.
L’omicidio di Marietta però è solo l’inizio… si presenta all’ispettore anche una figura inafferrabile e losca, quella del cartomante. Alle indagini si intreccia la vita di Lupo Bianco e del suo legame con l’atleta Ingrid Sting, campionessa di sci. Il romanzo è scritto in terza persona, nella narrazione vengono evidenziati i pensieri e le deduzioni dell’ispettore. Molto spesso l’investigazione va avanti grazie al “fiuto” dell’ispettore. Mi piace questo autore, ma in questo romanzo l’ho trovato sottotono. La narrazione è risultata lenta e a tratti noiosa. Per la gran parte del romanzo trovi nel cartomante l’indiziato più probabile, ma la soluzione del caso delude un po’, forse perché il vero assassino non è mai tenuto presente nella storia e compare solo alla fine. Certo la soluzione del caso è lineare e logica, ma stupisce un po’ il fatto che nemmeno per un momento il nostro protagonista e l’assassino vengano a contatto. Lupo gira intorno alla vita dell’assassino, controlla tutti coloro che sono vicini ad esso, ma mai ha uno scambio diretto con esso. In questo episodio non ho apprezzato né la storia né la narrazione, ho faticato molto a leggere questo romanzo.
In copertina (nella quarta, nel retro), si pubblicizza molto il Matteucci vincitore di concorsi (premio Crotone opera prima 2001; finalista premio Strega 2003; premio Cesare Pavese e premio Scanno entrambi 2003; premio Procida Isola di Arturo - Elsa Morante 2005; di nuovo finalista premio Strega 2007; ect.). A onor del vero, sembra al momento che nessun premio sia stato vinto per la "Mossa del cartomante", ma tant'è... Insomma, lo stile di scrittura quello sarà (immagino...). Ecco, premesso questo, dal finalista di più premi Strega e dal vincitore di quella sfilza di premi mi sarei aspettata moooolto di più. Cominciando con la scrittura ed il linguaggio, premetto che non sono ovviamente una critica letteraria né una studiosa dell'Accademia della Crusca, ma sono una lettrice abbastanza pedante. E comincio col dire questo: il punto e capo - lo so, io probabilmente ne abuso - potrebbe sembrare una sciocchezza, ma è fondamentale non solo per separare i paragrafi e facilitare la lettura, ma soprattutto per dare un certo ritmo alla narrazione. Ho avvertito un linguaggio molto forzato: come se si volesse mimare un alto livello di scrittura (con metafore, talvolta, un po' incomprensibili o inadeguate), che, dal mio modesto punto di vista, non è proprio... centrato. Si tratta, comunque, di gusti. Il libro è poi percorso da una vena che, credo, ironia, ma non è molto chiaro come siano disposti questi momenti "ironici" (né se si tratti di vera ironia o sono cose scritte seriamente, ma magari uscite male). Alcune scene mi hanno lasciata alquanto perplessa (altre proprio basita) Leggi la recensione qui: http://thebooksblender.altervista.org...
Simpatico questo Marzio Santoni. E bravo Matteucci, mi sei proprio piaciuto! Inverno, a Valdiluce, paese di montagna quasi sul confine. La serenità di questo paesino, che si prepara ad ospitare la Coppa del Mondo di sci, viene interrotta dalla morte di Marietta Lack, sarta e “intrattenitrice” degli uomini del paese, bruciata insieme a tutta la sua villetta. Marzio Santoni capisce che qualcosa di tremendo sta per capitare quando vede il falco Trogolo, con la sua catena alla zampa, girare mestamente nel cielo; non passano nemmeno cinque minuti e Marzio si accorge prima dell’odore acre e poi del fumo in lontananza: qualcosa sta bruciando. Avvisati i maestri di sci, i pompieri ed il giovane collega Kristal Beretta, decide di intervenire gettandosi nel bel mezzo dell’incendio; per Marietta però, non c’è già più nulla da fare e quasi Marzio stesso soffoca nell’incendio. Prima di perdere i sensi nel giardino riesce a raccogliere qualche indizio, olfattivo… si perché Lupo Bianco (come lo chiamano) è un detective ed è anche bravo. Trasferito dalla città a Valdiluce per sua volontà (per nostalgia della natura), negato per la tecnologia è invece un registratore vivente di odori, qualsiasi essi siano, Lupo li riconosce e li avverte a distanza, come un segugio. Che Marietta bevesse lo sapeva tutto il paese e non era certo un mistero che, dopo una certa ora, fosse sempre completamente sbronza. Niente di più facile che si sia addormentata fumando o che qualche sbadataggine abbia fatto appiccare il fuoco. Un incidente, una fatalità, anzi, in qualche modo, una tragedia annunciata. Eppure troppe cose non tornano: Marzio scopre che Marietta aveva un riscaldamento elettrico (perfettamente funzionante), che non necessitava di camino o braci accese (che invece sono presenti) e, cosa ancora più misteriosa, Marietta era nuda, lei che nemmeno in 20 anni di matrimonio s’era mai svestita completamente davanti al marito Marco Benedetti. Che avesse dei reumatismi forti e dolorosi lo conferma anche il dottor Franzelli, medico del paese e all'occorrenza medico legale. Figuriamoci se andava a dormire nuda! Impossibile. Nemmeno con “il prete” nel letto sarebbe andata a letto nuda. Per non parlare dell’armadio pieno zeppo di abiti, maschere e cappelli bellissimi, preziosi, tanto da tenerli sotto lucchetto. Ma la gente del paese non sembra collaborare: le chiacchiere sono chiacchiere, ma non si fa gossip con un ispettore. Per fortuna che Speroni (il capo della polizia) ha già troppi problemi per impedire a Marzio di verificare che effettivamente non si tratti di omicidio. Alla fine tutti hanno visto volare il falco Trogolo, si sa che porta male, annuncia qualcosa di funesto a Valdiluce. Perfino il nuovo prete Don Angelo è convinto che Satana aleggi nel paese … sotto forma di un cartomante, che da tempo, anche Marietta consultava. Inoltre nella sua cantina è stata trovata una strana valigia contenente, tra le cose più strampalate, strane ampolle, rametti d’ulivo ed anche un mazzo di tarocchi (dal quale manca la carta dell’appeso). Che sia del misterioso cartomante? Magari fuggito in tutta fretta? Santoni scopre che è stato ospite alla Padella Nera di Alina Bellini, ma la donna ammette di averlo ospitato senza chiedergli documenti (in cambio dei suoi servizi esoterici). Tutti in paese conoscono quest’uomo, ma nessuno vuole aiutare Lupo Bianco. Regna una certa omertà, perfino l’amico Fidelio si rifiuta di raccontare troppo. Qualche notizia in più si riesce a strappare al Dogana, al secolo Paride Berti, benzinaio, ma mica troppo, nemmeno lui vuole inguaiarsi con la polizia. Il cartomante è noto a molti, ma tutti negano di sapere il suo nome. Sergio Raboni, però, lo conosce anche la giustizia: le sue impronte digitali rivelano che è già stato condannato per stupro. Finalmente una pista, buona, a giudicare dalle minacce che arrivano a Marzio. Le indagini devono proseguire, nonostante la Coppa de Mondo di Sci. Ma proprio la sera dei festeggiamenti, torna a volare sulla pista il falco Trogolo… nemmeno a dirlo, la mattina dopo viene rinvenuto il cadavere di una giovane donna, Liv Zarcos. Nientepopodimeno che la fidanzata (o presunta tale) di Raboni….
Ovviamente è un giallo, della raccolta Giallo Italia Newton Compton, quindi non è che io possa raccontarvi troppo. Se devo essere onesta fino in fondo ho apprezzato questo libro, più per il racconto alla Nadia Morbelli che per il giallo in sé. Non che sia male, tutt'altro, ma quello che colpisce sono le dinamiche di Valdiluce che, chiunque sia nato e cresciuto in paese, non può non riconoscere come tipiche. Partendo dal fatto che i paesani hanno dei soprannomi, che li contraddistinguono nei loro atteggiamenti (quasi fossimo una comedy of manners), passando per la capacità dei singoli abitanti di essere telegiornali e scoop finder a cielo aperto. Perfino nell'innato paradosso di "sputtanarsi" e coprirsi a vicenda... Sono dinamiche che ora bisogna andare a cercare bene, in quei paesini che non hanno subito l'immigrazione dei "cittadini in cerca di verde", ma che una volta erano la norma. Ripeto, non aspettatevi il giallo capolavoro alla Nesbo, ma soffermatevi un po' a curiosare tra i cittadini di Valdiluce, a spiare i loro segreti ed interpretare i loro segnali. Fatevi guidare da questo detective non convenzionale, con una storia tutta sua, all'interno della trama del libro. E tenete conto che questo è il secondo libro che ha per protagonista Marzio Santoni, ne esiste un primo (che ho già ordinato)... "il suicidio perfetto".
personaggi per nulla credibili, stereotipati fino ad essere ridicoli. una storia che è la somma rabberciata di altre storie, tutte meglio scritte. ma la scrittura, il lessico, lo stile... questa è la parte peggiore... una pena! per fortuna della durata limitata di 282 pagine (ne bastavano molte meno). se dovessi riassumerlo in una parola, questa sarebbe: :fastidioso.
Mi è piaciuto di più rispetto al precedente! Ho adorato gli intrighi e la suspense fino all'ultima pagina! Consigliato per chi vuole leggere un giallo dalle sfumature thriller made in Italy! 😉
Matteucci non delude. Storia intricata, ma Lupo Bianco arriva sempre alla soluzione. Personaggio particolare Kristal Beretta , il suo aiutante, dipendente da cioccolatini e barrette di cioccolato.
A me l'ispettore Santoni, le sue vicende e la narrazione attraverso la penna di Matteucci mi piace moltissimo sebbene non sia uno stile di scrittura che rientra tra i miei preferiti. Eppure mi piace e tanto e aspetto sempre con ansia che esca una. Uova indagine
“La mossa del cartomante” di Franco Matteucci pag. 284
Secondo libro della serie del commissario Santoni, detto Lupo Bianco ambientato nel paesello di Valdiluce. Marietta Lack, sarta del paese con un discreto problema di alcolismo, muore nell’incendio della sua baita. Lupo Bianco accorre sul luogo della disgrazia, grazie al suo fiuto super sensibile ha sentito da casa l’odore dell’incendio, per la sarta non c’è più nulla da fare ma entrando in casa Lupo Bianco non può fare a meno di sentire odore di cherosene chiaro segno che l’incendio è doloso. Mentre le indagini proseguono, non senza difficoltà, viene assassinata una bella ragazza conosciuta come spogliarellista di una tv locale e il mistero si infittisce sempre più. I personaggi sono molto ben caratterizzati dal punto di vista fisico, molto meno da punto di vista psicologico. Lo stile di scrittura si conferma particolare come nel primo libro della serie, non facile né molto scorrevole per la presenza di descrizioni molto dettagliate di alcuni particolari. Ma si conferma anche il forte potere evocativo della scrittura di Matteucci che porta alla luce a poco a poco i vizi e segreti nascosti degli abitanti di questo piccolo paesino creando scompiglio tra la quiete ed anche la monotonia di questa comunità.
Questo giallo all’italiana, acquistato in libreria dietro consiglio di una mia cara amica, si è rivelato una buona lettura, fluida e piacevole. La vicenda è complessa ma ben strutturata; ben descritta è la sfera emotiva e intimistica dei personaggi; notevole è la descrizione dei paesaggi; i continui colpi di scena tengono il lettore col fiato sospeso e il finale riserva molte sorprese.
Sicuramente un modo suggestivo (e originale) di imbastire un poliziesco.Contrappone la storia delittuosa al suggestivo contesto montano(ecologisti compresi).E non manca l'ironia.Ottimo.