Il diario di un sacerdote tramanda a Megan, poliziotta statunitense in servizio in Italia, una missione che da subito mostra un inquietante legame con la vita personale della detective. La tragedia familiare di Megan ha attirato l’attenzione di entità potenti e crudeli, demoni liberati da un rituale interrotto, che da allora seminano terrore nel mondo, ma la poliziotta è decisa a risolvere i casi di omicidio legati ad Azazel e attraversa innumerevoli torture e orrori pur di trovare delle risposte. Il limite tra vendetta e giustizia è sottile, come quello tra e la determinazione e l’ossessione.
Un romanzo d’esordio che si muove tra horror e spiritualità, in un intreccio che prova a destabilizzare il lettore, puntando su elementi visivi forti e suggestioni religiose. La storia si sviluppa in modo frammentato e talvolta caotico, con personaggi poco approfonditi e una costruzione ambientale quasi assente, che rende difficile immergersi del tutto nell’atmosfera. Non mancano però spunti interessanti: la protagonista, spesso tormentata da dubbi e visioni, riesce a trasmettere inquietudine, trascinando il lettore in un vortice di incertezza. Alcuni momenti splatter piaceranno agli amanti del genere, così come i riferimenti alle sacre scritture. Il diario, che inizialmente sembrava un elemento centrale, resta piuttosto marginale nello sviluppo. La scrittura è scorrevole, anche se presenta qualche refuso, e il finale — per ritmo e impatto — rappresenta senza dubbio la parte più riuscita del romanzo. Un esordio con luci e ombre, ma che lascia intravedere una voce da coltivare.
Il mese delle ombre, delle letture che graffiano l’anima e fanno tremare la mente. Non potevo che inaugurarlo con un romanzo che sa di oscurità e di coraggio, “𝐏𝐫𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐯𝐞𝐫𝐫ò 𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐭𝐢” Un esordio che sorprende, perché riesce già a fondere thriller, horror e tensione psicologica in un intreccio che non lascia scampo.
La storia ci porta accanto a Megan, una poliziotta americana trasferita in Italia, segnata da una tragedia familiare che le ha lasciato cicatrici profonde. Quando tra le sue mani arriva il diario di un sacerdote, scopre di essere legata a una missione oscura e inquietante, che da subito intreccia il soprannaturale con la sua vita privata. I demoni liberati da un rituale interrotto si muovono nel mondo seminando terrore, e tra loro si erge la presenza potente e crudele di Azazel. Per Megan inizia così un percorso fatto di indagini, omicidi efferati, visioni e orrori che mettono continuamente alla prova non solo il suo ruolo di detective, ma anche la sua resistenza fisica e mentale.
E già la copertina dice molto: cupa, minacciosa, sembra quasi avvisarti di scappare prima di iniziare. Ma ovviamente non ho resistito e ci sono cascata dentro con tutte le scarpe!
L’autore plasma un clima oscuro e palpabile, che cresce di intensità con il procedere della narrazione, come un filo che si tende fino a spezzarsi. Non ci sono pause rassicuranti: ogni scena aggiunge un tassello di tensione, amplificando l’angoscia e la sensazione di pericolo imminente. Per essere un esordio, la scrittura dimostra già una padronanza notevole del ritmo e delle atmosfere, senza cedimenti.
Megan è una protagonista complessa e sfaccettata: determinata, coraggiosa, capace di affrontare il male senza arretrare, ma anche fragile e tormentata dal dolore. La sua lotta diventa un continuo oscillare tra giustizia e vendetta, tra determinazione e ossessione. È proprio questa ambiguità che la rende vera, vicina al lettore, e che dona alla storia una profondità che va oltre il semplice thriller.
Il finale lascia il segno: inquietante, potente, disturbante, con domande che continuano a risuonare anche dopo l’ultima pagina. È una conclusione che non cerca di rassicurare, ma che obbliga a riflettere su quanto sottile possa essere il confine tra vendetta e giustizia, su quanto si è disposti a perdere pur di non arrendersi.
L’unica nota che potrei muovere è che a volte il ritmo rallenta leggermente nelle parti più introspettive, ma è una scelta autoriale che serve a far respirare il lettore tra un’ondata di terrore e l’altra.
Consiglio questo libro a chi cerca letture cupe e senza sconti, a chi ama i thriller che sconfinano nell’horror e non hanno paura di sporcarsi le mani con il male, e a chi apprezza personaggi femminili forti ma anche imperfetti, segnati da traumi che li rendono ancora più umani.
Il romanzo si apre con un colloquio particolare: quello tra un sacerdote e un pluriomicida detenuto in carcere. Ma non è un assassino qualsiasi: quell’uomo ha poteri paranormali e trascina il sacerdote in una spirale di follia che lui tramanda, grazie a un diario, alla poliziotta Megan. Lei, sulle tracce di un assassino che le ha sottratto anche il collega e amante, comincia a capire che quel caso non è come tanti alti. Forze oscure operano contro di lei e contro il mondo intero, con l’intento di distruggere ogni traccia di bene. Non posso dire altro sulla trama, o vi farei troppi spoiler. Il romanzo mi è piaciuto: è un horror molto splatter (dunque attenti se siete sensibili a queste cose) e molto cinematografico. Alcune scene erano così nitide che mi pareva di viverle e vederle con gli occhi della mente, tanto che spesso mi sono sentita piena di orrore e, sì, anche disgustata. La storia corre veloce, forse fin troppo. Ci sono dei passaggi un po' surreali (e non parlo del lato paranormale) che nella vita reale avrebbero incontrato molte difficoltà a realizzarsi. È tutta azione e poca descrizione. Anche le spiegazioni di ciò che accade sono rapide, come se l’autore volesse togliersi il pensiero per tornare a fare ciò che più gli piace: ovvero descrivere la spirale di follia in cui Megan precipita. Il vero cuore del romanzo sono le visioni orrorifiche e le allucinazioni che vive, tanto che a un certo punto non si riesce più a distinguere la realtà dall’incubo. Forse sono un po' troppe e, dopo un po', ripetitive e si rischia di perdere l’attenzione del lettore. Io, quantomeno, mi domandavo spesso: va bene, sta delirando, ma come procede la storia? L’epilogo finale mi ha lasciata a bocca aperta e per questo è stato graditissimo. La ciliegina su una torta di sangue e violenza apparentemente senza fine. La morale della favola è che il nostro mondo è corrotto, marcio fino al midollo, e serve un eroe (o, in questo caso, un’eroina) davvero straordinaria per riportarlo sulla via del bene. Ma è davvero possibile? A voi l’ardua sentenza. Ringrazio l’autore per la copia e la bella collaborazione.
Presto verrò a prenderti è un thriller soprannaturale che mescola mistero, horror ed esoterismo in modo avvincente. Ho appena terminato questo romanzo e devo dire che mi ha letteralmente trascinata in un vortice di emozioni, incubi e domande. La protagonista è Megan, una detective americana di trent’anni trasferita in Italia e segnata da un passato familiare doloroso. Megan è un personaggio femminile scritto benissimo complesso e realistico nella sua fragilità e nella sua forza. Una donna che soffre, cade, ma trova sempre la spinta per rialzarsi. La sua vita prende una piega inattesa quando riceve un diario appartenuto a un sacerdote pagine dense di segreti, rituali e presagi oscuri che la conducono a indagare su una serie di delitti efferati. Da quel momento, inizia un percorso che non è solo investigativo ma anche interiore, perché Megan scopre che dietro a quegli omicidi si celano entità demoniache liberate da un rituale interrotto tra cui l’antico Azazel. La trama è sul confine sottile tra realtà e allucinazione, giustizia e vendetta, determinazione e ossessione. Pagina dopo pagina la sua forza, la sua rabbia e il suo bisogno di verità spingono la protagonista sempre oltre anche quando tutto sembra perduto. La tensione cresce costantemente e l’autore ha la capacità di tenere il lettore incollato, grazie a colpi di scena e a descrizioni vivide, crude. Ho apprezzato moltissimo l’atmosfera cupa, asfissiante, quasi cinematografica. I dettagli horror non sono mai messi a caso, ma diventano parte di un viaggio che scuote nel profondo. È un libro che non risparmia nulla in queste pagine troviamo dolore, violenza, segreti, rituali, demoni. Eppure dentro tanta oscurità emergono anche domande universali fino a dove siamo disposti a spingerci per cercare giustizia? Quando la determinazione diventa ossessione?
“Presto verrò a prenderti” è quel tipo di romanzo che inizia sottovoce ma ti avvolge con un crescendo implacabile.
L’atmosfera è da subito nebulosa, come nei film in cui percepisci che qualcosa di terribile sta arrivando, ma non sai ancora cosa.
Protagonista assoluta è Megan, poliziotta americana trapiantata in Italia, un personaggio complesso, tormentato, che non riesce a sottrarsi a un passato doloroso.
La sua routine viene spezzata dal ritrovamento di un diario appartenuto a un sacerdote: pagine zeppe di simboli religiosi, rituali e racconti demoniaci che iniziano a sconfinare inquietantemente nella realtà.
Le indagini di Megan si intrecciano con presenze ultraterrene e un demone antico, Azazel, che sembra conoscere ogni suo passo.
La narrazione oscilla tra thriller investigativo e horror esoterico, creando una tensione continua che mette in dubbio ciò che è reale e ciò che è visione.
Ogni pagina è un passo più vicino alla verità, ma anche un tuffo più profondo nelle paure e nelle fragilità della protagonista.
La scrittura è visiva, cinematografica, cruda quanto basta per scuotere senza scadere nel gratuito.
Il finale non offre consolazione ma lascia riflessioni: quanto siamo disposti a sacrificare per la giustizia? E cosa succede quando vendetta e dovere si confondono?
Un romanzo che si legge tutto d’un fiato e che continua a pulsare nella mente del lettore.
Un orrore senza fine, un buio impenetrabile, un incubo che si protrae anche nella realtà, cosicché la realtà diventa incubo.... Vendetta o giustizia?.... Ossessione o determinazione?.... Il confine è labile.... Forze oscure liberate e demoni, conducono la protagonista, Megan, in una spirale di allucinazioni e incubi... I demoni, Azazel fra tutti, sembrano governare il mondo fra atroci omicidi e e misteriosi riti demoniaci tenuti segreti per secoli.... Ma la verità spinge per emergere e Megan verrà travolta dal suo passato, mai completamente dimenticato.... Mai completamente sepolto... Il prezzo da pagare per una redenzione è altissimo... Mentre noi lettori perdiamo il contatto fra ciò che è reale e ciò che è un' allucinazione ad occhi aperti, la fine si preannuncia impietosa e devastante .... Per noi e per Megan ... Scritto con una lucidità soprannaturale, una penna luciferina e uno spietato senso dell' orrore, questo romanzo cambierà la vostra visione di ciò che è legato ad eventi soprannaturali e demonologici... Da leggere ASSOLUTAMENTE con la luce accesa....
Presto verrò a prenderti di @alfonsoproietti è un thriller soprannaturale che mescola mistero, esoterismo e orrore con uno stile coinvolgente e cinematografico.
Protagonista del romanzo è Megan, una detective americana trapiantata in Italia, la cui indagine prende una piega oscura quando entra in possesso di un diario appartenuto a un sacerdote... un testo che nasconde rituali, segreti e una verità spaventosa: il risveglio di un demone antico, Azazel.
Tra visioni inquietanti, crimini inspiegabili e simboli biblici, Megan dovrà affrontare non solo il male assoluto, ma anche i fantasmi del proprio passato.
Il ritmo cresce pagina dopo pagina, fino a un finale ad alta tensione. Proietti costruisce un mondo cupo e affascinante, dove giustizia e vendetta si sfiorano pericolosamente.
Un libro perfetto per chi ama i thriller carichi di tensione, atmosfere oscure e colpi di scena.
"Presto verrò a prenderti" non è semplicemente un horror, è un libro che ti farà venire i brividi e forse anche qualche incubo😨, tra crimini inspiegabili, visioni paranormali e sogni inquietanti spinge il lettore in un continuo stato di angoscia ed allerta.
Personalmente l'ho trovato molto "splatter", forse anche fin troppo, tante scene mi hanno letteralmente disgustata ma per gli amanti di questo genere é da considerare un gioiellino.
La narrazione é incalzante anche se a tratti un po' confusionaria, tanti stimoli, tante immagini sovrapposte che non lasciano al lettore un singolo attimo di tranquillità.
Il finale mi ha sorpreso positivamente e il coinvolgere attivamente il lettore all'interno della storia mi é piaciuto molto.
La capacità dell’autore di descrivere e immaginare scene crude e horror è davvero notevole, ci sono stati momenti in cui mi sono chiesta “ma veramente questa poveretta sta subendo tutto ciò?” oppure altre volte in cui ho pensato che fosse veramente troppo da sopportare per la protagonista. La storia va a rasentare il paranormale a volte quindi meglio essere preparati se non si è amanti del genere. A mio parere il romanzo è un buon punto di partenza ma andrebbe ampliato di più per consentire alla storia di esprimere al meglio tutte le sfaccettature e soffermarsi maggiormente per alcune spiegazioni.
Il thriller di cui vi parlo oggi si apre in modo lento ma magnetico, come quei film che ti fanno percepire che qualcosa di terribile sta per accadere senza ancora mostrartelo. La protagonista è Megan, una detective americana trasferita in Italia dopo un passato difficile, che non riesce a lasciarsi alle spalle. La sua vita, scandita da turni di lavoro durissimi e solitudine, viene sconvolta quando le capita tra le mani un vecchio diario appartenuto a un sacerdote. A prima vista, sembra solo un libro curioso, ma presto Megan si accorge che quelle pagine contengono dettagli inquietanti: rituali interrotti, simboli religiosi e racconti di presenze demoniache che sembrano più reali di quanto voglia ammettere. L’indagine parte proprio da lì. Un omicidio brutale avvenuto in una piccola città italiana mostra gli stessi segni e simboli descritti nel diario. Coincidenza? Forse. Ma quando i delitti iniziano a moltiplicarsi e i segni diventano sempre più simili, Megan capisce che non si tratta più solo di lavoro: qualcuno, o qualcosa, la conosce, la osserva, e sembra volerla spingere verso un destino scritto molto prima di lei.
Da questo punto in poi, il romanzo accelera. La protagonista entra in un vortice di indagini, sogni, ricordi e visioni che mettono continuamente in dubbio ciò che è reale e ciò che non lo è. Ogni pagina la avvicina di più a un segreto antico, legato al male puro, a entità come Azazel e a un rituale risalente a secoli prima che ora sembra reclamare il suo compimento.
L'inquietudine nasce non solo da ciò che accade, ma dal modo in cui Megan lo vive, dal suo sentirsi braccata da un male che non puoi fermare con una pistola o un mandato. È un racconto di indagini e di esoterismo, di colpa e di fede, dove il confine tra il male umano e quello sovrannaturale diventa sempre più sottile.
Presto verrò a prenderti è, in fondo, un viaggio nella parte più oscura dell’animo umano. Un thriller che verte verso l'horror, o un horror che finge di essere un thriller, vedetela come preferite. 🤣 Ma una cosa è certa: non vi lascerà indifferenti!