"Terapie" racconta quattro indagini di Andrea Malversi, commissario di Polizia di Fossa Etrusca, in precario equilibrio tra i doveri da poliziotto, le difficoltà di un papà single, la passione per il blues e il legame con amicizie antiche. Un percorso narrativo in cui la pagina scritta si rivela l'unica possibile terapia contro i piccoli, grandi drammi che agitano le quotidianità di tutti, in un intreccio di identità e storie in cui alla fine mai nulla è come sembra.
Un classico giallo che ricorda “Il commissario Montalbano come struttura narrativa, bellissima però l’idea del commissario in terapia che traforma il protagonista in un espediente per veicolare numerose riflessioni filosofiche. Libro da 7 stelle!
Mi sto appassionando al giallo contemporaneo italiano. Di recente mi sono imbattuta in un altro personaggio molto interessante: il commissario Andrea Malversi. È il protagonista di quattro racconti che in Terapie, la prima opera narrativa di Armando Bisogno, vengono proposti come diari terapeutici, scritti dallo stesso Malversi per essere sottoposti al suo psicologo e amico Giacomo. A Fossa Etrusca, un paesino dal nome che a me sembra piuttosto emblematico, Malversi conduce una vita complicata: è costantemente diviso tra le indagini per risolvere i casi e il suo ruolo di padre single, gestisce con maldestrezza i rapporti con le persone, è costretto a fare di continuo i conti con sé stesso, le proprie ansie e le aspettative degli altri. Ammette soprattutto di non saper fare «il padre normale» e Laura, la giovane figlia, non perde occasione di fargli notare questa sua incapacità, perché forse spera che possa ancora riuscire a ristabilire le giuste priorità nella sua vita. Le indagini sono raccontate dal commissario, più che come casi giudiziari, come risoluzioni di casi umani, situazioni di vita che fanno leva sui suoi sensi di colpa, il suo senso del dovere, la sua umanità. Malversi fa sempre più fatica a conciliare il suo ruolo professionale con quello privato in termini di tempo, ma anche di convinzioni. Commettere un reato per lui è sempre più una rappresentazione chiara della fragilità delle persone, perciò la decisione da prendere non sempre coinciderebbe con quella giuridica da applicare. Ecco perché l’autore, sulla spinta della sua preparazione accademica, talvolta lascia sconfinare la narrazione nella riflessione filosofica, un aspetto che senz’altro rende particolare questo personaggio. Malversi però non è il tipo del supereroe, è un uomo del tutto comune, nei suoi pregi e difetti e anche nella sua grande passione per il blues, che condensa in un podcast a Radio Live con l’amico Lello. Questo commissario, che sembra a tutti gli effetti una persona per cui la quotidianità è essenziale e allo stesso tempo del tutto irraggiungibile, riesce ad avvicinare il lettore fin dal primo caso su cui indaga. E forse quel che ha di straordinario è proprio questo.