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Le Livre des héros

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Refoulés par les grandes invasions dans les montagnes du Caucase, les Ossètes sont les derniers descendants des Scythes qui, au temps d'Hérodote, peuplaient la Russie méridionale : c'est dire le grand intérêt qu'ils présentent pour l'ethnographe comme pour le linguiste et l'historien. Par chance, en prose et en vers, ils ont conservé jusqu'à nos jours et communiqué à leurs voisins Tcherkesses, Abkhaz, Tchétchènes, et même Tatars, un vaste ensemble de récits épiques originaux, relatifs à des héros des temps anciens, les Nartes. Dès le milieu du XIXᵉ siècle, les savants russes ont commencé à recueillir cette précieuse matière, qui a fait l'objet de nombreuses publications. Puis, au lendemain de la Seconde Guerre mondiale, une enquête systématique a préparé la publication, en ossète (1946) et en russe (1948), d'un véritable corpus. Le grandiose, le pathétique, le comique se mêlent dans ces récits, les uns étranges, les autres profondément humains, où s'exprime l'âme d'un très vieux peuple. Le caractère du vieil Uryzmæg, les violences de Batradz, les exploits et la mort de Soslan, les services et la fourberie de Syrdon, l'intelligence et la beauté de Satana continuent, par-delà les frontières de l'Ossétie, à fasciner les peuples du Caucase du Nord. C'est une sélection du recueil de 1946 qui est ici mise à la disposition des lecteurs français.

266 pages, Mass Market Paperback

First published January 1, 1965

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About the author

Georges Dumézil

97 books91 followers
Georges Dumézil was a French comparative philologist best known for his analysis of sovereignty and power in Proto-Indo-European religion and society. He is considered one of the major contributors to mythography, in particular for his formulation of the trifunctional hypothesis of social class in ancient societies.

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Già.
12 reviews1 follower
August 16, 2020
Questi Narti, o Ossi o Sciti sarebbero un popolo indoeuropeo originale, relativamente alla formazione, ma anche riguardo al carattere, incuneato tra le montagne del Caucaso. Musulmani o ortodossi, i Narti sono inclini a circondare il dio unico di geni e spiriti di varia levatura, tutti sempre molto alla mano e in gran dimestichezza con gli umani e specie con gli eroi. Spiriti ed eroi Narti s’imparentano, commerciano e si confrontano volentieri: c’è un fabbro celeste che prende ordinazioni per la forgia di armi e la tempra di uomini, ci sono dèi marini assai ospitali e facilmente raggiungibili a nuoto e un regno dei morti lontano, ma accessibile (basta in genere una spallata narte) in cui il sovrano si preoccupa che il via vai di eroi non apra una via di fuga a tutti i defunti, sempre pronti ad approfittare di un’occasione buona, ma sempre frenati dal medesimo stratagemma del cavallo ferrato al contrario (a regà tutti fermi. non è uscito nessuno: sono tracce di gente che entra. c’era solo parso).
Gli eroi Narti sono dei simpatici spacconi sempre pronti a fare la voce grossa e a menare le mani e partire in spedizioni ardimentose volte a razziare bestiame, a trovare spose o affrontare giganti di forza strepitosa e scarso discernimento. Si fanno aiutare dagli animali (soprattutto cavalli), dalle donne (soprattutto buone) e da dio che si rivela sempre assai disponibile. Spesso se la vedono brutta e quando se la vedono brutta danno il meglio di loro e sono scanzonati e pronti al peggio senza mai veramente disperarsi. La gente non li ama perché salvo i momenti (pochi) in cui sono di giovamento alla comunità, il loro ardimento e la loro irrequietezza e la loro forza sono esorbitanti e virano alla prepotenza e alla vessazione. Sono grandi eroi e grandissimi piantagrane. Umorali e cialtroni, eloquenti e pieni di perseveranza, gran danzatori e maestri d’astuzia, scontrosi, vendicativi, generosi fino alla rovina e ingenui come pupattoli.
Allietano la narrazione eventi meravigliosi: nascite di bambini da pietre e ascessi, un po' à la Edda, infanti che crescono grazie alla pura volontà così violentemente da mandare in pezzi le culle, vecchi che ringiovaniscono, morti che risuscitano e ovviamente la fine dei Narti: “Ognuno scavò la propria tomba e vi si coricò. Così perirono gli illustri Narti.

22 reviews1 follower
November 13, 2019
Scoperto casualmente , l'ho trovato estrememente interessante.
Chi si interessa di miti dovrebbe certamente leggerlo.
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