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Oltre la cima: Cosa ci insegna la montagna in un mondo che cambia

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«Il cambiamento c'è. Ma c'è anche la possibilità di approcciarlo, almeno nel quotidiano» scrive Marco Confortola in questo libro. E il vero protagonista di queste pagine è proprio il cambiamento, che l'autore ci invita a guarda- re attraverso l'ambiente che meglio conosce e più la montagna, un punto d'osservazione privilegiato per com- prendere questioni globali - come il surriscaldamento e i cambiamenti climatici - e un'instancabile maestra di vita capace di rivelare, con i suoi segnali, la direzione che sta prendendo il mondo e gli scenari ai quali ci dobbiamo preparare. Perché le difficoltà che viviamo ogni giorno dipendono da problemi più grandi, ma possiamo difenderci.
In questo senso, andare «oltre la cima» significa comprendere come l'alpinismo non sia solo una sfida con sé stessi, una ricerca di record, successi e primati, ma un modo di rapportarsi al mondo e a un ecosistema in perenne trasformazione con rispetto e spirito di adattamento. Perché ogni mutamento, positivo o negativo che sia, implica una reazione, impone un nuovo sguardo sulle cose. Marco lo ha imparato durante le sue spedizioni verso le vette più alte della Terra, lo ha appreso dopo il dramma vissuto sul K2, ma anche nel suo lavoro di guida alpina e soccorritore, o semplicemente scrutando la quotidianità nella valle nella quale è nato e vive.
Solo cambiando si cresce, ci dice l'autore, e questo è un prezioso insegnamento che possiamo ricevere in dono e applicare giorno dopo nel lavoro, nei rapporti personali, nelle incombenze della vita. Basta solo andare «oltre la cima» e guardare le montagne in modo diverso.

155 pages, Kindle Edition

Published May 21, 2024

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About the author

Marco Confortola

7 books4 followers
Nel 1993 diventa Guida Alpina e nel 1995 Maestro di sci. È membro del CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico).

Nel maggio 2008 partecipa alla spedizione Share Everest 2008 durante la quale, insieme a Silvio Mondinelli e Michele Enzio, colloca sul Colle Sud dell'Everest a 8000 m la stazione meteorologica più alta della Terra.

Nel luglio successivo parte per l'ascesa del K2, insieme al connazionale Roberto Manni. Il 1º agosto successivo raggiunse la vetta, ma, a causa del crollo di un seracco sul "collo di bottiglia", è costretto a bivaccare una notte in una buca a 8400 m con Gerard McDonnell. In quelle ore moriranno undici alpinisti, tra i quali lo stesso irlandese. Confortola riesce, grazie all'aiuto di altri alpinisti sopraggiunti per salvarlo, a raggiungere il campo IV e poi il campo base, dove quasi tutti gli altri moriranno.

Ricoverato per i congelamenti riportati, subisce l'amputazione di tutte le dita dei piedi, ed è costretto a passare dallo scarpone numero 43 al numero 35.

Successivamente all'incidente, nel 2012 conquista il Manaslu e nel 2013 il Lhotse. Nel 2014 si ferma a 200 metri dalla vetta del Kangchenjunga.

Il 23 maggio 2016 raggiunge la vetta del Makalu in compagnia del valdostano Marco Camandona, al suo settimo ottomila.

Il 20 maggio 2017 raggiunge la cima del suo decimo ottomila, il Dhaulagiri.

La vetta del Dhaulagiri da parte di Confortola è confermata nell' Himalayan Database e ha ottenuto la certificazione ufficiale qui.

Notevole l'intervento di salvataggio, operato dallo stesso Confortola con i piloti Piergiorgio Rosati e Michele Calovi, di alcuni alpinisti bloccati sulla montagna, effettuato con un elicottero, tramite baricentrico di 10 metri il 22 maggio 2017, nonostante la stanchezza accumulata per la salita e successiva discesa al Campo Base.

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Profile Image for Daniele.
308 reviews68 followers
April 26, 2025
Un libro incentrato sul cambiamento.
Cambiamento climatico, cambiamento tecnologico, cambiamento personale, il tutto visto con l'occhio di un alpinista vecchio stampo come Confortola.

Poco dopo sfilo accanto all'ennesima falegnameria dismessa. Fino a qualche anno fa qui in zona ce n'erano parecchie, ma stanno chiudendo inesorabilmente una dopo l'altra. La ragione è semplice: se hai bisogno di un mobile, ora vai in un mobilificio, che te ne fai di un falegname? Chi se ne importa del Gatto? Lo stesso capita con le ferramenta, gli alimentari, i panifici... molto meglio il supermercato, con più prodotti e a costi migliori; e chi se ne importa se il piccolo muore? E se morendo il piccolo muore la chiacchiera, la battuta che ti scambi ogni mattina, il commento sugli articoli del giornale o sul meteo? Chi se ne importa se, morendo il piccolo, muore la comunità a cui appartiene?

Se le consideri da un'altra prospettiva, le montagne sono occasioni per andare oltre, per guardare lontano. Nella loro impassibilità, ti invitano a salirle. E una volta che lo hai fatto, che hai raggiunto la cima, scopri che oltre c'è un mondo. Quando trovi la forza o il tempo o la voglia di scalarle, ti accorgi che dall'alto vedi più lontano. E se guardi indietro, in basso, il posto da cui vieni ti sembra diverso. E se guardi dentro di te, nel profondo, succede lo stesso. Hai lasciato la tua zona di comfort. Hai sfidato te stesso. Hai messo in gioco la vita così come te la sei trovata, e ora sei in alto, e più vicino al tuo vero sé.

Molti temono il cambiamento. E naturale, istintivo.
Quando arriva, il cambiamento ti costringe tutto in discussione e farlo è difficile, fa paura. Il vero lavoro, di cui parlo spesso nei miei speech, che in qualche modo ho cominciato a tenere proprio grazie all'amputa-zione, è ribaltare i termini, compiere un vero e proprio capovolgimento, approcciandoci al cambiamento, qualunque esso sia, non in termini di perdita ma di opportunità, non come minaccia ma occasione.
Da domani non potrai più fare una certa attività?
Scopri cosa potrai fare di diverso. Scopri cosa puoi dare. Scopri quante potenzialità hai, quanti «te» ci sono. Sorprendi prima di tutto te stesso. In una situazione nuova, diversa, lontana dalle aspettative, tiri fuori delle capacità, delle risorse che non immaginavi di possedere. In qualche modo sei costretto a guardare le cose in un altro modo, sbloccando pensieri e prospettive. E finisci con il sorprendere te stesso.

È come se la montagna fosse passata in secondo piano rispetto all'alpinista, anzi all'atleta, al primato, al mettere il proprio nome sui social e i vari altri media.
Se un tempo la montagna si elevava dal resto del mondo, ora ne è in qualche modo un riflesso, e la maniera in cui viene approcciata è perfettamente in linea con la nostra società. Gente che va sulle montagne senza neppure guar-darle, giusto per dire «Ci sono stato» o per farsi la foto in vetta. Gente che non vive la montagna, ma la sfrutta per celebrare il suo ego.

Penso che il cambiamento sia parte di noi, sia la nostra storia. Penso che non ci sia un finale già scritto, o almeno io non lo conosco di certo. E forse, in fondo, è questo il bello. La vita come una scalata senza fine. Come una vetta che si sposta sempre più lontano. Come un sogno che non smetti di inseguire.
Profile Image for amuuuh.
260 reviews8 followers
October 3, 2024
Un libro che piacerà a tutti gli amanti della montagna e ammiratori di Confortola. Dentro c'è tutto quello che Marco racconta durante incontri/racconti delle sue spedizioni.
La struttura del libro alterna pagine di diario che raccontano l'ultima spedizione sugli ottomila fatta, quella sul Nanga Parbat, a racconti relativi alle sue montagne di casa.
Tanta nostalgia per un tempo che non è ancora terminato ma che inizia a mostrare i suoi mutamenti giorno dopo giorno. Leggere questi stravolgimenti - che si vedono tanto sulle montagne più alte della Terra quanto sulle montagne di casa sia di Marco che mie - fa stringere il cuore, fa venire voglia di godere di quanto ancora c'è ed è possibile vivere, e di lottare per limitare quanto più possibile i danni ulteriori.

"Se le guardi da un'altra prospettiva, le montagne sono occasioni per andare oltre, per guardare lontano. Nella loro impassibilità, ti invitano a salire. E una volta che lo hai fatto, che hai raggiunto la cima, scopri che oltre c'è un mondo. Quando trovi la forza o il tempo o la voglia di scalarle, ti accorgi che dall'alto vedi più lontano. E se guardi indietro, in basso, il posto da cui vieni ti sembra diverso. E se guardi dentro di te, nel profondo, succede lo stesso."

"Ma continuo soprattutto per i panorami che vedi dall'alto, l'orizzonte che curva là dove arriva la vista; per i silenzi assoluti, rotti solo dal frastuono della natura che cambia e si muove, che vive; per il sole che batte sulla tenda e le stelle che brillano sotto i tuoi piedi; per le zuppe mangiate con gli altri scalatori, per il rapporto con te stesso; per ogni goccio d'aria, di vita, che respiri.
Se continuo è soprattutto per amore della montagna."
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