Cesare Segre was an Italian philologist, semiotician and literary critic of Jewish descent, and the Director of the Texts and Textual Traditions Research Centre of the Institute for Advanced Studies of Pavia (IUSS).
Cesare Segre si occupa in questo testo di analisi del racconto, logica narrativa e narratologia: la fiaba di Propp, gli schemi di Greimas, i modelli di Todorov e Sklovskij, le definizioni di Bachtin. Il filologo studia il tempo interno del testo, cioè la successioni di momenti descrittivi, storici e poetici, e il tempo esterno della lettura, grazie al quale il testo si ricrea; quindi indaga a fondo le diverse concezioni per identificare intreccio e fabula, e propone numerose teorie e pratiche di riconoscimento del testo. L'arte non tende alla sintesi ma alla scomposizione, si legge in queste pagine, dove si cerca di identificare in diversi testi l'unità minima di materiale tematico: ci sono Boccaccio, Garcilaso de la Vega, Cervantes, Gonçalves Dias e Beckett. Cosa resta nella mente del lettore? Non sappiamo come il significato possa sedimentare nella memoria, il lettore ha a che fare con rappresentazioni, con fatti di linguaggio, con attributi di strutture sintattiche che ha assimilato attraverso i contenuti e la forma testuale. Le costruzioni del racconto hanno una funzione tematica e servono a creare le situazioni e le variazioni nelle quali agiscono i personaggi, con le intuizioni e i calcoli, le imitazioni e gli ideali, la conoscenza e il comportamento. Segre cerca con acutezza di considerare il valore nel testo di funzioni, opposizioni, simmetrie e concetti, con uno sguardo che include i chiaroscuri, il contesto, le complementarietà e i parallelismi, il fare e il pensiero. Questo studio mette in atto per il lettore alcune mediazioni e consapevolezze: come la letteratura preceda la vita, e il soggetto letterario sia scisso tra il piano referenziale e quello poetico, in una condizione surreale e di nonsense, dove comunicano irreparabilmente intelligenza e coscienza, desiderio e disperazione, condanna e inattività, sistema e percezione: in questo luogo polivalente di natura e condizionamento, di rifiuto e invito, di rinuncia e autonomia, il soggetto letterario è vittima di una ingiunzione paradossale, quella che contrapponendo giorno e notte gli impone di non volere ciò che vuole.