Fantasy - racconti (37 pagine) - Le storie che le streghe condividono durante l’estasi del Sabba sorgono dai neri pozzi dell’abisso come dalle più autentiche pulsioni dell’anima. Prendi posto al consesso delle gitane. C’è una storia che attende anche te.
Quattro racconti diversi tra loro per stile e impostazione, più un quinto che funge da cornice narrativa, tutti dedicati alla stregoneria e alle praticanti occulte. Venite a conoscere Kasia Kasparek la cacciatrice di streghe e Krystofz Szulc il Serracrani in Tessitura suprema, un plumbeo dark fantasy che sconfina nel cosmic horror. Assistete al confronto tra Feronia Ferox e Cosimino il Truce della Santissima Iniquità in Il buono, i brutti, la cattiva, parodia scanzonata che vede una poco affidabile coppia di rubagalline fungere da terzi incomodi. Seguite le vicende di Rysa la strega delle selve dal palco dell’Asta degli Schiavi alla ricerca della propria libertà in Il volo degli Asimuè, un’avventura di stampo classico. E lasciate infine che le suggestioni di Generazioni vi portino alla scoperta del percorso di crescita e presa di consapevolezza della strega senza nome che ne è protagonista.
Queste storie sono per voi, per streghe, artisti e gitane, e per tutti coloro che sentono di appartenere alla Progenie del Sabba.
Ginevra De Rossi nasce nel 1900 e qualcosa in un desolato (Tetro)borgo estense. Si laurea in Filosofia presso l'Università di Bologna. Ha pubblicato l'ebook Pendagli da Forca per le edizioni Delos Digital, un racconto sulla rivista Il Lettore di Fantasia, uno (spinoff di Pendagli da Forca) sull’antologia natalizia del Lettore di Fantasia Se una notte d’inverno un lettore e ha un racconto lungo (un grimdark) di prossima pubblicazione nell’antologia Chimerica per PAV edizioni. Scrive principalmente come forma di autoterapia. I suoi autori di riferimento sono Borges e Ballard ed è un'attivista nell'ambito della difesa dei congiuntivi e delle subordinate.
Uff è già finito? Mi stavo immergendo in questo mondo onirico, fatto di nebbie e focolari, danze gitane e storie di streghe. Ritroviamo un cameo con Lezzo e Feccia che pur quando si parla di streghe sanno essere irriverenti e divertenti. Storie di rinascita e libertà, di amicizia e amore pur parlando di morte e ombre. Ora mi resta solo una piccola raccolta di racconti di Ginevra e poi? Devo aspettare le prossime uscite che mi ha anticipato essere programmate per fine anno e anno nuovo. Quindi, Ginevra, sappi che ti tengo d'occhio!!!
Una breve raccolta di racconti fantasy dedicati alla stregoneria. Ogni storia declina il tema in un sottogenere diverso, pur restando all’interno della cornice narrativa tracciata dal primo racconto, che fa da filo conduttore dell'antologia.
Una lettura breve ma interessante tanto che mi sarebbe piaciuto durasse di più.
Quattro racconti a tema stregonesco, trascinanti e scritti con maestria. Quello sulla cacciatrice di streghe è una delle cose più belle che abbia letto quest'anno.
Ginevra De Rossi un po' di tempo fa mi ha chiesto di leggere il suo ultimo lavoro, "La progenie del sabba", sapendo anticipatamente che l'avrei recensito. Ed è per questo che sono qui signor giudice. Dunque procediamo:
Si tratta di una raccolta di 4 racconti di 67 pagine, legati insieme dal filo rosso della storia del nostro protagonista che si reca in visita presso una carovana di gitani giunti da poco in una città. Questi gitani narrano storie e avvenimenti del mondo lì fuori e il protagonista è curioso di scoprire questi racconti. Lo siamo anche noi lettori.
La premessa è di certo interessante, rispetta il titolo e mi fa immaginare un cerchio di tende illuminato dalle fiamme dei bivacchi, in una foresta bagnata dalla lucea argentea della luna, fedele compagna delle streghe. Presto vniamo introdotti, assieme al protagonista, al primo racconto, cioè "Tessitura supema", in cui una strega tessitrice deve fermare un'altra strega dalle "brutte intenzioni e la maleducazione", che per non farsi mancare niente compie sacrifici umani. Costei è un Tessitrice Scarlatta, con l'abilità di controllare e manipolare le ombre. Il racconto è molto fantasy e immaginativo, cupo, con una lore promettente. Lore che però non ci viene spiegata ed è difficile, in certi frangenti, cogliere anche il senso di ciò che accade. Il racconto è molto breve, forse troppo per le sue potenzialità, e gli eventi si susseguono dalla metà in poi in una forma molto accelerata e senza "ponti" narrativi, si salta dall'abozzo di un'idea al fatto compiuto senza respiro e, in definitiva, senza che io sia riuscito a cogliere a pieno lo svolgimento e la profondità di ciò che voleva essere raccontato.
Il secondo racconto, "il Buono, i brutti e la cattiva", vede gli stessi protagonisti di "Pendagli da forca" della stessa Ginevra, cioè Feccia e Lezzo (se non erro), un goblin e un nano. Su questa materia io devo alzare le mani perché non fa per me. Si tratta di un dark fantasy satirico, pieno di battute e con una prosa molto retorica che viaggia tra battute, sberleffi e giochi di parole. Per me non è credibile leggere un goblin parlare in una sorta di forma smargiassa del linguaggio umano, con una proprietà di linguaggio encomiabile. E poi anche i nomi, "Pallequadre", "CostantinApoli", che ammiccano al lettore, non mi piacciono. Cosa posso evincere? Che esiste Costantinopoli e anche Napoli? E quindi ci scherzano? I nomi sono diegetici alla narrazione o dirette strizzatine d'occhio al lettore? La magia e il fantasy ci sono ma in una forma molto vanilla e anche qui incomprensibile. Per questo non incontra i miei gusti.
Il terzo racconto, cioè "Il volo degli Asimuè", mi è piaciuto molto. Se precedentemente la scrittura di Ginevra era talmente ricercata e, come detto, retorica, da sembrare artefatta, qui è diretta e onesta. I termini sono più potabili e non mi staccano dall'immersione. Il racconto ha qualcosa da dire, un messaggio da comunicare (non per forza voluto o profondo, ma c'è un tema in questo racconto). Una strega viene fatta schiava dopo che il suo paese è stato sconfitto, preparata al destino peggiore di schiava sessuale, incontrerà invece un aiuto inaspettato. L'ho trovato focalizzato, elegante e lungo il giusto. Con una struttura matura e più competente. Molto bello.
Il quarto racconto, "Generazioni", è quello che ho trovato più retorico. Ci narra della vita di una strega e di sua madre, in modo però poco mostrato e molto, molto raccontato. Il linguaggio utilizzato poi mi è parso forzatamente ricercato nel suo tentativo di essere evocativo, ricadendo però in ben noti stereotipi. Non mi ha lasciato molto.
Quando si torna poi nel presente, al protagonista e alle gitane, mi aspettavo che succedesse qualcosa di grosso; cioè volevo vedere quel che mi aveva affascinato, la foresta e la luce lunare e ciò che dicevo all'inizio... ma mi aspettavo anche di vedere La progenie e il sabba che hanno dato il titolo all'opera. Solo che non c'erano.
Con Ginevra ho parlato tante volte e lei sa che il suo fantasy è abbastanza fuori dai miei gusti, ma mi ha fatto comunque piacere leggerlo e vedere, secondo me, una maturazione netta rispetto a "Pendagli da forca"; continua con la scrittura Ginevra, sento che la tua voce e il tuo messaggio sono in arrivo e ti consiglio (con umiltà perché non sono nessuno) di continuare a cercarTi.
Che cosa vendono quelle misteriose donne nomadi dentro ai loro carrozzoni? E l'uomo misterioso che entra nel loro campo in piena notte che cosa vuole veramente da loro? Una raccolta di racconti "attorno al fuoco" che sembrano scollegati per poi riconnettersi nel finale. Ho adorato questo libro, soprattutto per la malinconia struggente che lo pervade (senza dimenticare un tocco di ironia che è la firma dell'autrice) e le sue scelte stilistiche, che ha osato cambiare stile a ogni racconto, donando al lettore la vera e propria sensazione che questi fossero narrati tutti da persone diverse. Complimenti!
A parte una presenza di Lezzo e Feccia, i suoi personaggi feticcio, questa raccolta è un fermo, ma anche dolce e talora malinconico panegirico delle streghe e se non siete accecati dal modernismo, alla parola strega, presto, sostituirete la parola donna. Perché in passato e purtroppo anche ora, in troppe parti del mondo, se una donna vuole sapere, conoscere, essere indipendente dalla legge dell' uomomaschio ed aspirare ad una vita propria e realizzata ... è un attimo essere dichiarata strega e finire sul rogo. Intrigante e riflessivo