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L'ultimo rintocco

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“L’essenza del male ha preso forma umana”. È questo che pensa Richard Dale, psicologo e criminologo, entrando nella camera da letto di un appartamento alla periferia di Roma. A terra giace una donna incinta con un taglio sopra il pube. Del feto nessuna traccia e sulla parete una scritta enigmatica: “Rosso”. A interpellarlo è Marani, il capo dell’Unità Analisi Crimini Violenti, per indagare sull’“Escissore”, un serial killer edonista, crudele e geniale, con il vezzo di lasciare sulla scena del crimine degli indizi che, opportunamente decifrati, permettono di risalire all’identità della prossima vittima. Coadiuvato dalla profiler Doriana Guerrera, Dale analizzerà, come in una macabra caccia al tesoro, le tracce lasciate dall’assassino, ma quando tutto sembra aver fine avrà inizio il vero incubo, che lo porterà a scontrarsi con le sue paure più profonde e con un nuovo rompicapo all’apparenza insolubile... fino allo scoccare dell’ultimo rintocco.

408 pages, Paperback

First published April 1, 2020

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Diego Pitea

7 books9 followers

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Profile Image for Alberto Avanzi.
487 reviews8 followers
March 31, 2021
Due al prezzo di uno: è il titolo italiano di un bellissimo racconto di Christianna Brand, ma è anche il giudizio che mi viene in mente dopo la lettura di questo gradevole romanzo di esordio. E’ piuttosto normale per gli autori contemporanei (penso a Shimada e Halter, e, fra i nostri, a Luceri) unire nello stesso romanzo i temi del giallo classico a quelli più vicini agli autori più “commerciali” del nostro tempo. Qui Diego Pitea non fa eccezione, ma riesce a farlo in maniera originale, mescolando l’indagine su un serial killer a una trama gialla più tradizionale, separate ma con gli stessi protagonisti, un vero e proprio whodunit, quasi un easter egg all’interno della trama principale.

La trama principale ha per protagonisti una coppia di investigatori specializzati in serial killer, lo psicologo Richard Dale e la profiler Roberta Guerrera, alle prese con un serial killer che colpisce le donne incinte, alle quali asporta il feto. Il serial killer sembra avere una predilezione per indovinelli ed enigmi, con i quali instaura una sfida personale a Dale. Sfida personale che salirà fortemente di livello alla fine della prima parte, aggiungendo quindi un coinvolgimento emozionale diretto dello psicologo.

La trama parallela, che ricorda molto il caso reale della povera Simonetta Cesaroni, riguarda invece un omicidio, quello di Paola, una giovane impiegata, trovata morta nell’ufficio dove lavorava da sola. Paola, estremamente introversa e riservata, annotava su un diario i suoi pensieri, e aveva un diario parallelo dove, usando un codice di sua invenzione, riusciva a trascrivere le sue cose più segrete senza comunicarle a chi accidentalmente entrasse in possesso di questo. Gli investigatori si trovano quindi a cercare di decrittare il diario, ma non possedendo la chiave di decodifica si trovano a utilizzare prima altri indizi, ai quali può arrivare anche il lettore attento, per identificare, come è successo a me, chi ha ucciso Paola.


Anche la trama principale giunge a una conclusione realistica e verosimile, che riprende un tema spesso presente in questo sottogenere, a partire da Ken Follett, e lo fa in modo coinvolgente e convincente.

Meraviglioso sfondo di queste trame e sottotrame è la città di Roma, non solo la Roma monumentale ma anche e soprattutto quella dei quartieri popolari.

L’autore, pur esordiente, dimostra una notevole padronanza e uno stile piacevole, e riesce a gestire bene, in forma accattivante e gradevole per il lettore, i vari temi trattati, arrivando alla fine a dare una spiegazione concisa e convincente a tutti gli elementi che sono via via emersi. Nonostante il tema del serial killer sia un po’ abusato, è svolto bene, con fantasia e creatività non comuni, spunti sempre interessanti che non annoiano il lettore. Un bel romanzo quindi che può essere apprezzato sia da chi ama i gialli classici, sia da chi preferisce i temi più comuni nella produzione attuale, come ci si aspetta da un thriller psicologico con serial killer. Attendiamo quindi di vedere all’opera di nuovo questo autore, nel frattempo non perdiamo questa preziosa opera prima!
Profile Image for Love is in the books.
1,552 reviews38 followers
December 25, 2020


Come ogni lettore compulsivo, ho anche io una lunga lista di libri da leggere. Ogni volta che ne riesco a prenderne in mano uno, mi sento appagata per giorni. Ecco cosa provo in questo momento, dopo aver concluso un romanzo che mi aspettava da qualche mese: L'ultimo rintocco di Diego Pitea, edito GoWare.
Avrei voluto scrivere di getto questa recensione, ma ho dovuto aspettare qualche ora per metabolizzare i suoi contenuti e i suoi significati. Adesso, sono pronta per scrivere a mente lucida quanto sia stata intensa questa lettura, ma partiamo dalla trama. 
Richard Dale è uno psicologo e criminologo che viene letteralmente sconvolto da un macabro ritrovamento nella periferia romana: in un appartamento scopre il corpo senza vita di una donna, riverso a terra, in un mare di sangue e con un taglio profondo sopra al pube. Il suo ventre martoriato era la dolce culla di un feto, di cui non ci sono più tracce.
Richard capisce immediatamente che il killer deve essere uno psicopatico; pur avendo pessime aspettative, non riesce a rimanere impassibile quando dopo poco viene rinvenuto un altro cadavere, che si presenta con le stesse caratteristiche.
Il colpevole è un pazzo omicida che seleziona delle donne gravide per poter portare via i loro feti e poi ucciderle tra atroci sofferenze. Sulle varie scene del crimine la squadra investigativa nota svariati indizi difficili da decifrare, ma fondamentali per capire la mente malata dell'assassino.
Sono enigmi complessi, che coinvolgono argomenti disparati: opere artistiche famose, frasi latine, luoghi nascosti, lettere criptate.
Insieme alla profiler Doriana, Richard dovrà districarsi nel fitto groviglio progettato da colui che diventa il suo antagonista. Già, perché non appena la situazione sembra risolversi, un evento capovolge le ricerche. Questa volta Dale sarà coinvolto in prima persona e dovrà salvare una vittima a cui lui tiene particolarmente. L'unico modo per farlo è seguire attentamente la lunga scia di indizi e comprenderne l'essenza prima che sia troppo tardi. Prima che le sue orecchie odano l'ultimo e fatale rintocco.



Era sicuro che anche le belve feroci provassero le stesse sensazioni addentando le loro vittime; quel senso d'onnipotenza che si provava avendo una vita tra le proprie mani. Forse, però, gli animali erano troppo stupidi per comprendere quel piacere, forse Dio aveva voluto riservarlo solo a un essere con un'intelligenza superiore.





Richard Dale è un personaggio originale. Siamo ben distanti dai classici psicologici a cui ci si abitua leggendo thriller. Egli è un uomo affetto dalla sindrome di Asperger, una condizione annoverata tra i disturbi dello spettro autistico. Essendo una forma lieve, il protagonista ha potuto crearsi una vita senza interferenze particolari. Ha studiato, ha un lavoro stimato, una moglie e un figlio. Gode di un'incredibile intelligenza e di una spiccata astuzia.
Questa caratteristica l'ha reso unico ai miei occhi, proprio come il suo temperamento insolito. Soprattutto all'inizio, appare privo di scrupoli, diretto e scontroso. Nel corso della vicenda non abbandonerà mai il suo lato scorbutico, ma gli eventi lo porteranno a mostrare anche la sua parte più sensibile e umana. In realtà, il suo animo è profondo e altruista; ho apprezzato il modo in cui prende a cuore le indagini, ancor prima che diventi una questione molto personale per lui.
Al suo fianco, troviamo Doriana, una donna coraggiosa e forte, che non si fa intimidire dai tratti spigolosi del suo collega. Tutt'intorno ci sono una serie di personaggi secondari che si dividono tra i componenti della squadra investigativa e i potenziali sospettati. Ognuno di loro viene ben definito caratterialmente ed è facile distinguerli, anche per chi, come me, ha qualche difficoltà nelle storie "affollate".
In realtà, c'è un'altra figura fondamentale: il colpevole. Attraverso alcuni brevi capitoli, il lettore conosce la voce del killer e ne viene spiazzato. O almeno, questo è ciò che è successo a me. Il suo racconto è conciso eppure inquietante. L'ho trovato un ottimo stratagemma per rendere ancora più intrigante la narrazione, che in terza persona mostra i punti di vista delle personalità più importanti. Lo stile risulta così fluido e dinamico. Pur essendoci tanti dettagli e dovendo stare attenti a qualsiasi minuzia, le pagine volano veloci. È molto scorrevole; l'ho letto in pochi giorni perché staccarsi dalla lettura non era affatto semplice.



Si era reso conto di come il male alberghi in tutti noi, anche in un bambino; magari latente, nascosto, ma in cerca continuamente di una via d'uscita. In alcuni individui quest'ultima è rappresentata da un labirinto inestricabile, mentre in altri è una strada corta e rettilinea.





La storia è a dir poco geniale; l'intreccio è architettato magistralmente e la trama è ricca di colpi di scena.
Fin dall'inizio ho capito che questo romanzo mi avrebbe riservato diverse sorprese. L'autore non si perde in inutili preamboli e apre subito un varco d'accesso al lettore.
Lo svolgimento è un concentrato di emozioni e imprevisti, mentre Richard intraprende una corsa frenetica contro il tempo.

Amo i thriller in cui ci sono tanti indizi da seguire come orme sulla sabbia per risalire al percorso del colpevole. Questa volta non sono riuscita a formulare alcuna ipotesi perché mi sono lasciata trasportare dal racconto. Ho raccolto le varie prove, ci ho riflettuto, eppure non mi sarei mai aspettata un epilogo tanto elaborato.
Il ritmo diventa sempre più incalzante e il climax sale tanto da raggiungere picchi sorprendenti.
Nel finale viene risolto l'enigma; per me, oltre ad essere stato un momento rivelatorio, è stato anche emozionante. Sono stata col fiato sospeso e ho temuto il peggio. Ammetto di essermi commossa leggendo le ultime battute. Sarà per l'adrenalina accumulata, per la vividezza di certe immagini o semplicemente perché l'autore ha saputo unire un mistero perfetto a delle emozioni forti. Non mi succede spesso di commuovermi con un thriller, quindi non posso che essere felice di aver letto un romanzo tanto intenso e ricco.
Al suo interno, vengono trattate tante tematiche, come: i problemi mentali, la perdita e la mancanza. Emerge una vasta gamma di sentimenti contrastanti, capaci di urtare la sfera più emotiva dei personaggi, ma soprattutto di chi legge. Ho provato tante emozioni nel corso della lettura, tra cui ansia, adrenalina, curiosità, tristezza, sollievo e paura. Quando si parla di donne incinte, bambini e famiglie è impossibile rimanere impassibili; in questo caso, però, le mie sensazioni si sono amplificate.
Voglio sottolineare che alcune scene sono particolarmente esplicite e crude, dunque è un romanzo che va affrontato con questa consapevolezza da coloro che hanno stomaci deboli. Eppure, in questo caso, voglio consigliarvi di abbattere questo limite perché ne vale davvero la pena.
Mi sono sentita coinvolta nelle indagini grazie agli enigmi da risolvere e all'orologio posto a inizio capitolo, che segnava l'accorciarsi del tempo a disposizione. Quadri, simbolismo, codici criptati... Questi sono solo alcuni degli elementi con cui farà i conti Richard Dale.
Questo romanzo mi è piaciuto per ogni sua componente. Mi ha stupita, spiazzata e sconvolta. Sono stata rapita dalla storia e dal modo potente in cui viene raccontata.
Immergermi tra quegli orribili omicidi è stata un'esperienza unica.



In condizioni normali non ci si rende conto di quanto possano essere importanti sei miseri minuti e quattordici luridi secondi. Il tempo di un caffè al bar. Che per lui, però, rappresentavano il punto di passaggio fra la speranza e la disperazione.





L'ultimo rintocco
è autentico, brillante e geniale. L'enigma da risolvere mi ha fatta impazzire, i personaggi hanno personalità originali e forti, il ritmo è serrato. Lo stile dell'autore è diretto, le descrizioni sono brevi ma efficaci e la storia è un vero pugno allo stomaco. Ha in sé una buona componente di giallo e thriller, quindi verrà apprezzato dagli estimatori dei due generi.
I suoi contenuti sono fortemente psicologici: viene indagato il lato peggiore della psiche umana. Ne sono rimasta turbata e affascinata al tempo stesso.
Oltre a trattare un intrigo tortuoso, viene lasciato un vasto spazio alle emozioni e ai desideri dei protagonisti. Inoltre ho colto un bel messaggio applicabile nella vita quotidiana: non è mai troppo tardi per lottare, senza arrendersi.
 
È quello che fa Dale, fino all'ultimo fatale secondo.
Questo romanzo rimarrà nella mia mente e nel mio cuore, il suo pensiero mi accompagnerà a lungo. È stato un viaggio contorto e profondo, verso le zone d'ombra della mente umana. Ecco perché lo voglio consigliare a tutti gli amanti dei thriller.
Una storia avvincente, uno psicologo scorbutico e una mente malata da scovare. Questi sono gli ingredienti perfetti per un thriller mozzafiato.

 
Profile Image for Gabriele Crescenzi.
Author 2 books13 followers
November 15, 2021
Può l'omicidio essere considerato arte da un punto di vista prettamente estetico? Thomas De Quincey, nel suo saggio "L'assassinio come una delle belle arti", esaminando i più cruenti crimini nella storia umana, inserisce questi ultimi tra le varie forme che permettono all'uomo di esprimere sé stesso, di veicolare messaggi e impressioni. Il delitto, infatti, in quanto manifestazione estrema degli impulsi più oscuri e radicati nell'indole umana, può essere accostato ad una peculiare e macabra opera d'arte, sfruttando il corpo e il sangue rispettivamente come tela e pittura.
Il tema, particolarmente d'effetto per le sue tinte perverse, è stato sfruttato molto dal thriller, genere impostato proprio sulla creazione di un'atmosfera tesa, frenetica, soffocante, specie quello psicologico, poichè l'utilizzo di questa estrema forma di violenza quale mezzo per raggiungere scopi prettamente estetici e emotivi presuppone la presenza di una personalità fortemente disturbata e deviata.
E cos'è più terribile dell'abominio che non sa di essere tale? Cos'è più terrificante del male che assume forma umana?
Lo sa bene Richard Dale, psicologo nonché collaboratore della polizia in casi particolarmente intricati, costretto a confrontarsi con un killer spietato e diabolico in una corsa contro il tempo nel romanzo "L'ultimo rintocco" di Diego Pitea.

"L'ultimo rintocco" è un thriller psicologico appassionante, incentrato su una serie di atroci omicidi i cui fili conduttori sono l'arte, gli indovinelli e il dolore.
Un romanzo viscerale, frenetico, la cui trama si giostra abilmente sul sottile limite che divide la sanità e la follia e si incentra sulle pulsioni umane più nascoste che conducono al delitto. Un vortice di azione e introspezione psicologica che sbalestra il lettore e lo fa piombare in un incubo realistico. Fin troppo realistico.

La trama inizia "in medias res": Richard Dale, psicologo affetto dalla sindrome di Asperger, in qualità di consulente esterno dell'Unità Analisi Crimini Violenti di Roma, si trova assieme alla profiler Doriana Guerrera e il commissario Marani sulla scena di un crimine particolarmente cruento e brutale in un appartamento della periferia romana. Una donna incinta, Ada Landi, è stata rinvenuta morta, in una pozza di sangue, con un taglio sul pube. Del feto nessuna traccia. Sin da subito, è chiaro che ci si trova dinanzi ad uno squilibrato, un folle assai temibile. E se si aggiunge il fatto che il killer dimostra un insolito acume e un certo edonismo, come testimoniano le strane scritte che ha lasciato sul luogo del delitto, quasi una sfida beffarda agli inquirenti, il pericolo diventa tangibile, opprimente, persistente. Specie se questo si prefigura come il primo di una lunga serie di delitti atroci, tutti concernenti donne in dolce attesa.
Richard Dale ne è tremendamente conscio e tenta perciò di decifrare in fretta il messaggio lasciato dal cosiddetto "Escissore", sicuro che indichi la sua prossima vittima. Purtroppo, però, il killer sembra aver calcolato alla perfezione ogni mossa della polizia e, attraverso astuti depistaggi, riesce a colpire ancora. E ancora. Sempre con il medesimo e orribile "modus operandi".
Richard Dale, la cui mente brillante e peculiare visualizza il caso come una partita a scacchi con un nemico oscuro e allo stesso tempo a lui simile, dal momento che sembra saper anticipare ogni suo pensiero, riuscirà a scovare il filo conduttore che lega tutti i crimini e a dare un volto a questo mostro assetato del dolore e della sofferenza delle sue prede sacrificali. Ma l'individuazione dell'assassino non sarà per Richard che l'inizio di un abisso nero di perdizione in cui crimine, vita privata e sofferenza si mescoleranno in una realtà da incubo. Una realtà che però dovrà affrontare anche nel mezzo della monotonia di casi ordinari, in una corsa contro il tempo e contro la morte.
Quando si tocca il fondo, si sa, è difficile rialzarsi. Soprattutto se bisogna affrontare i nemici più perfidi: se stessi e le proprie paure.
E occorre farlo prima che scocchi l'ultimo rintocco...

"L'ultimo rintocco" è un romanzo molto articolato, caratterizzato da molteplici sfaccettature che donano alla trama una varietà narrativa, una fluidità e allo stesso tempo una complessità impressionanti per un romanzo d'esordio. L'autore riesce a sfruttare e ad amalgamare in una trama camaleontica diversi influssi ed elementi, creando una fitta rete di rimandi, di situazioni interconnesse e di giochi di prospettiva che conferiscono all'insieme uno spessore significativo e stimolante.

Il romanzo si configura come un thriller psicologico, tutto fondato sulla caccia ad un perverso killer e sull'impatto emotivo degli eventi sul protagonista, ma questo genere è sapientemente contaminato da influssi del giallo classico e del procedural, i quali conferiscono originalità e mutevolezza alle vicende.
Proprio del genere thriller, teso ad eccitare, ad avvincere il lettore con scene di forte impatto emotivo, con preponderanza dell'azione sulla riflessione, è il tema centrale del serial killer che sfida la polizia, e in particolare Dale, nella ricerca delle sue prossime vittime. Un filone particolarmente cruento che fa avvertire nella lettura un'ansia crescente, una sensazione di soffocamento e un alone di morte imminente. Inoltre la caccia all'assassino, scandita dagli indovinelli che propone sulle scene del crimine, e segnata da inseguimenti, molteplici pericoli, irruzioni, conferisce grande dinamicità alla storia e una crescente tensione, accentuate anche dalla corsa contro il tempo per evitare una carneficina di donne incinte. Questo tema, unito alla crudeltà insita nei vari delitti, impregna la trama di una vena di perversione, di anormalità, di follia che incupisce l'atmosfera e rende tangibile il clima da incubo che Richard Dale deve affrontare.
La sfida lanciatagli dall'assassino, oltre a incitare l'azione, portando gli investigatori a vagare nella periferia romana, allo stesso tempo inserisce nel turbine degli eventi un elemento riflessivo: gli indovinelli, spesso ispirati dall'enigmistica classica, rappresentano punti di pausa in cui si attenua il movimento narrativo e si accentua il lato riflessivo, meditativo, proprio del giallo classico.
Quindi nonostante il fulcro della vicenda attinga chiaramente al thriller psicologico, anche per l'importanza data alle emozioni e alle paure del protagonista, l'autore amalgama il genere con il mystery deduttivo, il quale predomina nel piano narrativo dedicato all'omicidio di Paola Florenzi.
Questo caso secondario rispetta in tutto e per tutto i crismi della pura tradizione gialla, fornendo una serie di indizi ben celati (di cui uno di chiara matrice christiana) e una soluzione assolutamente fair, basata sulla linfa vitale del genere, quella della sfida al lettore, il quale dispone di tutti gli elementi per giungere alla verità prima del detective letterario. L'amore per il giallo puro si nota implicitamente anche nella sottile rete di richiami e citazioni: dalle scritte vergate dal colpevole con il sangue che ricordano molto il messaggio lasciato dall'assassino in "Uno studio in rosso" di Doyle, al chiaro influsso di Agatha Christie nella costruzione dell'enigma secondario, alla logica di natura queeniana impiegata nella risoluzione degli enigmi.
A questi filoni, si aggiunge anche la presenza di tratti propri del procedural e del legal thriller, soprattutto per quanto concerne la descrizione accurata delle tecniche impiegate dalle forze dell'ordine per cercare tracce nei luoghi del crimine e nell'uso frequente di un lessico scientifico da parte di Richard che denota un meticoloso approfondimento da parte dell'autore sulla materia trattata.
Questo viluppo di sfaccettature, che arricchiscono l'universo narrativo di molteplici rimandi, allusioni e retroterra letterari, è realisticamente plasmato anche sulle vicende biografiche dello scrittore (dal nome della moglie di Richard, alle manie del detective, quali la passione per le caramelle alla liquirizia), fatto che gli consente di dare credibilità alla storia e una più profonda introspezione ai personaggi, e su vicende concrete della cronaca giudiziaria italiana, di cui l'autore è un appassionato.
L'omicidio di Paola Florenzi, infatti, riprende nelle fattezze un famoso caso irrisolto della cronaca nera italiana, ossia il delitto di Simonetta Cesaroni avvenuto nel 1990 a Roma, in Via Carlo Poma.
Diego Pitea, con grande maestria, unisce le sue passioni per il mystery, per i crimini reali, per gli indovinelli e anche per l'arte, specie i movimenti avanguardisti del Novecento, fondamentale per comprendere la natura di molte delle tracce lasciate dal killer, in una trama ricca e multiforme, che alterna momenti di azione ad altri di riflessioni e di cultura.

La struttura dell'opera si presenta complessa e ramificata, a tratti stordente. La storia si snoda difatti tra una molteplicità di piani narrativi e dimensioni temporali, che a volte si intersecano, a volte si alternano, altre ancora collidono tra di loro, sino a conferire al romanzo un aspetto labirintino, ambiguo, in cui è facile disperdersi e difficile trovare un punto di giuntura, un legame chiarificatore. La vicenda dell'Escissore è solo il principale tra i fili dell'intreccio, che si diramano in opposte direzioni, che alterano la percezione del lettore in un groviglio di emozioni, eventi, misteri. Dal piano primario, si passa a capitoli incentrati sulla persona dell'oscuro assassino, ad altri concernenti un caso d'omicidio secondario eppur collegato al resto, in un marasma accattivante e destabilizzante. Una tecnica narrativa voluta, in quanto acuisce di molto la suspense grazie all'uso insistito di cliff-hanger, i quali immettono ulteriori zone d'ombra in una vicenda già di per sè misteriosa, e rende le pagine particolarmente adrenaliniche nella forsennata ricerca del senso complessivo e dello schema unitario da cui si originano i diversi cambi di scena. Si intensifica così notevolmente anche il senso di mistero che permea il caso centrale, generando, tramite la pluralità e l'alternanza narrativa, un'architettura a scatola cinese, in cui gli enigmi si moltiplicano all'interno di altri enigmi.
Tale schema espressivo è funzionale a rendere parossistico il senso di terrore, di perversione e di tensione che ammorba l'intero romanzo, servendosi in punti strategici di pause, di stacchi bruschi, che lasciano le vicende in sospeso, che colorano la storia di ambiguità, di doppiezza, di un senso indeterminato di disagio.
Si tratta di una configurazione strutturale a catena di cui si intravedono singolarmente alcune maglie, costituite dai diversi piani narrativi, ma solo successivamente e con andamento graduale se ne disvelano inesorabilmente le connessioni implicite, nascoste. Tutto è interconnesso, ogni tessera del mosaico conduce inevitabilmente ad un'altra, in una sorta di percorso ad ostacoli emblematico per l'evoluzione anche personale del protagonista.

Funzionale alla resa di un'atmosfera tesa, terrorizzante e asfissiante è il sapiente impiego della focalizzazione. L'autore utilizza infatti un narratore esterno con focalizzazione interna variabile, concentrandosi di volta in volta sull'interiorità dei diversi personaggi, sviscerandone pensieri, paure, traumi e aspirazioni. In questo modo si approfondiscono le psicologie delle varie figure e si crea un clima palpabile di terrore giocando sulle emozioni, sugli impulsi più istintivi dell'uomo.

Infatti è proprio la psicologia che rappresenta il cardine della trama, su cui si fonda l'intera storia. Il fil rouge che si dipana lungo le pagine, che connette le scene apparentemente isolate in uno schema comune, è quello del dolore: dolore per un passato sofferto, che crea una mente alterata, portata a soddisfare le proprie mancanze infliggendo ulteriore sofferenza, in un circolo vizioso perverso; dolore nell'affrontare la perdita di una persona cara e l'ulteriore strazio nel tentativo di salvare l'insalvabile; il dolore di un amore non corrisposto e mal concepito da Doriana; il dolore fisico, viscerale che deriva dall'attimo fatale della consapevolezza della propria fine. Tutti i personaggi, vittime, carnefici, inquirenti, sono accomunati dal tormento, da difficoltà contro cui devono scontrarsi e che portano a volte alla loro stessa nullificazione, come avviene a Richard.
Di quest'ultimo, in particolare, seguiamo i pensieri, le ossessioni, le grandi paure che gli si parano dinanzi. In questo si discosta molto dai classici detective della letteratura gialla, poiché, benché la sua figura risenta della caratteristica intelligenza emotiva e della mania dell'ordine di Poirot e della "forma mentis" di Philo Vance, mostra tutte le sue fisime, i suoi enormi difetti. Prima di lottare con un killer edonista e perverso, deve fare i conti con se stesso, con la propria storia.
"L'ultimo rintocco" è un thriller che si imposta come un incubo tremendamente realistico, generando tensione, paura, orrore, servendosi come mezzi esclusivamente le emozioni umane più ferine, più distorte. È l'animo umano che genera i mostri più grotteschi, gli abomini più impensabili. Ci perdiamo progressivamente nelle paure di Richard e nella mente malata dell'anonimo assassino, che si diverte a provocare sofferenza per soddisfare la propria psiche edonista, perversa, assetata di sangue. Queste immersioni negli abissi della sua interiorità rendono asfissianti, soffocanti i capitoli, distorcendoli in una dimensione in cui fantasie perverse e realtà si fondono e non si possono e non si riescono più a scindere.

Altro tema importante nell'opera è rappresentato dal tempo, specie nella seconda parte in cui, antiteticamente agli spazi che si allargano all'intera città di Roma, alla ricerca frenetica del prossimo luogo del crimine, questo elemento si riduce notevolmente, accrescendo il pathos, l'inquietudine, il senso di morte imminente. Non a caso ad ogni inizio capitolo vi è un conto alla rovescia che trasporta il lettore in un progressivo accentuarsi dell'orrore, imprimendo all'intreccio una dinamicità nervosa oltre che motoria, in una sfida adrenalinica contro la morte.

Tutte queste vicende sono poi collocate sullo sfondo di una Roma decadente, rappresentata dalle periferie dominate da enormi obbrobri edilizi, da palazzine fatiscenti popolate da un'umanità varia e formicolante ma emarginata e sofferente. Il romanzo s'imposta come l'affresco di una realtà umana viva in un mondo stinto, è implicitamente incentrato sui grossi problemi sociali inerenti lo strato suburbano cittadino che conducono anime sole a degenerare, a incrudelire e a degradarsi alla pari dei cornicioni scrostati delle case popolari. È un romanzo cupo dei vinti, con una visione pessimistica di fondo pur nella ricerca della giustizia raffigurata dalla caccia di Richard per catturare l'Escissore.

La soluzione conclusiva, infine, dopo un apparente chiarimento delle vicende a metà dell'opera, in realtà inizio di successivi delitti, è credibile e ben congegnata per un thriller, sebbene basata su un espediente usuale e prevedibile in certa misura, ripreso da Queen. Gli indovinelli consentono un discreto fair play all'interno di una trama tutta incentrata sulla tensione e sull'azione. Il disvelamento del caso secondario, l'omicidio di Paola Florenzi, è astuto e in linea con la migliore tradizione gialla classica, accurato sia nella psicologia alla sua base, sia nell'ottimo apparato indiziario.

Dunque "L'ultimo rintocco" si è rivelato un ottimo romanzo d'esordio, in cui il thriller psicologico e il giallo classico si fondono in un intreccio coinvolgente, ossessionante e conturbante, fondato sulle ombre più torbide della psiche umana.
6 reviews1 follower
January 10, 2021
Richard Dale, psicologo e collaboratore della polizia, si trova coinvolto nella ricerca di un serial killer, l'escissore, che uccideva giovani donne incinte asportandone i feti. Detta così, diciamocelo, potrebbe essere tranquillamente un qualsiasi, anonimo romanzo di autore di serie B (C,D...) americano, dimenticabilissimo, buono solo per qualche brivido sotto l'ombrellone. Lo stupore del lettore aumenta a dismisura quando questo aspetto del romanzo viene risolto ad un terzo dello spessore del libro (sì, sono più di 400 pagine). Ci sono riferimenti artistici colti e raffinati che rendono intrigante questa parte di trama anche agli occhi dei lettori più smaliziati. All'apertura della seconda parte del romanzo, si apre un nuovo caso, un mistero di camera chiusa abbastanza classico, ma c'è sempre un sottile fil rouge che richiama insistentemente i casi dell'escissore... e se le cose non stessero come crediamo? I colpi di scena si susseguono, la carne al fuoco aumenta, traduzioni dal latino, crittografia, mille e mille diversi indizi, lo stesso lettore si troverà a raggiungere il finale pregando convulsamente con Richard Dale perchè le soluzioni prospettate sembrano destinate alla distruzione del protagonista.
I personaggi, principali (Richard Dale e la moglie Monica, Doriana Guerrera, poliziotta e partner sul lavoro per Richard, il loro capo...) e i riferimenti a casi di cronaca italiana assai noti che hanno angosciato le nostre estati passate sono ben costruiti, credibili, escono dalle pagine, e a volte daresti loro un pugno nei denti, altri un buffetto rassicurante, ma diventano amici, parte della tua "famiglia" per tutto il tempo della lettura. Io lo consiglio, sul serio. Accattatevillo... ;)

Profile Image for Alessandra.
138 reviews15 followers
March 21, 2024
Questo è stato il primo libro di Pitea che ho letto.
La scrittura è sicura e decisa, i personaggi delineati molto bene. Quando si entra nel mondo del thriller, cadere nel patetico o nel già visto è un attimo, qua invece l'autore si muove con la stessa agilità dei suoi colleghi più famosi. Ho amato moltissimo l'inaspettato inserimento di una storia "gialla" scollegata dalla trama principale.
Consigliato!
Profile Image for Alessandra Les fleurs du mal blog.
372 reviews15 followers
September 30, 2020
Gioca con la trama Pitea con abilità da giocoliere per sedurre e strabiliare il lettore.
Nell'ultimo rintocco nulla è come sembra.
Inizia come un giallo irrorato da un egocentrismo puro del suo protagonista, intelligente fino all'anormalità una sorta di Poirot moderno, per poi annichilire la fiducia del pomposo psicologo e la nostra, con un evento non solo traumatico, ma perturbante.
E cosi che inizia il libro l'ultimo rintocco.
La paura più grande di ogni amante del genere viene messa un piatto d'argento e il binomio classico investigatore / carnefice con quest'ultimo destinato all'insuccesso si stravolge.
E cosi il libro sorride a chi leggendo l'incipit si trova a dire lo so cosa accadrà.
E si trova davanti una fine che, come direbbe la nostra magica Agatha non è che l'inizio.
Il giallo vira quindi al noir più cupo dove secondo il canone il probo sostenitore del al giustizia finisce nell'abisso dei perduti.
Tutti hanno una colpa.
Chi non è stato attento ai dettagli, chi si è cullato nella falsariga della sicumera esperienza, chi per sentimenti non proprio puliti in fondo si ritrova a dover combattere con una malsana felicità per il compimento della prima parte del libro.
E non è tutto.
I protagonisti divengono estranei a una certa tendenze degli autori a descriverli come cliché mutuati da una certa propensione alla commedia dell'arte.
Cosi come il buon Poirot citato prima, vittima felice delle sue ossessioni strenuo sostenitore della superiorità tracotante dell'intelligenza logica, o come la amabile perfida Miss Marple, che fa della sua curiosità e della sua intransigenza il suo mantra privilegiato.
Ogni personaggio usato per dare vita alla scenografia del giallo e del thriller soffre di una certa mancanza di umanità.
O è cattivo e sprofondato nel vizio o è un buono a ogni costo, a cui mancano soltanto una cetra e due alucce dorate.
In fondo, non sono altro che comparse al servizio di una trama che domina e si erge trofia davanti al lettore, scavalcando ogni altro elemento dei testi.
E' l'indagine a tener banco, a concentrare su di se l'attenzione di noi amanti del genere.
Pitea rimescola le carte e padrone dei segreti dello scrittore vero di thriller gioca e sposa le pedine rendendo non più l'indagine protagonista ma l'animo umano e precisamente un percorso dell'eroe (concedetemi il temine) che usa il dramma è l'omicidio per scavare dentro l'anima di personaggi vivi, veri e profondamente corporei.
Non è tanto la risoluzione del caso, quindi ad affascinare, ma sono le dinamiche occulte che danno vita all'azione criminosa, ma del tutto staccata dal contesto sociale in cui essa si trova a rifulgere.
Ed ecco che per dipanare la matassa Richard devo per forza diventare vittima egli stesso.
Perché per comprendere i passi che portano qualcuno a uccidere, a deturpare, a tumulare bisogna scendere non a patti ma come visitatori in quell'abisso di ossessioni, di ombre e di radici illogiche che sono alla base di ogni scellerato gesto.
Riched è psicologo.
Eppure la sua caratteristica umana lo fa essere estraneo, stranamente, alle modalità con cui la psiche elabora ogni emozione.
Lutti, dolori, persino eventi lieti, sono da una sorta di alter ego criticati, valutati e trasformati.
E' una percezione per nulla visibile, quella che crea incubi e orrori, ma persino sogni e creatività.
Richard per ritrovare simbolicamente se stesso e la capacità di provare sentimenti, deve per forza incontrarla, farle fronte e scendere dal suo piedistallo.
E gli stessi personaggi attorno a lui compiono questa discesa nel labirinto del Minotauro, e si trovano di fronte a...se stessi.
Nudi e crudi.
Ecco perché ritengo geniale questo testo.
Perché parla di giallo e al tempo trascende il genere.
E' un thriller ma anche un libro di formazione.
Pitea divine pertanto non solo uno scrittore. Non gioca soltanto con le tecniche letterarie e con gli arcani segreti della composizione.
E' un demiurgo un creatore di mondi che sono paradossalmente lo specchio di quello reale.
E' l'apprendista stregone che sperimenta e trasforma, che

Col mio cuore di matita correggerò
Gli errori fatti dal tempo
E con passo di guardiano controllerò
Che si fermi o che avanzi più lento ..
Sul manoscritto l'inchiostro sarò
E mi avrai nero su bianco


Ed è questa la magia che rende l'ultimo rintocco un libro che ammalia, che seduce e che non si fa soltanto leggere, ma vivere.

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61 reviews5 followers
November 8, 2021
Diego ci introduce immediatamente nel suo mondo con delle descrizioni graffianti aggettivate in maniera originale. Riesce già nella prima pagina a far entrare completamente il lettore nel Bronx che sta dipingendo come cornice della storia. Sono rimasta molto sorpresa della scelta di uno psicologo affetto da Asperger, è altrettanto colpita dalla maestria con cui lui riesce a ritrarre la sua immagine sia internamente che esternamente mediante la profiler Doriana. I personaggi principali sono proprio loro: Richard e Doriana. Il killer è a se stante, e sembra sfiorare questi paladini del bene solo per strategia.

Mentre l’autore tesse le vite quotidiane di questi personaggi, lascia che i conflitti del lavoro vengono amplificati da quelli personali. Ho trovato un grande equilibrio tra queste due parti: Diego non esagera mai nell’una e nell’altra, soprattutto, non dà mai nessuna informazione inutile.

Ho constatato una grande accuratezza nello studio delle modalità di indagine, e ha attratto la mia attenzione anche la contrapposizione tra la abitudinarietà al lavoro dei poliziotti e lo scetticismo costante di Richard. Quindi abbiamo da un lato un modus operandi quasi automatico da parte di poliziotti, mentre dall’altro abbiamo un’analisi maniacale dei dettagli. Diego ci mostra degli individui che si ricordano che un ascensore non funziona quando tornano sulla scena del delitto la seconda volta, mentre Dale per la sua sindrome Asperger lo dimentica; pur tuttavia lui è quello che nota doveva manca la polvere in uno scaffale e trova l’indizio che serve per il procedere delle indagini.

Il libro di Diego si basa sui contrasti emotivi, umani e culturali, sulle molteplici “normalità” e su tante tonalità di grigio che si scontrano tra loro. Mi è piaciuto il percorso per enigmi e la sfida cerebrale con il sicario: certamente questo è un libro da cui il lettore non solo può trarre diletto ma anche cultura.

Gli incastri narrativi sono metodici, quasi cadenzati. La tensione permea tutto il libro in aspetti quotidiani e non, la suspense è resa magistralmente è in modo differente per ciascun personaggio: Diego diviene camaleontico nel piegare le regole narrative all’emotività di Richard, Doriana, e dell’assassino.

In ultimo, ma non meno importante, riesce a mantenere alta la caccia perché rispetta una regola di base per cui “un eroe è tanto più forte quanto più pericoloso e il cattivo che deve affrontare”. È un testo con più livelli di lettura e che si plasma sul lettore, per questo ho valutato che non è un libro per tutti: non tutti sono in grado di capire quanto è sofisticato, sottile e geniale il modo in cui l’autore dona il mondo de “L’ultimo rintocco”.

Diego tratteggia con grande delicatezza una sorta di acquerello dai colori gotici, (gli acquerelli non sono scuri, vivono di trasparenze, ma questa metafora rende il gioco trasparenze e oscurità che lo scrittore ha messo in atto in questo thriller psicologico), in cui le sfumature, se colte, danno vita a più interpretazioni.
Profile Image for Daniela Colaiacomo.
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February 17, 2021
Alle soglie del Ferragosto, Roma è avvolta da una cappa di calore rovente e umidità infernale.
Una serie di omicidi scuote la città: un serial killer, chiamato l'“Escissore”, edonista, crudele e geniale, uccide donne incinte sottraendo i feti dai corpi.
A condurre le indagini è il commissario Marani, capo della seconda sezione dell’U.A.C.V., l’Unità Analisi Crimini Violenti.
Data la particolare brutalità delle ferite sul cadavere rinvenuto alla periferia di Roma, Marani interpella Richard Dale, uno psicologo e criminologo, affiancato dalla profiler Doriana Guerrera.
Fin da subito è chiaro che Ada Landi non sarà l'unica vittima di questo crudele omicida: sulla scena del crimine, infatti, vengono rinvenute delle tracce, che, come una macabra caccia al tesoro, indicano il prossimo delitto. Dell'assassino nessun'altra testimonianza, solo gli enigmatici indizi per condurre le indagini verso la prossima vittima.
L'“Escissore” è sicuramente un uomo colto e capace; gli interventi chirurgici, precisi e calibrati, sono praticati sulle vittime anestetizzate ma vive, lasciate morire per emorragia.
Richard Dale è affetto dalla sindrome di Asperger, considerata da molti studiosi come una forma di autismo più lieve, “ad elevato funzionamento”, che gli consente di esprimere chiaramente sentimenti di affetto e attaccamento nei confronti della moglie e del figlio Samuele, ma manifesta anche le difficoltà di interazione sociale, i problemi di comunicazione, i comportamenti ripetitivi e stereotipati, l'iperattività e deficit dell'attenzione, e, soprattutto, l'ansia e la depressione.
Questa serie di omicidi metterà a dura prova la stabilità emotiva e mentale di Richard, perché, proprio quando il caso sembra risolto, comincia in realtà l'incubo, del quale sarà partecipe in prima persona.
È il primo libro che leggo di Diego Pitea e devo dire che mi ha scosso.
Indubbiamente l'autore ha la capacità di presentare il protagonista e i personaggi di contorno con una intensità e un'attenzione tale da immergere il lettore nel clima di tensione e ansia che gli eventi producono sugli stessi, e porta con il fiato sospeso all'epilogo, inatteso e agognato sin dalle prime pagine.
Dimostrando una notevole abilità linguistica, Diego Pitea descrive gli eventi in modo realistico ed efficace, sembra addirittura trasmettere il calore di quei giorni d'agosto, infernali e soffocanti, cosicché, a fine lettura, ho potuto finalmente trarre un profondo respiro.
Bravo, veramente bravo.
63 reviews
July 25, 2021
Roma è lo sfondo di una caccia senza esclusioni di colpi a un pericoloso serial killer. Il cacciatore è Richard Dale, psicologo affetto da Asperger, con cui il killer instaura un duello a suon di indovinelli e giochi di parole. Sullo sfondo un altro omicidio che ricorda molto quello di Simonetta Cesaroni. Richard, aiutato da Doriana Guerrera riuscirà a risolvere entrambi gli enigmi?

La trama si snoda facilmente agli occhi del lettore e, soprattutto la seconda parte, induce quel ritmo caro agli appassionati di thriller. Il lettore viene coinvolto negli enigmi da risolvere e, allo stesso tempo, rimane affascinato dai richiami alla pittura e all'arte che arricchiscono il romanzo. Leggendo questo romanzo molte volte ho avuto l'impressione di trovarmi davanti a un libro di Deaver o di Dan Brown sia per la trama non banale, ma anzi originale nel rimescolare le carte per fare salire l'ansia al lettore e spiazzarlo con colpi di scena che non risultano mai inverosimili. L'unico appunto che mi sento di fare, ma più per pignoleria che per altro, è che a volte la descrizione delle reazioni di Richard Dale risultano inattendibili perché descrivono una empatia troppo "forte".
Profile Image for BloodyWolf.
155 reviews3 followers
March 23, 2024
Il libro è scorrevole e l’autore è sempre bravo a unire enigmi e indovinelli nei casi che presenta a noi lettori; anche in questo volume mi sono ritrovata spesso a “sbagliare” chi fosse l’assassino e il perché, questo motivo per me è sintomo di un ottimo libro ♥
In questa vicenda, senza fare spoiler, vi dico che Richard deve avere a che fare con i suoi peggiori demoni, l’autore è stato bravo ad annientare il suo stesso personaggio e a farlo “rinascere”. Speranza, rassegnazione, morte e vita qui si intrecciano in un intricato labirinto che vi porterà a trattenere il fiato fino all’epilogo.
Fa parte di una saga, ma può essere letto da solo, anzi, vi consiglio di leggere prima questo degli altri perché è, a mio avviso, quello che viene prima.
Ha una trama avvincente ed è scritto bene. I personaggi – sia principali che secondari – si muovono nell’ambiente in modo vero e reale!
Lo consiglio a chi vuole avvicinarsi a un giallo/thriller fatto bene ♥
AltreVoci Edizioni mi stupisce sempre e ammetto che non mi ha mai delusa in nessuno scritto!
Profile Image for Ela Ely.
9 reviews2 followers
February 22, 2021
Un libro scritto con grande maestria, una storia che cattura e incolla alle pagine dalla prima all'ultima. Ti toglie il fiato e tiene alta l'attenzione e la tensione. Non vedi l'ora di scoprire il serial killer... ma non vuoi che finisca mai perché ti leghi tanto ai protagonisti sia allo psicologo "strano" e carismatico, sia alla detective... una donna come tante con le sue sicurezze e insicurezze ma forte e con un fiuto eccellente... Richard Dale è uno che lascia il segno dentro ad ogni lettore che ama il genere Thriller. Lo scrittore sa come accendere la curiosità del lettore e tenerlo incollato a questo libro eccellente!!!
3 reviews
May 25, 2021
Libro coinvolgente, dalla trama avvincente e mai banale. Ogni immagine è sapientemente descritta e si rivela fondamentale per l'evoluzione della storia, ogni personaggio è ben caratterizzato, in particolare Richard Dale e Doriana Guerrera sono una coppia investigativa a cui ci si affeziona (non mi dispiacerebbe se l'autore decidesse di scrivere un sequel). Amo i libri che riescono a coinvolgere il lettore dalla prima all'ultima pagina senza stancare mai  e "L' ultimo rintocco" di Diego Pitea è sicuramente uno di questi!
Consiglio a tutti gli amanti del genere giallo/thriller e in generale a chi vuole leggere un buon libro, non rimarrete delusi
Profile Image for Il pesciolino d'argento.
162 reviews28 followers
August 31, 2020
Recensione completa qui 👇
https://www.ilpesciolinodargento.it/l...

Una bella trama truculenta, un serial killer a Roma e uno psicologo geniale che deve fermarlo, prima che suoni l'ultimo rintocco. Il nostro psicologo è Richard Dale e ha la sindrome di Asperger. E questo è il primo difetto del romanzo, che è bello nella sostanza, ma ancora un po' carente nell'esecuzione...
243 reviews1 follower
October 16, 2020


Un giallo intrigante, emozionante e ricco di suspence. È una lettura che ti cattura e ti coinvolge tra tensione e sorprese. Imperdibile per gli amanti del thriller. Mi è piaciuto molto e lo consiglio.
Buona lettura!📚📚📚
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