È la prima volta che scrivo una recensione su un libro in modo pubblico, quindi spero di farlo nel modo giusto e che si capisca tutto quello che voglio trasmettere anche se non sono molto brava con le parole.
Quando è uscito Resilienza me ne sono innamorata, l'ho finito in pochi giorni (proprio come questo) e ho aspettato tantissimo, con il cuore in gola, di poter leggere Resistenza. Avevo alte aspettative conoscendo il modo di scrivere di Ju ma quello che ho trovato è stato MOLTO di più, ha superato ogni mia aspettativa ed è entrato dritto nel mio cuore. Non credevo potessi trovare qualcosa al di sopra di Resilienza invece Resistenza mi ha stravolto il cuore ed è volato al primo posto. Perchè mentre in Resilienza, come alla fine in ogni libro che si legge, ci sono state cose che non mi sono arrivate al massimo o alcune parti dove la scrittura non mi ha colpito come avrei, tutto questo in Resistenza si è annullato e Ju ha fatto un capolavoro. Ho provato così tante emozioni che non riesco a posizionarle in un determinato punto del libro e penso che questa sia la cosa più bella per un lettore.
La prima cosa a cui tengo in modo particolare e che voglio sottolineare è che nonostante in questo libro si parli meno di politica e più di amore e di accettazione di sé stessi, la pesantezza dello Stato, la malignità di come vivono e la voglia di essere liberi è ancora più forte che in Resilienza. Quella voglia di vincere, di riscattarsi, di voler per sé stessi, e per chi si ama, una società in cui si può respirare lo si ritrova in ogni rigo di questo libro. Per me è un dettaglio da non trascurare anche se magari a molti può sembrare superficiale.
Resistenza è un libro che tocca temi profondi, in primis il tema di sentirsi bene con chi si è davvero e riuscire ad amarsi, cosa davvero difficile da fare nel profondo. Gli eventi ripartono dalla fine di Resilienza, non ci sono salti temporali o fatti non detti ed è una cosa che ho apprezzato tantissimo perché spesso quando si scrive una saga si tende a far passare del tempo tra un volume e l'altro e un po' si rimane con l'amaro in bocca, ti rimangono delle domande a cui non hai risposta. Qui non succede ed è una cosa che mi è piaciuta parecchio. Si vive pagina dopo pagina la maturazione di ogni personaggio, la costruzione delle loro sfaccettature come persone e si vive il rapporto di Massimo e Damiano al 100%, dalle fondamenta fino al momento in cui viene reso chiaro con dei gesti quotidiani, e non solo a parole, tutto l'amore e la devozione che provano uno per l'altro.
Mentirei se dicessi che non ho avuto problemi con dei personaggi o che non ho odiato qualcuno, ma questo è servito anche a farmeli apprezzare e a farmeli comprendere nel profondo. Posso dire di aver amato Mia, una bambina così piccola eppure con una sensibilità più grande di una persona adulta. Ho amato Midea, che spero non mi deluda nel prossimo capitolo di questa trilogia, che con la sua innocenza e dolcezza mi ha rapito il cuore. Ho compreso Lorella, la sua voglia di vivere per quello che è e non per come la società e i bigotti vorrebbero che lei vivesse; la sua amicizia con Damiano è qualcosa di straordinario e nonostante i pregiudizi di quest'ultimo lei è riuscita ad andare oltre e a vedere quel buono che c'è nel cuore di Damiano. Ho empatizzato con Benny, ho capito come si sente, la sua voglia di riscatto verso la sua identità e quando è morto mi sono ritrovata in un fiume di lacrime perché avrei voluto che arrivasse a vedersi un uomo anche nell'aspetto e non solo nello spirito. Mi sarebbe piaciuto vedere una futura amicizia tra lui e Damiano ma, come dice sempre Massimo, ogni guerra ha bisogno dei suoi caduti. Aurelio, Benito e Alessio sono nella mia lista nera, ognuno di loro in modo diverso, anche se Alessio forse mi fa pena perché vuole solo essere accettato e si spaccia per qualcuno che non sarà mai. Alteo, Carlo e Dariko non voglio nemmeno nominarli, i primi due sono di una bassezza così grande che solo pensarli mi fa venire il vomito ma capisco anche che sono uomini cresciuti con uno stampo ancora più severo dei loro figli. Non è una giustificazione, non meritano un briciolo di empatia, però comprendo anche che cambiare la mente di persone over 40 sia molto più complesso a maggior ragione se sono cresciuti con la convinzione che stupro e denigrazione siano alla base della civiltà. Alla fine, quindi, mi ritrovo a rendermi conto che il personaggio peggiore in questo quadro pieno di anime diverse sia proprio Dariko che vive di invidia e cattiveria verso suo fratello gemello, quando quest'ultimo si ucciderebbe piuttosto che fargli del male. Dariko è cattivo, non prova empatia, si nasconde dietro le battute e parla di sentimenti che non sa nemmeno cosa siano. Per lui questo è normale, non c'è niente di sbagliato, lui vuole solo essere quello perfetto e il solo modo che ha è far vedere ad Alteo che in realtà Damiano è inadeguato (grande bugia). Io sono certa che ci sia lui dietro l'incidente e non glielo perdonerò mai, nemmeno se si facesse tutta Roma in ginocchio tre volte chiedendo perdono. Serena dal canto suo è semplicemente meravigliosa, come persona, come donna e come mamma. Prima di passare ai miei pupilli voglio spendere due parole anche per Alice e Luis, due personaggi che non comprendo perché la prima mi fa pena ma anche rabbia per come si è comportata verso Massimo mentre il secondo non riesco a inquadrarlo e ho paura faccia cazzate con Midea (non a livello di relazione ovviamente).
Finalmente è arrivato per me il momento di parlare di quei due, per cui potrei scrivere pagine e pagine di cosa penso, di come li vivo, dovrei menzionare mezzo libro e citare innumerevoli frasi per quanto mi sono sotto pelle ma capisco anche che non posso fare una recensione lunga chilometri.
Parto con Massimo, quanto l'ho odiato e quanto ho voluto prenderlo a schiaffi non posso nemmeno spiegarlo; sono stata in conflitto perenne con lui, ho pensato fosse incoerente, che puntasse il dito senza prendersi le proprie responsabilità. Ho sperato che provasse almeno la metà del dolore che ha fatto provare a Damiano. Poi però ha detto di essere intersessuale (altro aspetto che mi ha sorpresa da morire, nessuno ne parla mai dell'intersessualità e nei libri penso di non averlo mai letto) e il suo disagio verso se stesso, la sua paura di essere visto nudo ed essere giudicato per quello che mostra io la capisco fin troppo bene e questo mi ha dilaniato il cuore. Ho iniziato a vederlo con occhi diversi, a percepire in maniera diversa le sue parole ma questo non toglie il fatto che lo considero un codardo, che ha sfruttato il fatto che Damiano penda dalle sue labbra per rigirarselo e fargli fare quello che volesse lui e lo ha fatto in modo consapevole nonostante sia innamorato perso. Massimo è uno di quei personaggi che impari ad amare lentamente, non si ha il colpo di fulmine con lui, lo disprezzi, lo insulti, lo trovi incoerente e poi ad un certo punto ti ritrovi a capirlo, ad apprezzarlo, a fartelo scivolare dentro perchè le sue paure e insicurezze sono anche un po' le tue. Ed è questa la potenza di questo personaggio secondo me: è vero, non è semplicemente frutto di un romanzo, lui è l'essenza della natura umana, è talmente veritiero che quasi pensi di star leggendo di un tuo amico. Trovo tutto questo meraviglioso e forse incoerente lo sono anche io alla fine di tutto. Arrivati a questo punto non posso far altro che parlare del mio meraviglioso, incredibile, immenso Capo di Corpo Damiano Domini. Penserete che forse le mie parole sono esagerate e se lo fate vuol dire che o non avete letto questi libri o non avete compreso la grandezza di questo personaggio. Damiano a differenza di Massimo si fa amare relativamente subito, per me è stato un colpo di fulmine fin dal primo libro. Ho odiato gli stupri, le uccisioni, la sua cattiveria e misoginia ma mi è bastato vederlo interagire con Mia per farmene completamente innamorare e farmi capire che la sua fosse solo una maschera che gli era stata cucita addosso. Se si ama questo pazzo in Resilienza, in Resistenza ci si innamora di lui in modo sproporzionato, fino alle ossa. Damiano è coraggioso, è fiero di quello che è, non si vergogna di mostrarsi al mondo e di far vedere che è un "deviato" anche se ha fatto sempre parte dei privilegiati. Lui cammina a testa alta, esprime i suoi pensieri e le sue emozioni senza filtri e si mette in discussione così tanto da arrivare a capire quanto schifo faccia il modo in cui lo hanno cresciuto, che il mondo che credeva ideale in realtà è solo frutto di un patriarcato che il diverso lo teme e di persone che stanno bene nella loro bolla di finzione e che il mondo non vogliono cambiarlo fino a che non vengono toccate personalmente. Damiano è pazzo, irascibile, iperattivo, impulsivo. Damiano è vita. Mi ha resa così orgogliosa di lui dalla prima fino all'ultima pagina e spero che si riprenda completamente da questo incidente, non perché deve essere perfetto e sempre in forma, ma perché anche la sua prestanza fisica e psicologica lo rendono la persona immensa che è. Ed io credo che un periodo in questa fase debole e vulnerabile gli farà rendere conto che non è la spilla da gatto a renderlo quello che lui è. A renderlo un'eroe, un Capo di Corpo, un militare dal cuore buono. Il suo modo di accettare Massimo, di empatizzare con Lorella, chiedere scusa a Midea e aver rinunciato a Maxime (lo sappiamo tutti Damià che lo sai che a Maxime te la scopi) sono pura umanità che viene a galla in un uomo a cui hanno fatto credere di essere la peggior specie mai esistita, a cui hanno cercato di uccidere l'anima prima che fosse troppo tardi ma non ci sono riusciti. Passerei ore a parlare di Damiano in ogni sua sfumatura, ma credo che il suo aver fatto Coming Out sulla Tv di Stato sia sufficiente a farvi capire chi sia Domini e quanto sia immenso.
Alla fine di tutto questo mio blaterare posso solo dire che in questo libro non ci sono solo politica e amore, non ci sono solo identità e relazioni ma c'è UMANITÀ. Una cosa rara. Ju parla di umanità in ogni sua sfaccettatura dalla più crudele alla più pura. Si parla di tantissime cose che sono un tabù ancora oggi e di cui nessuno parla perchè sono scomode. Questa è la potenza, la meraviglia e la magia della sua scrittura. Saper cogliere i dettagli, prendere il marcio e vederci il bene quando questo ancora può essere salvato. Gli esseri umani sono creature magnifiche e Ju lo ha dimostrato sia in bene che in male. Quindi vi dico, cari lettori, di dare un'occasione a questa storia. Di lasciare che Massimo e Damiano vi entrino dentro e di superare quelle pagine che magari non riuscite a superare, di andare oltre quello che credete non vi piacerà perchè questo libro saprà stupirvi e vi farà ossessionare di una storia d'amore non convenzionale, vi farà venir voglia di lottare contro uno Stato che ti opprime. Vi farà capire che vivere come si vuole ed essere liberi di essere chi siamo davvero sono le cose più belle dalla vita. Voglio concludere questo mio sproloquio con una delle tante citazioni di Damiano che ho sottolineato in queste pagine, non la più famosa che viene condivisa ma secondo me quella che in qualche modo esprime l'essenza stessa del libro.
"Apparteniamo tutti alla stessa massa. E so quello che sta cercando di fare Kurah con la Resistenza: trovare un modo di farlo sapere a quelli convinti di non farne parte".