Antes de la llegada de la crisis mundial, Europa ya estaba en crisis. No había logrado alcanzar ni su objetivo de avanzar en el proceso de unificación metanacional ni en el de integrar a las naciones resultantes de la disolución del Imperio soviético. La crisis económica mundial no sólo amenaza con agravar la crisis europea, sino también con disgregar la propia Europa. Con todo, «allí donde crece el peligro, crece también la salvación», decía uno de los más grandes poetas europeos (Hölderlin). Edgar Morin y Mauro Ceruti nos invitan precisamente a un pensamiento y a una política de salvación. Trazan un apasionado retrato de nuestra Europa, de su ambivalente historia fraguada entre la civilización y la barbarie, y se preguntan cómo podemos exorcizar el riesgo de parálisis y de disgregación, demostrando así que las razones para la esperanza anidan paradójicamente en las razones para la desesperación.
Edgar Morin (born Edgar Nahoum, 1921-2026) was a French philosopher and sociologist of the theory of information who has been recognised for his work on complexity and "complex thought" (pensée complexe), and for his scholarly contributions to such diverse fields as media studies, politics, sociology, visual anthropology, ecology, education, and systems biology. He held two bachelors, one in history and geography and one in law, and never did a Ph.D.
During his academic career, Morin was primarily associated with the École des hautes études en sciences sociales (EHESS) in Paris. Although less well known in the Anglophone world due to the limited availability of English translations of his over 60 books, Morin is renowned in the French-speaking world, Europe, and Latin America.
Non riesco seriamente ad immaginare una persona che entra in libreria, vede questo libro,ne è attratto dal titolo,dalla copertina,dalla descrizione o anche solo da un piccolo ''inside'' sbirciato velocemente. Non riesco proprio ad immaginare come si facciano a pubblicare certi libri,né il perché,se c'è un editore dietro che li valuta o meno. Questi libri sono inutili,non hanno una struttura narrativa né storica né cronologica, non descrivono i problemi dell'Europa come dovrebbero,li accennano in modo simil-poetico e filosofico cercando probabilmente di sembrare saggi o forse è solo il modo saggistico (si fa per dire) in cui è scritto questo testo. C'è una ripetizione infinita dall'inizio alla fine del libro, problemi del nostro continente, problemi assurdi tenendo conto dei veri PROBLEMI che ci ritroviamo ad affrontare. L'Europa deve abbandonare il suo stato di provincia del mondo e diventare metanazione? Cosa significa? Provate a dirlo ai cittadini europei e fatevi ridere in faccia. Oltretutto non apprezzo per niente questo svilimento del vecchio continente mentre si prende come buon esempio l' ''occidente'',e tutti sappiamo che per occidente si intende sempre ed esclusivamente l'America. Dovremmo prendere come guida un paese che effettivamente ha scatenato la crisi in cui versiamo ora? Quello della cultura del fast-food e della vita comoda davanti alla tv? Ma perché la gente scrive questi libri???