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Matilde Serao (Italian pronunciation: [maˈtilde seˈraːo]; March 7, 1856 – 25 July 1927) was a Greek-born Italian journalist and novelist. She was the founder and editor of Il Mattino, and she also wrote several novels.
Raccolta di novelle in cui la Serao analizza da un lato le vie misteriose attraverso cui l'amore giunge a coronarsi, dall'altra l'amore tossico che avvelena l'animo degli amanti e che, traendo forza dai fantasmi e dal passato di entrambi, conduce sempre in un vicolo cieco d'infelicità. Finissima l'analisi psicologica dei personaggi.
Bello, proprio come me lo aspettavo, ma questo vale per i primi quattro capitoli, poi improvvisamente Audible comincia un capitolo quinto nel quale i personaggi sono completamente diversi e, dopo aver controllato in internet, scopro che a Cristina é stata aggiunta un'ulteriore storia breve che si chiama Sacrilegio, ma ci voleva tanto a dirlo? Dalla fine di Cristina non si capisce che non sia un seguito, dalle parole della lettrice non si capisce che é proprio tutta un'altra storia, e quindi ci sono io che tento di capire se Teresa e Guido sono tipo i figli dei due protagonisti precedenti o se per qualche motivo sono legati a loro e come, per poi arrivare a capire che no, non c'entrano proprio niente.... A parte questo, Matilde Serao era una grande scrittrice.
Altre due storie di amori laceranti. Con Cristina il lettore è accompagnato in un crescendo il cui epilogo arriva alla fine in maniera forse un po' troppo rapida, consegnando la protagonista al suo destino non voluto che le fa pensare di poterne anche morire. Non viene raccontato nulla della reazione del fidanzato né la Serao indugia nel raccontare come fosse nata l'insana passione di Peppino. La storia viene poi liquidata con poche parole finali, quasi una sentenza. Sacrilegio mi sembra un racconto rimasto un po' acerbo, quasi frettoloso per il ritmo narrativo. Anch'esso con un finale simile a una sentenza.
Nell’ audiolibro oltre al breve romanzo « Cristina « c’è anche il racconto « Sacrilegio ». La prosa della Serao é invecchiata, e non invecchiata bene, forse perché all’autrice mancava oggettivamente quel quid che rende certe opere sempre vive e attuali. Entro questi limiti, tuttavia, Cristina è un racconto godibile, direi quasi dì humour nero, con una protagonista che ci viene descritta così bene nel suo desiderio di una vita tranquilla da farci esclamare più volte « Povera ragazza! ». Penso anche che qualcuno dovrebbe scrivere una fan fiction col seguito di questa storia.
Lettura piacevole ma.….; Non sono rimasta piacevolmente colpita dal romanzo, di facile lettura si, ma non coinvolge affatto. Per poterne parlare di più dovrei addentrarmi nel racconto, finendo con lo spoilerare tutto il libro, cosa che personalmente a me non piace. Ma il mio è un pensiero soggettivo Riassumendo a modo mio, il libro parla di gente arrabbiata legata fino alla fine ai ricordi del passato, gente ossessionata dall'amore e gente che inerme, aspetta lo scorrere della vita, non amando alcun cambiamento.
Avrei potuto dare più stelle, ma avendolo ascoltato su Audible, mi sento pure generosa. Allora, storia in sè stupenda, ma perché dico io, perchè mettere Sacrilegio insieme?! Io finché non sono andata a cercare a fine ascolto su internet non ho capito un tubo. Mi ha rovinato la lettura/ascolto, perché cercavo di capire chi era 'sto Guido per tutto il tempo e poi ho scoperto, dopo 20 minuti dalla fine, che non c'entra un fico secco con Cristina. Vabbè.
Un'autrice pazzesca di cui sto cominciando solo ora a recuperare le opere. In questi due racconti non è tanto la storia a fare da focus bensì la prosa. Serao usa uno stile limpido ed elegante che risulta al contempo piacevole e scorrevole ma profondo e preciso nel tratteggio psicologico dei personaggi. Super consigliata la lettura.
Primo libro ascoltato in modalità audiolibro, mi piace la penna della Serao con la sua interessante analisi psicologica dei personaggi. Da non dimenticare che erano figli dell'epoca, quindi l'amore, secondo me, non può che essere narrato così in quel contesto.
Insomma, niente di che. Meglio il secondo racconto. Più coerente. Il primo che dà ik titolo all'opera è particolarmente asciutto e insipido, proprio come Cristina.