Carlo Settembrini è commissario alla questura di Bologna quando, il 2 agosto 1980, esplode la bomba alla stazione. Carlo indaga, ma ancora non sa che si troverà a combattere un nemico sfuggente e potentissimo. Un nemico che ha tanti volti, e uno di quei volti è lo Stato. Sergio Russo in quell’esplosione ha perso la donna che ama. Il suo futuro di magistrato sarà all’insegna della ricerca della verità e del desiderio di vendetta. Matteo Sabato compie 18 anni pochi giorni dopo la strage. È nato in una famiglia mafiosa, ma il potere che suo padre ha accumulato all’ombra del boss Stefano Bontate non gli basta, vuole di più. Comincia così una sfida infernale che durerà 13 anni e attraverserà tutti gli snodi più drammatici della storia italiana recente: dalle stragi di Stato fino alle bombe del ’92-’93, dal ferimento di papa Wojtyla alla morte di Falcone e Borsellino, dalla scoperta degli elenchi della P2 a Tangentopoli, dal declino della Prima repubblica fino all’ascesa di un nuovo potere che comanda ancora oggi. Dalla risposta che un padre e un figlio hanno voluto dare al loro bisogno di verità su uno dei più atroci misteri italiani, un trascinante romanzo sulla sanguinaria passione del potere e sugli ultimi decenni della nostra storia.
Il romanzo di Mimmo e Nicola Rafele tenta di restituire brandelli di verità a un Paese, come l’Italia, monco di memoria, in cui tante stragi rimangono senza responsabili e prive di ragioni. E il tentativo è quanto di più fascinoso e attrattivo la narrativa poteva produrre, un affresco di amplissima teatralità. Carlo Settembrini, dal 1975 commissario capo alla questura di Bologna, il 6 agosto 1980 inizia a indagare sulla strage alla stazione ferroviaria di Bologna, che causò la morte di ben 85 persone, tra le quali Stefania, la fidanzata di Sergio Russo, che quella bomba gli rimarrà in testa per sempre. Dalla strage di Bologna in Italia si scatena una guerra, combattuta da tutti, a vari livelli, dalla mafia, dal Vaticano, dalla politica, dai settori deviati dello Stato, dalla finanza. L’incontro tra il commissario Settembrini, bravo investigatore: preparato, acuto, puntiglioso fino all’ossessione, e il futuro magistrato Sergio Russo è gravido di promesse e di intenzioni severe a cercare la verità. Entrambi sono dediti a una maniacale indagine sulla strage che investe per ognuno di loro parti intime della propria anima e coscienza, insomma condividono lo stesso pezzo mancante della storia.
Volete sapere come si sopravvive, o non ve lo siete mai chiesto? La verità? La verità è che non si sopravvive.
Durante il percorso non agevole e semplice verso lo scioglimento del mistero i due uomini dello Stato conosceranno Matteo Sabato, l’antieroe del romanzo, capace di far ammazzare il padre Carmine, mafioso siciliano di Cosa Nostra, per scalare le vette del Potere e impadronirsi della donna più bella mai vista Eva Karpinova, l’altra metà della sua insaziabile anima.
Intorno a loro girano in un vortice fatto di denaro e di ambizioni sfrenate numerose figure: Emanuele Frangipane, notaio collante tra la mafia e la politica, Michelangelo Dossi, poliziotto corrotto del Sismi, Sergej Rubin, agente segreto russo del KGB, Gino Tavarella, omosessuale in cerca di identità, Rosario Impallomeni, amico fraterno del capo dei capi mafiosi, Antonio Catrillo, giornalista che per gli scoop si vende l’anima. Accanto ai personaggi fittizi ci sono... http://bit.ly/1qNsY0v
Come vi dicevo prima della trama, questo libro è diverso. L’ho scovato sul tavolone ‘Novità e Proposte’ della biblioteca in uno dei giri durante una pausa dallo studio. Grazie al mio umore “allegro” del periodo di esami, il titolo mi ha attirata. Poi ho letto la trama e, umore o no, ho deciso che lo dovevo leggere. Come argomenti mi ricordava molto ‘É già sera, tutto è finito’ di Tersite Rossi (potete trovare qualche informazione in più qui) un libro che ho amato. Un romanzo-inchiesta incentrato sulle bombe del ‘92-’93.
Ma torniamo al libro dal titolo allegro. Comincia con la Strage di Bologna, vissuta molto da vicino. I primi capitoli sono da brividi, poi sale un po’ lo schifo. Non per come è scritto o per come è sviluppata la storia, ma per quello che racconta. Inizialmente si fa un po’ fatica a ricordare i nomi, sono parecchi e tutti introdotti nelle prime pagine. Si tratta di un romanzo, ok, ma io non sono stata in grado di distinguere il confine tra realtà e invenzione. L’impulso è quello di continuare a cercare informazioni in internet per capirne di più, per scoprire qualcosa di più. Poi scopri che, chiaramente, i nomi sono tutti inventati. Ho come l’impressione che dentro ci sia più verità di quanto si colga a una lettura superficiale. Mascherata, romanzata – ovviamente – ma i fatti sono reali. Le bombe, l’attentato a Papa Wojtyla, la P2.