Quando tutti mentono o indossano una maschera, la verità sembra una meta irraggiungibile. Ma a volte è sufficiente il passo falso di uno solo per svelarla. È questa l’unica certezza del commissario Ernesto Campos, un ex avvocato di origini spagnole, anima inquieta in una città abbagliante di false speranze. Nelle vie centrali di Milano si lavora fino a tardi. E in un grigio venerdì sera, mentre la pioggia cade dura e incessante, il noto pubblicitario Marcello Luccioli viene assassinato nella sua agenzia. Viaggi in giro per il mondo, palco alla Scala, ragazze bellissime, un’affascinante ex moglie dell’alta borghesia milanese... Una volta morto, però, ricchezza e successo non contano più niente, e i trofei ricevuti per la brillante carriera smettono di luccicare, anzi, possono perfino diventare l’arma del delitto. E in un ambiente popolato da professionisti della dissimulazione, anche la vittima può rivelarsi un acrobata del falso. In questo tempio dell’interesse personale, del lusso e dell’avidità, Ernesto Campos è paradossalmente a suo agio, perché i tormenti degli altri pesano sempre meno dei propri. Ma la notte, quando il caos si ferma, per il commissario arriva il momento di fare i conti con se stesso, e con il ricordo di quell’istante che gli ha cambiato la vita per sempre. Antonio Steffenoni ci conduce con abilità e ironia nel soffocante e frenetico mondo della pubblicità, mettendo in scena un intelligente gioco delle parti in cui sesso, vizi e bugie la fanno da padroni. È l’anima di Milano, è l’anima di tutti.
UN DELITTO MOLTO MILANESE Un poliziesco scritto da un autore che probabilmente non amava Milano, con un protagonista (italo spagnolo come l'autore) che alterna momenti di disincanto ad altri di vera e propria angoscia. D'altra parte, la trama è ben congegnata, i personaggi sono descritti in profondità e il lettore è coinvolto dall'ambiente. Questa capacità descrittiva diventa però il principale difetto del romanzo: la città è costantemente piovosa, buia, fredda, umida, l'atmosfera psicologica è sempre cupa: invidia, ambizione e sensi di colpa sono i motori portanti delle azioni, accanto ai soliti sesso, soldi e successo. La soluzione dà un senso di liberazione, non solo per la soluzione dell'enigma ma anche perché si può finalmente lasciare Milano e il suo clima invernale (nonostante si svolga tra aprile e maggio). L'autore è morto nel 2017 ed era un profondo conoscitore di letteratura (come emerge in alcuni particolari), nonché autore di libri più solari di questo (quale ad esempio, per restare sul commissario Ernesto Campos "Meglio andare lontano ")
Non ho ancora terminato la lettura del libro ma mi dà molto fastidio il modo in cui tutti i personaggi femminili legati all'indagine vengano descritti attraverso lo sguardo maschile: trovo che le descrizioni fondate, quasi esclusivamente, sull'estetica delle indiziate e sulla lunghezza delle loro gambe/la prosperosità dei loro seni che direttamente condizionano l'opinione che di loro hanno Campos e Pazzi e il modo in cui le trattano sia squallida.