Il maltempo, blocca cinque uomini in un piccolo albergo baita, in prossimità del Monte Grappa. Ci sono il gestore Roberto, il giovane aiutante Gabriele, Giulio il cugino che Roberto non vedeva da sedici anni, il Vecio del paese e infine Paolo, un turista avventato di Padova. Due cittadini e tre montanari, si sentono a disagio tra loro, tanto che i primi approcci di conversazione non sembrano amichevoli, forse per la convivenza forzata dovuta dalla tormenta che fuori si sta scatenando. Giulio ha fatto visita al cugino con lo scopo di riportarlo a casa, la richiesta arriva da sua zia e madre di Roberto. Gli eventi però cambieranno i suoi intenti. Visto che nessuno può andare dove vorrebbe, il Vecio inizia a raccontare una storia ambientata dopo la Grande Guerra, protagonista un'altra tormenta, durante la quale venne ritrovato il corpo di un uomo conosciuto come amico di Musolini. Inizialmente gli ospiti sono annoiati, non credono che la storia sia vera, ma con il procedere del racconto, sono incuriositi e vogliono sapere cosa accadde.
La storia raccontata dal Vecio, è il vero contenuto del libro, anche se serve ai protagonisti bloccati in albergo a confrontarsi e a capire qualcosa di più sulle loro vite. Il personaggio più maturo non è l'anziano narratore, ma il giovane Gabriele, questo particolare mi è sembrato forzato. L'autore questa volta non mi ha coinvolto molto.