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Antropometria

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Antropometria: misurazione dell'essere umano, del corpo e delle sue componenti; ma anche, come suggerisce Paolo Zardi, misurazione di esistenze, di relazioni, di micro mondi dentro cui ogni suo racconto si muove per coglierne le fratture, i cambiamenti, le trasformazioni inattese. È l'evento inaspettato il fulcro attorno al quale ciascun personaggio tenta di riscrivere i contorni della propria vita e dei propri rapporti: una donna accecata dall'odio quando improvvisamente si scopre affetta da una malattia rarissima, un'improvvisa richiesta d'aiuto che pone due cugini di fronte ad una scelta impensabile, una donna avanti negli anni che scopre un amore imprevisto, un padre che, suo malgrado, capisce cosa significa essere madre. Vite, accenni, spaccati, desideri accomunati tutti da piccoli o definitivi cedimenti. Con uno stile ed uno sguardo che qualificano un personalissimo verismo massimalista, Paolo Zardi costruisce storie in cui qualcosa "improvvisamente" salta, si altera, deflagra.

173 pages, Paperback

First published June 5, 2012

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About the author

Paolo Zardi

27 books23 followers
Paolo Zardi è nato a Padova nel 1970. Ingegnere suo malgrado, è felicemente sposato e ha due figli. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati su riviste e quotidiani; il racconto “Un silenzio che non è assoluto” è presente nell’antologia Giovani cosmetici (Sartorio, 2008) curata da Giulia Belloni. Cura diversi blog, scrive solo in treno, durante i viaggi di lavoro, ascoltando musica di ogni genere, e quando scrive usa Open Office, carattere tahoma 10, giustificato, interlinea 1.

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Profile Image for Marica.
415 reviews212 followers
August 21, 2024
Racconti elettrici

Viaggiare è un’occasione eccellente per guardarsi intorno ed alimenta conoscenza e fantasia: quello che non è evidente, siamo liberi di elaborarlo a nostro piacere. I mezzi pubblici sono spazi condivisi e, mentre cerco di dormire, mi succede spesso di ascoltare conversazioni sorprendenti.
Paolo Zardi di lavoro fa l’ingegnere. Durante le trasferte di lavoro, oltre a osservare il panorama umano, occupa i tempi morti scrivendo racconti.

Conversazioni ascoltate di sfuggita, fatti di cronaca, trafiletti di quotidiano vengono trasfigurati in racconti contemporanei, cinetici, sessuali, grotteschi e tragici.
Particolarmente riusciti mi sembrano i racconti che parlano di persone divise fra il lavoro e la famiglia, con difficoltà di armonizzazione: una donna sfinita dal lavoro informatico presso il cliente e il marito che vorrebbe trascorrere una serata romantica; l’ingegnere in carriera perseguitato dal responsabile del personale, secondo il quale non dovrebbe occuparsi della moglie in depressione post partum, pena licenziamento.

Le immagini vengono costruite per definizione progressiva, ma l’effetto non è ridondante, piuttosto quello della messa a fuoco, un po’ alla Joan Didion.
I racconti sono disturbanti, specchio di un mondo non empatico e sono scritti con notevole talento.
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