A mio parere, D&S è la prova che le saghe diventano sempre più appassionanti libro dopo libro. Se con Ivy&ruins avevamo avuto un’introduzione alle trame di questo mondo, conoscendo le corti, la Leannan Sith e gli intrecci fra i vari personaggi, in Darkness and Starlight l’autrice ci permette di scendere a un livello ancora più profondo della storia.
Ma parliamo ora dei personaggi, dei miei due preferiti! Killian, che a una prima occhiata mi era sembrato insopportabile, in D&S cresce e la sua evoluzione e maturazione sono stati capaci di renderlo tridimensionale, maturo e coraggioso (che abbia poi un posticino tra i miei preferiti è un altro paio di maniche). Vorrei spendere due parole anche per Evans, che alla fine di I&R lasciamo con il cuore rotto e che, all’inizio di questo secondo libro, ci appare fredda, distante e insensibile, ma la sua è solo una corazza che l’aiuta a nascondere ciò che sente davvero: la sofferenza che la accompagna e che nemmeno Caleb (ti tengo d’occhio) riesce a placare.
Se c’è una cosa che mi aspetto nei fantasy romance è una storia d’amore credibile, e l’autrice riesce a intessere tutta una serie di intrighi romantici tra i protagonisti e i loro compagni, capaci(e colpevoli) di avermi fatto divorare il romanzo (sorry not sorry, sono cresciuta a pane e beautiful). Perciò, qui abbiamo ben due triangoli: Evans, Dark (altro personaggio che io ho AMATO) e Caleb. Il loro rapporto non si sviluppa come un vero e proprio triangolo (Evans è decisa, e sa bene chi vuole), ma cresce in maniera matura e per niente urticante. E poi c’è Everan, in questo libro sempre più confuso, costretto a scendere a patti con la cruda realtà del Ceangal (il legame Fae delle anime gemelle), Sylvain, che in questo libro raggiunge dei picchi di freddezza e autorità impressionanti, e Killian.
Entrambi i triangoli riescono a risultare perfettamente credibili, per via della natura umana (o quasi) dei protagonisti, che cercano di destreggiarsi all’interno delle corti e degli intrighi fae per come riescono (in ballo non ci sono solo alleanze ma il benessere del loro cuore). Le azioni che compiono e le scelte che prendono, però, non sono sempre le più giuste, ma non dico altro.
Ho apprezzato anche tanto la costruzione della Leannan Sith, colei che “dovrebbe” essere il nemico. È subdola al punto giunto, eppure ogni sua frase sembra celare qualcosa di indefinito sul suo passato, una verità e una sofferenza che non vuole confessare perché brucia ancora, ardentemente quasi, nel suo essere. Credo sia ormai palese che non sia lei il “vero antagonista” , ma qualcun altro. Qualcuno che si nasconde nell’ombra e nell’oscurità e non vedo l’ora di riaffiorare in superficie 👀
E niente, dopo rivelazioni scioccanti (Sì, Iron, sto pensando a te) e finali illegali (ALEKSANDR, HELP) sono qui, seduta, ad attendere il terzo libro della saga!!