Esiste un libriccino sconosciuto ai più, uno strano miscuglio tra due grandi opere dell’Ottocento. Lo specchio attraversò Alice di Luigi de Carolis è un sogno ingarbugliato, un’opera che mescola Carroll e Poe. Ma è molto più di un semplice esercizio di stile. Sembra un’opera esoterica, un manuale iniziatico, un volumetto per scoprire come viaggiare nel tempo. E poi: de Carolis è esistito davvero? O è solo lo pseudonimo di uno scrittore boemo, o ancora quello di un beatnik che ha truffato mezza California?
Reg Mastice costruisce un enigma ben congegnato che si snoda dall’Ottocento ai giorni nostri, da Londra a Venezia al Mount Lee. A partire dal misterioso libro di de Carolis, interamente riportato, si trovano qui raccolti i testi di chi ha provato a risolverne i misteri e le incongruenze. Sempre che tutto ciò esista davvero da questa parte dello specchio.
Quando ho iniziato a leggere “Lo specchio attraversò Alice” di Reg Mastice, mi aspettavo ovviamente di immergermi in un mondo folle e meraviglioso, ma nulla avrebbe potuto prepararmi alla visionarietà strabiliante, all’originalità che mi avrebbe catturato ad ogni pagina e ogni intricata elaborazione grafica di questo libro. È una sinfonia di follia e meraviglia che mi ha lasciata con un senso di smarrimento e ammaliamento non indifferente, una drøga composta dalle parole e dalle stranezze, un libro davvero unico nel suo genere.
“Lo specchio attraversò Alice” di Mastice è un’esperienza unica, un viaggio nei recessi dell’inesplorato letterario e sinceramente confesso che faccio fatica quasi a parlarne, poiché mi ha lasciata veramente senza parole. Ma procediamo con calma. Quest’opera ci introduce al misterioso libro ”Lo specchio attraversò Alice” di Luigi De Carolis, autore avvolto nell’ombra di cui sappiamo appena qualche frammento. Il titolo di De Carolis si presenta come un’opera deliberatamente ispirata ad “Alice nel paese delle meraviglie” di Carroll, ma ci immerge in un’atmosfera molto più cruenta, grottesca e orrorifica di quanto avremmo mai potuto immaginare. La lettura di questo misterioso tomo di De Carolis si rivela super affascinante, con grafiche dal sapore gotico e vittoriano e una trama enigmatica e intrisa di segreti…
Dopo aver letto questo particolare titolo, inizia un'autentica indagine. Chi era realmente Luigi De Carolis? Forse uno pseudonimo di Lovecraft, folgorato dall'ossessione per Carroll? Dopo tutto, potrebbe anche essere il creatore di un'opera così visionaria e cruenta allo stesso tempo. O forse era un altro autore, altrettanto misterioso e folle? Vari nomi risuonano durante la lettura,ma il velo di mistero si addensa sempre di più, avvolgendo chiunque legga in una trama intricata di domande e risposte. La lettura si snoda attraverso documenti di giornale, disegni di bambini avvelenati nella bassa modenese (pare che un'isteria abbia colpito 60 bambini simultaneamente, seguita da strani disegni...)screen di pagine web di aste di libri vintage, lettere che trasudano follia e un'atmosfera avvolta nel mistero.
Ogni istante in cui mi abbandonavo alle pagine di "Lo specchio attraversò Alice" di Reg Mastice, mi trovavo immersa in un vortice di confusione e, al contempo, rimanevo affascinata dalla genialità di questa storia. L'abilità di Mastice nell'impaginare, scrivere e disegnare le grafiche di questo capolavoro non poteva che suscitare ammirazione in me, io ho studiato grafica e di conseguenza trovo che questo volume sia una vera opera d’arte. Moscabianca è nota per titoli meravigliosi, in questo caso hanno superato ogni aspettativa, regalandoci un libro davvero superlativo che mi ha ossessionata fino all’ultima pagina! "Lo specchio attraversò Alice" si rivela un rifugio perfetto per chi come me ama il genere gotico, con citazioni a Poe, alle sorelle Brontë, Aleister Crowley, Carlo H de Medici, Ambrose Bierce,Dion Fortune e una miriade di altri nomi. Ma è anche una scoperta per chi ama il cinema, poiché cita anche Nosferatu e Metropolis, per esempio. In sintesi, questa gemma letteraria si presenta come una sorgente ricca di informazioni, un tributo alla letteratura gotica e weird, un inno alla bellezza e alla stranezza. Lo stile di scrittura si dimostra ammaliante, poiché trascina chiunque nelle profondità più oscure della nostra mente.
Leggere questo libro è come attraversare uno specchio, un'esperienza che svela una realtà capovolta ma stranamente familiare, ricca di oscurità e misteri avvincenti. Un titolo che parla anche di alchimia,di occultismo e di esoterismo in modo unico e singolare, inducendo a dubitare del proprio io interiore, poiché ci trascina totalmente nella sua presa. Posso garantire che pochi libri sono riusciti a suscitare un effetto così intenso in me. Questo titolo é un'esperienza quasi cinematografica, un viaggio sensoriale unico nel suo genere e che consiglio assolutamente di recuperare, credetemi che non ve ne pentirete. Se dopo averlo letto iniziate a vedere bava di lumaca ovunque e delle suore iniziano a pedinarvi, non preoccupatevi, é tutto normale!
Tutto quello che c'è di mistico, esoterico, impossibile, nonsense nei libri che qualcuno ha amato. E quando dico tutto intendo tutto. Un gioco di incastri e menzogne che capace di cullare qualsiasi tipo di lettore e io in questa storia mi sono spaventata, eppure ho anche riso.
La sensazione è quella di un labirinto. Si entra da una parte ma non si sa da dove uscire, quale strada prendere, si passa davanti agli stessi punti di riferimento con stupore o con angoscia, e se uno ci ripensa e si guarda indietro probabilmente è già troppo tardi.
Finalmente l'unica opera di Luigi de Carolis torna nelle libreria in un'edizione illustrata ricca di approfondimenti. Il libello è tuttavia solo l'ingresso del labirinto, mentre gli articoli e i reperti che compongono la maggior parte del volume sono i suoi corridoi.
"Lo specchio attraversò Alice" è uno di quei libri in cui la sospensione dell'incredulità, come fosse una membrana che separa il reale dal fittizio, viene perforata da tanti piccoli aghi sottili, che colpiscono indolori. Così notizie di questo mondo confluiscono nell'altro e viceversa, e in alcuni punti diventano miscuglio, diventano composto ormai indiscernibile.
Reg Mastice assembla un pastiche che è sia testuale che grafico. Il suo insopportabile non-prendersi-sul-serio fa da contrappunto a un'indagine che invece pare credibilissima. Come se gli inchiostri trasudassero fumi oppiacei, la percezione del reale di chi legge viene costantemente messa alla prova.
Moscabianca confeziona un'opera indimenticabile, nel più spregevole senso del termine. Un libro-untore, un libro-iniziazione. Le pagine diventano spire che avvolgono e pungono, e alla fine della lettura non si potrà fare a meno di tornare indietro, di cercare qualcosa che ci è sfuggito, di chiederci se non è tutto un sogno e possiamo semplicemente spalancare con forza le palpebre e lasciarcelo alle spalle.
Ne ho lette di cose strane, ma questa le batte davvero tutte: un oggetto narrativo multiforme e non identificato, scritto da un autore anch'esso non meglio identificato, che raccoglie la ristampa anastatica di un romanzo ottocentesco non identificabile (e forse nemmeno esistente, almeno da questa parte dello specchio) più vari saggi brevi che dovrebbero aiutarci a decodificare le sue innumerevoli ed esoteriche chiavi di lettura, nonché le numerose connessioni con altre opere ed altri autori ad esso legati (o forse si tratta di un unico autore sotto pseudonimo? Carroll? Lovecraft? Non ci è dato saperlo), il tutto accompagnato da un apparato iconografico da urlo, fatto di illustrazioni d'epoca, ex-libris in pieno stile tardogotico-vittoriano, presunti ritratti fotografici di scrittori maledetti, wunderkammer piene di cose stravaganti e inquietanti, riproduzioni di improbabili quadri seicenteschi in cui suore accudiscono uccelli antropomorfi, copertine di libri inesistenti (ma, a complicare il tutto, ho visto che almeno uno di questi libri, "La barriera magnetica" di tale G. B. Ferlini, esiste eccome, sennò era troppo facile!). I contenuti? Dunque, il romanzo in oggetto è una specie di "enigma della stanza chiusa" a metà fra Lewis Carroll e il Poe dei "Delitti della Rue Morgue", i saggi trattano, fra l'altro, della possibilità che le lumache riescano a viaggiare nel tempo (e, ovviamente, la loro bava ha un ruolo nell'intercettare le falle nel continuum spazio-temporale) e dell'esistenza di una società iniziatica basata sul culto del Dodo (sì, proprio lui, l'uccello goffo e incapace di volare estintosi ormai secoli fa). Non credo ci sia molto altro da aggiungere, se non che il tutto è tremendamente incomprensibile, ma anche maledettamente irresistibile.
Quale mistero quindi si cela fra le pagine di “Lo specchio attraversò Alice” e chi è veramente Luigi de Carolis?
Queste sono le domande che aleggiano su tutto questo ricco volume che racchiude non solo una ristampa completa del testo originale ma anche un succosissimo compendio di articoli scritti da critici, appassionati e studiosi che si sono dedicati proprio alla ricerca di queste risposte.
Ma mettiamo subito le carte in tavola: niente di quello che state leggendo è vero. Questo splendido volume edito per Moscabianca Edizioni è come una matrioska di pseudobiblion in cui niente è reale ma tutto è realistico, per quanto folle.
La bravura dell’autore infatti è stata proprio quella di ricreare articoli e testimonianze, ognuno con una propria voce e stile, che fondono sapientemente realtà e finzione: innumerevoli volte mi sono trovata a cercare nomi e luoghi su google, così come ho ardentemente desiderato poter leggere ogni libro citato nel testo (peccato che non esistano 🥲)
In questo mix di teorie del complotto, salti nel tempo (reali e metaforici), controcultura, oscuri segreti e viaggi iniziatici sarà facile scivolare velocemente al di là dello specchio, dove tutto è molto più che reale, dove le ombre si muovono sinuose quando volti loro le spalle..
Devo dire che l’idea generale del volume mi ha fortemente entusiasmata, così come la realizzazione grafica che è incredibile. Forse mi aspettavo un maggior “svisceramento” dei significati esoterici del testo di de Carolis, o comunque che qualcuno cercasse almeno di interpretarne il significato, cosa che invece non accade. Certo è che il non detto lascia in bel alone di mistero..
Per chiunque ama le storie strane, gli pseudobiblion e non ha paura ne del buio ne delle lumache, “Lo specchio attraversò Alice” sarà sicuramente un volume che saprà conquistare il vostro cuore e i vostri sogni più oscuri..