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Confessioni di un giovane romanziere

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Umberto Eco ha pubblicato il suo primo romanzo, Il nome della rosa, nel 1980, quando aveva 48 anni. In queste “confessioni”, nate in occasione delle Richard Ellmann Lectures nel 2008 – un prestigioso ciclo di conferenze tenuto per la Emory University ad Atlanta – ha alle spalle una lunghissima carriera di studioso, ma una carriera di narratore di “soli” ventotto anni: “pertanto mi considero un romanziere molto giovane,” dice in apertura del volume, “e, spero, promettente, che ha sinora pubblicato solo cinque romanzi e molti altri ne pubblicherà nei prossimi cinquant’anni.” In Italia La nave di Teseo pubblica ora per la prima volta questo libro, continuando ad approfondire l’autobiografia intellettuale di Eco, sotto altri aspetti (quelli legati alla filosofia) raccontata nel volume La filosofia di Umberto Eco. Qui l’attenzione è portata sul rapporto tra Eco e la scrittura. Il lettore trova così il racconto di come Eco ha iniziato a scrivere, fin dai quaderni della scuola, con gli inizi di romanzi poi incompiuti; la descrizione di come ha costruito i suoi complessi universi narrativi; il suo sguardo consapevole sul rapporto fra invenzioni romanzesche e teoria narrativa; e poi le sue grandi ossessioni, come la passione per elenchi e liste. A distanza di anni dalla sua pubblicazione originaria negli Stati Uniti, esce tradotto anche in Italia uno dei libri più personali di Eco – l’unico in cui racconta il suo processo creativo di narratore.

224 pages, Hardcover

Published October 31, 2023

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About the author

Umberto Eco

947 books11.9k followers
Umberto Eco was an Italian medievalist, philosopher, semiotician, novelist, cultural critic, and political and social commentator. In English, he is best known for his popular 1980 novel The Name of the Rose, a historical mystery combining semiotics in fiction with biblical analysis, medieval studies and literary theory, as well as Foucault's Pendulum, his 1988 novel which touches on similar themes.

Eco wrote prolifically throughout his life, with his output including children's books, translations from French and English, in addition to a twice-monthly newspaper column "La Bustina di Minerva" (Minerva's Matchbook) in the magazine L'Espresso beginning in 1985, with his last column (a critical appraisal of the Romantic paintings of Francesco Hayez) appearing 27 January 2016. At the time of his death, he was an Emeritus professor at the University of Bologna, where he taught for much of his life. In the 21st century, he has continued to gain recognition for his 1995 essay "Ur-Fascism", where Eco lists fourteen general properties he believes comprise fascist ideologies.

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Chiara F..
590 reviews47 followers
June 22, 2024
Mi aspettavo un resoconto stile Bianca Pitzorno “Donna con libro. Autoritratto delle mie letture” mentre invece si è rivelata una lectio magistralis su autore, testo e interpreti e sulle liste presenti nei principali romanzi di Eco.

Poco appetibile ai profani.
Profile Image for Manfredi Mori.
42 reviews
February 1, 2024
Il libro di cui non si sentiva alcun bisogno. Se siete interessati alla scrittura sotto il profilo tecnico o narrativo non comprate questo libro. Se la vostra speranza è quella di avere uno spaccato inedito sulle tecniche di scrittura o i processi creativi dell'autore non comprate questo libro.
Gli unici capitoli leggibili sono il primo e il secondo ma sono così intrisi di supponenza e così poveri di contenuti davvero utili o interessanti da risultare spiacevoli.

A quanto pare Eco ha scritto i suoi romanzi senza sforzo alcuno e i riferimenti letterari che hanno concorso allo sviluppo di certe idee o alla scelta di certi nomi sono stati assimilati "inconsciamente".
A tratti sembra di leggere la giustificazione, a posteriori e sempre ex cattedra, a vecchie accuse di plagio fatte a mezza bocca da traduttori, colleghi scrittori e lettori.
Sullo sfondo di questa inutile trattazione c'è un irricevibile giudizio culturale nei confronti del suo pubblico, a volte colorito con veri e propri insulti: "... questo episodio, come il più ottuso dei miei lettori può facilmente intuire, é interamente composto da citazioni del Cantico dei Cantici e di mistici medievali".

Il terzo capitolo é una supercazzola dal titolo "Alcune osservazioni sui personaggi immaginari" in cui l'autore commenta il cordoglio di alcuni lettori per Anna Karenina usando classificazione superflue e verbose come ontologia e semiotica e senza nemmeno identificare un perché originale o partorire una tesi significativa. Inutile e manieristico.

Nelle prime pagine Eco scrive che l'unica cosa che viene scritta per sé stessi è la lista della spesa (e poi la si butta via), e il quarto capitolo "Le mie liste" é interamente dedicato all'esegesi della lista (intesa come elenco di parole). Sicuramente questo è un testo scritto da Eco per Eco e nel suo bel cassetto sarebbe dovuto rimanere.

Ci vuole coraggio a dare questo titolo a un libro che del momoir non ha assolutamente nulla.
Profile Image for Michele Sette.
41 reviews3 followers
March 10, 2024
"Confessioni": è da questo termine che prende spunto il titolo del libro; si tratta della traduzione di interventi in conferenze tenute da Eco ad Atlanta nel 2008 e ritengo che sia una scelta azzeccata non tanto per i contenuti (tutt'altro che segreti, come dovrebbero invece essere gli argomenti "confessati") quanto per la riconoscibilità del tratto con cui il Professore affrontava il suo uditorio. Sempre tra il serio ed il faceto, con una calcata immodestia che sfumava nell'autoironia ed una pantagruelica erudizione che non poteva non lasciare indifferente chi ascoltava: questo è il "segno verbale" di Eco ancora rintracciabile, oggi, leggendo queste quattro lezioni americane. Forse, ancor meglio di "confessioni" (che pure è la traduzione dell'originale confessions), questa raccolta avrebbe potuto intitolarsi "ritratto" ma ben comprendo che le parafrasi di Dylan Thomas (ed al suo "Ritratto dell'artista da giovane cane") e di Joyce del "Ritratto dell'artista da giovane" non potevano più di tanto ingaggiare Eco, maggiormente a suo agio con il piacevolissimo confronto con Shakespeare: "...e spero che Shakespeare sarebbe stato orgoglioso di trovare il suo nome associato al mio." (pag. 62 di questo godibile, prima ancora che interessante, lavoro).
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