Cosa regola i corpi che siamo? Le spinte che esercitiamo gli uni sugli altri, le attrazioni, le prevaricazioni? Quale la sostanza delle nostre emozioni? Paolo Zardi elegge la letteratura quale disciplina che meglio racconta la complessità delle scelte che definiscono ogni vita, perché capace di indagarne le dinamiche nascoste e imprevedibili. Le pagine de «La meccanica dei corpi» abitano queste forze e lo fanno in modo inatteso. Una ragazza lavora nella grande città, decisa a smarcarsi dalle origini di provincia. Un uomo che ha raggiunto lo status agognato, decide che alla sua vita manca qualcosa. Un vecchio alla fine dei suoi giorni è visitato dai fantasmi del passato, riceve fax in bianco e telefonate di nessuno. Una donna vede suo marito trasformarsi in uno sconosciuto. Due amici, durante una cena casalinga, attraversano il tempo. Cinque storie che, in un misto di garbo e sfrontatezza, colgono il rumore che gli esseri umani fanno nel loro incessante esistere: una sinfonia di desideri, speranze, attese, di inneschi improvvisi che riscrivono la partitura iniziale.
Paolo Zardi è nato a Padova nel 1970. Ingegnere suo malgrado, è felicemente sposato e ha due figli. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati su riviste e quotidiani; il racconto “Un silenzio che non è assoluto” è presente nell’antologia Giovani cosmetici (Sartorio, 2008) curata da Giulia Belloni. Cura diversi blog, scrive solo in treno, durante i viaggi di lavoro, ascoltando musica di ogni genere, e quando scrive usa Open Office, carattere tahoma 10, giustificato, interlinea 1.
L’era della dignità borghese Giornalismo d’assalto e sensazionalismo con tragiche conseguenze (la trattazione delle conseguenze forse in un prossimo racconto)
Fantasmi Non ci credo; dai, messa così potrebbe anche essere.. macché, è solo uno che ama i cani.
Non passa invano il tempo Un briao che osserva un presepe e gli pare di veder le statuette muoversi
Il risveglio Ad un certo punto c’è un fiumiciattolo che si riempie a causa dello svuotamento di una diga e trascina a valle qualsiasi cosa incontri sul proprio cammino. Quando si asciugherà mostrerà Le carcasse rinsecchite di animali morti chissà quando – topi, caprette, forse dei cani, un cervo dal palco maestoso Zardi quando scrive fa la stessa cosa
Il Signor Bovary E’ il racconto che ho preferito. Se lo leggerete non fate il parallelo con le prime quaranta pagine di “Domani nella battaglia pensa a me” sono due battaglie diverse, questa in confronto è la battaglia delle arance di Ivrea. Ad ogni modo sarà un carnevale tragico
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Il tratto che accomuna i racconti è l’eccesso. In ognuno di essi c’è un’esagerazione di cui vien da chiedersi il motivo. Spesso l’esagerazione è sessuale, ma non è solo quella, è un’esagerazione complessiva, da alveo che viene svuotato e trascina qualsiasi cosa a valle. L’ironia per me vale una stella, per l’ironia intelligente arrivo a due. I racconti di Zardi sono irony free, nonostante ciò il libro, quando non eccede, si fa leggere volentieri. Ho apprezzato molto il cameo all’interno dell’ultimo racconto: L’attimo prima della fine, quando si dovrebbe veder scorrere davanti agli occhi la propria vita, si era espanso fino a occupare le ultime ore. L’odore del brodo all’asilo, la gonna grigia della maestra, la cucina spoglia del suo migliore amico, la sigla di dolce Remì, piccolo come sei, le foto di Carmen Russo su un vecchio numero di Panorama... Scommetterei che questo è lui da piccolo.. perché non accontentarlo e tornare laggiù? https://www.youtube.com/watch?v=iRYkK... Panorama non l’ho trovato, a meno che non si voglia considerare panorama la vista dal balcone di Penthouse https://www.ebay.it/itm/295917857221
Paolo Zardi è tra i migliori autori italiani contemporanei, per me in assoluto il miglior scrittore di racconti. Questa raccolta contiene un racconto che si intitola "Il signor Bovary", uscito una dozzina di anni fa per Intermezzi Editore, oggi finalmente ripubblicato. In sintesi: a mio avviso è il miglior racconto del migliore autore di racconti che abbiamo in Italia.
La meccanica dei corpi di Paolo Zardi (Neo edizioni) è una raccolta di racconti che ho divorato. Appena Neo ha annunciato la pubblicazione, non ho pensato ad altro. Ho amato alla follia Il giorno che diventammo umani (LEGGI QUI la mia recensione) e mi sono accostata a questo nuovo libro con un po' di timore e con impazienza. Lo avrei amato come le altre raccolte? Non voglio tenervi sulle spine quindi sì, anche se niente può battere Il giorno che diventammo umani, ne La meccanica dei corpi ho ritrovato alcune atmosfere.
La meccanica dei corpi è composto da cinque racconti che avrei voluto centellinare e invece sono qui, già a chiedermi: Quando uscirà il prossimo? Non voglio raccontarvi la trama di ogni singolo racconto, non avrebbe senso. Quello che però posso dirvi è che il libro è costruito in crescendo, se L'era della dignità borghese mi ha lasciato un po' tiepida (temevo che Zardi si fosse ammorbidito un po' troppo), i successivi mi hanno convinto e diciamolo, anche un po' scosso.
Una raccolta di racconti moderna e piena di respiro e umanità. Zardi mischia le carte, unisce la fantasia inspiegabile alla più cruda realtà dando forma a un dedalo umano, il cui elemento comune è il trascorrere, lento e inesorabile, della vita sui corpi spesso impotenti dei suoi protagonisti.
Consigliato a chi vuole leggere narrativa di qualità ma non riesce a trovare il tempo per un romanzo.
A dispetto degli editori che scelgono di non pubblicare racconti, in pochi mesi io ho letto già tre raccolte stupende. Una è La meccanica dei corpi di Paolo Zardi. Gli scrittori che nella vita sono altro mi incuriosiscono molto. Zardi è ingegnere elettronico, ma sarebbe scontato soffermarmi sulle scelte lessicali riconducibili al suo ambito di conoscenza specifica. A me colpisce proprio la sua scrittura. È di certo una scrittura attenta e in questo aspetto secondo me risiede una componente fondamentale della sua bellezza. Dico “attenta” perché racchiude connotazioni leggermente diverse che spaziano dal campo della concentrazione mentale alla cura meticolosa, attraverso la prudenza. Ma è una scrittura coinvolgente, davvero molto distante dallo scadere nella pedanteria, perché le parole scelte sono efficaci, le più efficaci. Questa indubbia capacità di Zardi, che io ho assimilato come il suo tratto distintivo, restituisce al lettore l’emozione di immagini non convenzionali. Ad esempio, forse perché sono freddolosa, mi si è fissato in testa il «freddo medievale» del racconto Il signor Bovary, quando il protagonista, dopo l’incontro con Orietta, l’addetta alle pulizie, esce dall’ufficio nella città imbiancata alle nove di sera. Percepisco in queste due sole parole tutta la desolazione di un’epoca in cui l’uomo era ancora incapace di ripararsi in modo efficace dal rigore invernale, ancora molto distante dal comfort conquistato dalla civiltà industriale. Zardi mi è rimasto nel cuore come l’autore che in due sole parole riesce a mettere un carico che può sembrare sproporzionato, se non fosse che le parole sono quelle giuste e lo reggono. Se è per questo lo fa anche con i personaggi, ponderati e riflessivi, ma nella loro inadeguatezza esistenziale al contrario mi sembrano più spesso vittime del loro passato. E la retrospezione nei ricordi dolci ma dolorosi di fronte alla sfuggevolezza della vita, emerge dalle pagine a travolgere anche chi legge.
E'uscito da pochissimo, il nuovo libro di Paolo Zardi intitolato LA MECCANICA DEI CORPI. Conosco già questo autore grazie alla lettura di IL GIORNO CHE DIVENTAMMO UMANI e LA GENTE NON ESISTE e in entrambi i lavori, ho avuto modo di apprezzare la capacità di descrivere alcuni spaccati di quotidianità, lasciando emergere le debolezze umane: nulla viene risparmiato, anche i sentimenti più reconditi e quelli di cui ci si vergogna.
LA MECCANICA DEI CORPI è costituito da cinque racconti di grande effetto. Nel primo L'ERA DELLA DIGNITà BORGHESE, una giornalista in crisi professionale, decide di rifugiarsi per qualche giorno a casa dei genitori nel paesello d'orgine. In RISVEGLI, un uomo muore per pochi istanti e poi ritorna a vivere: cosa ha visto e sentito mentre fluttuava in una dimensione evanescente? Nel racconto intitolato NON PASSA INVANO IL TEMPO, due persone si incontrano per caso dopo ventisei anni e discutono di viaggi nel tempo, speculando su un particolare momento molto importante nella storia del mondo. Il mio preferito in assoluto è stato il racconto intitolato Il signor Bovary. Il titolo stesso, suggerisce la direzione della trama, ma vi assicuro che questa storia ha delle sfaccettature profonde e drammatiche che non lasciano indifferenti.
Cinque storie intrise di vita e morte, raccontate con il consueto talento di Zardi. Da non perdere se ami i racconti suggestivi che lasciano spazio alla riflessione.
5 stelle non perché tutte e 5 le storie siano perfette o bellissime, ma perché Fantasmi (la seconda) mi ha fatto stare malissimo e riflettere parecchio su un tema di cui sono ossessionato. La scrittura di Zardi è una scrittura pulita che vuole essere provocatoria, ma non lo si può fare con il "garbo" (cit. quarta di copertina) del suo stile. Cioè che più mi ha lasciato è stato un senso di malinconia (eccetto per il primo racconto che è un cattivo, ma non crudele come poteva essere, e il terzo che invece è un divertente esercizio di stile). Comunque una bella raccolta
ho apprezzato molto lo stile di paolo zardi, un autore verso cui ho provato a lungo soggezione.
alcuni racconti sono spietati, con dei colpi di scena che non ti aspetti e una gestione sorprendente da parte dell’autore.
per la serie: tu pensi “e mò come te la cavi, paolozà?” …e lui se la cava!
giusto un paio di finali mi hanno lasciata perplessa (uno in particolare non l’ho capito), ma il resto della lettura prende così bene che pazienza per la perplessità, perché il viaggio è stato fico!
Amiche e amici, come state? Io così così. Sono appena stato in una di quelle officine per uomini dove vai e dici: «dottore, c’è qualcosa in me che non va?». Nell’attesa, ho letto, divorato La meccanica dei corpi di Paolo Zardi, una compilation di cinque racconti edita da Neo.
Come dico io, le persone non rispondono a logiche binarie, fatte di 1 e 0 e, ad ogni situazione, ciascuno può rispondere e reagire nel modo meno prevedibile. Per questo, dico, è sempre sbagliato figurarsi un solo scenario, “dare per scontato”, girare con “la verità in tasca”: tutto può essere.
Con una scrittura lucida e affilata, Paolo Zardi prova a scrutare l’imprevedibilità delle azioni e delle reazioni umane, portando il lettore in diorami noti per poi lasciarlo sbigottito davanti a scenari inattesi e ai loro sviluppi: una giovane copywriter di provincia che cerca di sopravvivere nella metropoli; un uomo solo, prossimo alla morte, riceve fantasmi e telefonate mute; due amici che a cena attraversano il tempo; una coppia che l’impensabile rende estranea; un borghese medio a cui non manca niente, sente mancargli qualcosa e…
Le variabili in gioco sono tante, troppe. E quasi mai la nostra esperienza personale ha valore statistico, tale da darci certezza che le situazioni possano considerarsi simili e sovrapponibili. I protagonisti di questi racconti, come i personaggi della vita, hanno reazioni inattese. Zardi, che nel racconto mi ricorda a tratti il buon Buzzati, non mette ordine, non dimostra: mostra. Non dà giudizi, lascia che sia il lettore a farlo, a giudicare sé stesso (come nel mio caso, dottore), a mettere in discussione il proprio modo di agire in rapporto con gli altri. Allo stesso modo, ciascuno di noi è invitato a non dare mai per scontate le dinamiche che attraversano la società e le relazioni tra le persone.
E se no, a cosa serve la scrittura? Mica è tutta questione di equilibratura e convergenza!
- [x] La meccanica dei corpi - Zardi - 7 - non può stupire il fatto che Zardi sia ingegnere: non solo il suo linguaggio analitico non spreca una parola, ed incide dialoghi e situazioni in quadri precisi ed essenziali ma descrive gli effetti, le conseguenze e le dinamiche che definiscono la vita di ciascuno di noi attraverso i rapporti, le scelte personali e del caso. Sono 5 racconti, il podio per la rivisitazione del concetto di fantasmi, persino commovente, per il risveglio da una morte che sprigiona vitalità ed infine per un travolgente ed inedito racconto di adulterio, passione, crudeltà, fato. Dinamica dell’anima
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