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Milano di merda

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All’epoca si era contro tutto e tutti, degli esiliati in rivoluzione con le proprie cellule, dei mostri abietti, freak di una comune sotterranea che esercitava lo sballo come stile di vita, ma è anche vero che quel senso, forse deforme, della libertà, non potrà mai più tornare in questa attuale Milano di merda.

Il protagonista si chiama Kresta, lavora come spazzino a cavallo di una motoscopa che pulisce i pavimenti della stazione Centrale di Milano. Il suo è un osservatorio sociale molto particolare per capire le trasformazioni della metropoli che si vanta di essere la capitale della moda e del design. Kresta spazza via l’immondizia e si lancia in un flusso di coscienza spietato e corrosivo di critica all’ambiente circostante, cercando di cogliere, molto al di là della sua superficie patinata, le contraddizioni e le ingiustizie che stanno facendo marcire dall’interno la città. Un giorno, tra un gruppetto di disperati infrattato in un angolo della stazione, gli sembra di vedere un vecchio amico con il quale aveva condiviso un assurdo ma avventuroso passato da tossicodipendente. Quando smonta dalla motoscopa per andarlo a salutare, l’amico è sparito. Sarà questa l’occasione per una ricerca, con risvolti grotteschi, che lo condurrà nei luoghi frequentati vent’anni prima e che lo porterà a riflettere sui cambiamenti avvenuti tra le vene urbane di una realtà che merda era e merda è rimasta. Cronache integralmente prese dalla realtà e trasformate in un romanzo di strada sull’eroina, sull’horror di una volta che si manifestava alla luce del giorno e sull’horror del presente così ben nascosto dietro i megaschermi con strilli e immagini di una decadente smart city.

Illustrazione di copertina Alessandro Amoruso

280 pages, Paperback

Published October 1, 2023

6 people want to read

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Alessandro Kresta Pedretta

2 books1 follower

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Naenia Miele.
Author 4 books38 followers
April 5, 2025
Capolavoro.
Ho amato ogni pagina e ho perso il conto delle cose che ho sottolineato.
Profile Image for Grazia Palmisano.
350 reviews9 followers
December 28, 2023
Il punto debole è il voler ficcare per forza nella vena del lettore la siringa. Il punto forte è portare il lettore in giro per Milano, quella vera, non patinata, quotidiana, reale. Avevo scelto di leggere questo libro per questo secondo aspetto. Da Burroughs ha preso il diventare stomacante, stancante e disgustoso nell'insistenza su particolari che, se descritti una volta possono essere realistici, ma la seconda terza e quarta e quinta, basta, il lettore ha il diritto di leggere senza essere strapazzato oltre un certo limite. In parte ragazzi delol zoo di Berlino, ma anche qui, una volta descritte le dinamiche e i meccanismi , basta, il lettore ha diritto a un poco di fiducia. È la stessa voce narrante che cita tanto Burroughs che i ragazzi dello zoo di Berlino . Ho letto entrambi e il parallelo ha un senso. Certamente il libro riesce a rendere la tetra tragica realtà delle giornate di un tossicodipendente, lo fa anche con rispetto umano e capacità ( eccessi, di cui prima, a parte)
Forse il difetto più grande del romanzo è la voce narrante. Spesso è proprio quella di Kresta, il protagonista, ma altrettanto spesso diventa quella dell'autore. Questo aspetto rovina parecchio la lettura. Non so se sia voluto o meno, ma nei punti in cui, invece di rimanere nel linguaggio e nella voce di Kresta, la narrazione vira verso lo sfoggio letterario, per così dire, il romanzo perde presa. Da cui forse la necessità di ripetere e ripetere concetti già sviscerati. Nel complesso, nonostante la fatica emotiva e di stomaco di molti passaggi, è una lettura persino valida. Anche per i parallelismi tra tossicodipendenti "classici" e gente comune che è comunque tossicodipendente in maniera "non classica". E, piccola nota finale, è insopportabile che uno scrittore usi "gli" riferito a una donna. Capisco sia errore ormai quasi diventato norma, ma è sbagliato e sbagliato e di nuovo sbagliato (ormai a furia di leggere ripetizioni, resto nella ripetizione). Se ti riferisci a Sara devi usare le, non gli. Fine.
18 reviews10 followers
April 14, 2024
Il Kresta degli anni novanta è descritto dal Pedretta dei nostri giorni.
Milano di Merda è un romanzo autobiografico in cui troviamo il Kresta drogato e il Pedretta pulito. Il primo, alla ricerca spasmodica della gnugna, e il secondo alla ricerca di Ivan, l’amico che gli ha fatto il primo buco. L'autore lo ha intravisto alla stazione di Milano dove lavora e ne ha perso le tracce; ha bisogno di parlarci per discutere di un aneddoto che risale ai giorni in cui si sballavano insieme, tra le vie della Milano di Merda.
Il romanzo è strutturato su due piani temporali distinti da due font: il corsivo della contemporaneità, dell’autore che ne è fuori, e lo stampato del passato.
Anche se si tratta della stessa persona, sembra che i protagonisti nel romanzo siano due. Il Kresta che ha conservato il ricordo dello sfacelo vissuto e l’autore di ora che lo trascrive, magnificamente. Arricchito di esperienze, di studi, di letture, di osservazione, il Pedretta regala al lettore descrizioni piene in cui la componente materica e sensoriale è abbinata a riflessione. Descrizioni da Fata Morgana, senza confine; indagini introspettive elaborate dentro e proiezioni di lerciume che mi hanno fatto sottolineare paragrafi su paragrafi.
Tra le altre cose, in questo romanzo ho apprezzato la mancanza di retorica: non c'è un momento in cui il Pedretta punta il dito e fa la morale al Kresta degli anni trascorsi. L’autore si limita a raccontare scenari, ognuno da midpoint. Non esiste un perché sopra gli altri che ha portato l'autore dall'altra parte del ponte e ha determinato il cambio del font.
Tutto ciò che entra nel campo visivo dell'autore, anche per pochi istanti, diventa protagonista. Un posto in primo piano c'è l'ha la città, ma anche i passanti, i compagni di disavventure, i poliziotti, i venditori ambulanti, i pusher, i pendolari, chi attende di fare una telefonata in una cabina telefonica, i liquami a terra in un bagno chimico, le vene sulle braccia, gli squallidi appartamenti, le madri di… le amanti di…
Non c'è una scena in cui il Kresta degli anni novanta si descrive fisicamente, ma sono molte le pagine in cui l'autore ci mostra il deperimento fisico e morale di chi come lui.
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