Rachele è solo una ragazzina quando nel 1939 vengono promulgate le leggi razziali e la sua vita di colpo cambia. Per lei, ebrea, niente più scuola, niente più amici e una paura strisciante che riempie le sue giornate. Per fortuna incontra un ragazzo che le dà la forza per affrontare i terribili cambiamenti che sconvolgono la sua esistenza. Vittorio ha appena quindici anni, eppure ha un coraggio sconfinato. Lavora, per volere del padre fascista, come uomo di fatica alla Pinacoteca di Brera, fianco a fianco con la direttrice Fernanda Wittgens, che aiuterà nella sua straordinaria missione. Due sono gli obiettivi di salvare dai bombardamenti e dalle razzie naziste le opere d'arte conservate nei musei milanesi e aiutare familiari, amici, ebrei e perseguitati a espatriare e mettersi in salvo. Un'impresa pericolosissima e che potrebbe costarle la vita. Ma a lei non importa. Un romanzo intenso e appassionante che racconta la storia di Fernanda Wittgens, la prima direttrice donna della Pinacoteca di Brera, che con coraggio ha sfidato il nazifascismo e ha salvato non solo opere di inestimabile valore, ma anche vite umane.
Laureata in Biologia e in Scienze della Comunicazione, ha frequentato il master in Comunicazione della Scienza «Rasoio di Occam» a Torino prima di essere assunta come informatore farmaceutico.
Coltiva da sempre la passione per la scrittura, le sue storie si ispirano ai racconti delle persone che incontra.Il suo esordio narrativo è con Sulla sedia sbagliata (Morellini, 2010). Un uso qualunque di te, il suo secondo romanzo, Giunti 2012, da marzo a maggio ha avuto 5 ristampe, ed è stato venduto in Spagna, Germania, Olanda, Bulgaria, Russia, Ungheria e Turchia. Il terzo romanzo di Sara, Non volare via, è pubblicato da Garzanti (maggio 2013) con grande successo.
Il suo ultimo romanzo Niente è come te, è anche pubblicato da Garzanti (settembre 2014) e continua la sua carriera di successo.
Mi è stato assegnato dalla scuola, la copertina e la trama del libro non ispirano per niente ma una volta iniziato a leggere ti stupisce,veramente molto bello
Una piccola digressione rispetto al tema natalizio, ma.. WOW! Era da un po sulla mia lista e l’hype era alto. Ma ben ripagato. La storia della direttrice della Pinacoteca di Brera la conoscevo dalle storie della buonanotte della Cavalli. Una donna forte, amante del suo lavoro e della giustizia. Da leggere!
"La donna che salvó la bellezza" di Sara Rattaro Pagine 288
Rachele è solo una ragazzina quando nel 1939 vengono promulgate le leggi razziali e la sua vita di colpo cambia. Per lei, ebrea, niente più scuola, niente più amici e una paura strisciante che riempie le sue giornate. Per fortuna incontra un ragazzo che le dà la forza per affrontare i terribili cambiamenti che sconvolgono la sua esistenza. Vittorio ha appena quindici anni, eppure ha un coraggio sconfinato. Lavora, per volere del padre fascista, come uomo di fatica alla Pinacoteca di Brera, fianco a fianco con la direttrice Fernanda Wittgens, che aiuterà nella sua straordinaria missione. Due sono gli obiettivi di Fernanda: salvare dai bombardamenti e dalle razzie naziste le opere d'arte conservate nei musei milanesi e aiutare familiari, amici, ebrei e perseguitati a espatriare e mettersi in salvo. Un'impresa pericolosissima e che potrebbe costarle la vita. Ma a lei non importa. Un romanzo intenso e appassionante che racconta la storia di Fernanda Wittgens, la prima direttrice donna della Pinacoteca di Brera, che con coraggio ha sfidato il nazifascismo e ha salvato non solo opere di inestimabile valore, ma anche vite umane.
Quella racchiusa tra queste pagine è storia di Fernanda Wittgens adattata a un pubblico di adolescenti. La narrazione si svolge a pov alterni e narra in maniera semplice e lineare il periodo del nazi-fascismo e delle deportazioni, la forza e la bontà di questa donna nel cercare di salvare quante più vite possibile. Il primo pov è proprio quello di Fernanda, personaggio che ho amato incondizionatamente per la sua forza e la sua tenacia. Il secondo, invece, è quello di Rachele una ragazzina ebrea che pian piano si vede togliere tutto. Al centro, a fare da collante tra le due, Vittorio. Ecco, mentirei se dicessi che Vittorio non è stato il mio preferito. Tuttavia il suo essere il punto di congiunzione è molto cliché, figuratevi se il figlio di un fascista non si innamorava della ragazzina ebrea. È una cosa che onestamente mi ha fatto storcere un pò il naso per il suo essere trita e ritrita. Il libro è targato 11+ anni ma in realtà l'argomento viene comunque affrontato in tutta la sua durezza con scene che secondo me non sono adatte alla psiche di un undicenne. Lo stile di scrittura della Rattaro si conferma ancora una volta leggero e scorrevole. Ho amato lo studio dietro questa storia e l'amore per l'arte che si evince dalle parole della stessa protagonista. 🌟🌟🌟🌟/5
TITOLO: La donna che salvò la bellezza. Storia di Fernanda Wittgens AUTORE: Sara Rattaro PAGINE: 288 “La bellezza me l’ha mostrata, per primo, mio padre. Lo faceva ogni domenica quando ci trascinava tutti in un museo. ”
Fernanda Wittgens viene educata alla bellezza dell’arte già da bambina, quando un padre attento e amorevole la trascina ogni domenica in un museo diverso per farle ammirare le opere esposte, fornendole spiegazioni e riflessioni che alimenteranno la sua curiosità verso l’arte. Devo ammettere di essermi ritrovata molto in questo incipit, dal momento che, quando ero piccola, ho avuto la fortuna di trovarmi nella stessa situazione, con mio padre che sfidava le file e le incolmabili distanze romane per regalarmi la vista dei tesori più belli della mia città. In questo racconto romanzato, pensato per un pubblico di ragazzi, la Rattaro ci introduce al periodo dell’avvento del fascismo, delle persecuzioni razziali contro gli ebrei e descrive con una veritiera semplicità il clima di terrore che permeava l’Italia attraverso una narrazione che segue parallelamente le vicende di Fernanda, ormai divenuta la prima donna direttrice della Pinacoteca di Brera, e di Rachele, una ragazzina ebrea che all’improvviso vede sgretolarsi tutto il suo mondo e tutte le sue certezze, potendo contare come unico sostegno sull’amore per un ragazzo che sfida coraggiosamente le sue origini in nome della libertà e della non violenza. In un contesto di così grande difficoltà, in cui la logica del regime era disarmante quanto disumana, il pregio di Fernanda fu quello di sfruttare la sua posizione e le sue conoscenze non solo per porre in salvo le opere d’arte che avrebbero rischiato di andare distrutte durante i bombardamenti, ma soprattutto quello di esporre la sua stessa incolumità per salvare numerose famiglie di ebrei, portandole in salvo verso il confine con la Svizzera. La Rattaro ha avuto la capacità di raccontare ai ragazzi, con precisione ma altrettanta delicatezza, il periodo buio della seconda guerra mondiale portando l’attenzione su questa figura femminile di estrema importanza per la cultura italiana, che merita di essere conosciuta e ricordata.
TITOLO: La donna che salvò la bellezza. Storia di Fernanda Wittgens AUTORE: Sara Rattaro PAGINE: 288 “La bellezza me l’ha mostrata, per primo, mio padre. Lo faceva ogni domenica quando ci trascinava tutti in un museo. ”
Fernanda Wittgens viene educata alla bellezza dell’arte già da bambina, quando un padre attento e amorevole la trascina ogni domenica in un museo diverso per farle ammirare le opere esposte, fornendole spiegazioni e riflessioni che alimenteranno la sua curiosità verso l’arte. Devo ammettere di essermi ritrovata molto in questo incipit, dal momento che, quando ero piccola, ho avuto la fortuna di trovarmi nella stessa situazione, con mio padre che sfidava le file e le incolmabili distanze romane per regalarmi la vista dei tesori più belli della mia città. In questo racconto romanzato, pensato per un pubblico di ragazzi, la Rattaro ci introduce al periodo dell’avvento del fascismo, delle persecuzioni razziali contro gli ebrei e descrive con una veritiera semplicità il clima di terrore che permeava l’Italia attraverso una narrazione che segue parallelamente le vicende di Fernanda, ormai divenuta la prima donna direttrice della Pinacoteca di Brera, e di Rachele, una ragazzina ebrea che all’improvviso vede sgretolarsi tutto il suo mondo e tutte le sue certezze, potendo contare come unico sostegno sull’amore per un ragazzo che sfida coraggiosamente le sue origini in nome della libertà e della non violenza. In un contesto di così grande difficoltà, in cui la logica del regime era disarmante quanto disumana, il pregio di Fernanda fu quello di sfruttare la sua posizione e le sue conoscenze non solo per porre in salvo le opere d’arte che avrebbero rischiato di andare distrutte durante i bombardamenti, ma soprattutto quello di esporre la sua stessa incolumità per salvare numerose famiglie di ebrei, portandole in salvo verso il confine con la Svizzera. La Rattaro ha avuto la capacità di raccontare ai ragazzi, con precisione ma altrettanta delicatezza, il periodo buio della seconda guerra mondiale portando l’attenzione su questa figura femminile di estrema importanza per la cultura italiana, che merita di essere conosciuta e ricordata.
Sia che scriva per ragazzi o per adulti, la penna di Sara Rattaro è sublime, ed è entrata di prepotenza tra le autrici del mio cuore. Ogni suo libro mi regala tantissime emozioni e anche questa volta non mi ha delusa. La storia della donna, della prima direttrice donna della pinacoteca di Brera, una donna coraggiosa, che nella sua posizione, non aveva nulla da temere, decide di mettere in salvo le opere d’arte e non solo. Rachele, è giovane ed è ebrea, Vittorio è figlio di un gerarca eppure la loro è una storia dolcissima e proprio a Vittorio la nostra Sara, fa dire una bellissima frase a proposito di Fernanda:
“ E’ stata lei a mostrarmi una via possibile. Poteva chiudersi nel castello dorato dei suoi privilegi e invece si annoda i capelli come può e sale su un camion scomodo solo per tentare di salvare tutta la bellezza di questo mondo, perché ha capito che anche gli esseri umani sono delle opere d’arte.”
Fernanda aveva ragione, le opere d’arte devono essere salvate e ammirate, perché uniche proprio come gli esseri umani che sono unici. La Rattaro in questo libro da voce a Fernanda ma anche ai due giovani, ci fa sentire i loro sentimenti, le loro paure durante i bombardamenti e l’angoscia di essere ebreo, o di chi prova affetto o è solo un essere umano che si rende conto che non c’è razza superiore, che ogni essere umano è unico e che non deve esistere l’orrore del razzismo, della paura del diverso, ma poi diverso da chi? Avrei tanto da dire, ma la paura di fare spoiler è tanta, solo un consiglio da leggere, inoltre le descrizione delle opere dell’arte, sono dettagliate sembra di averle davanti io che non amo il Mantegna l’ho trovato meraviglioso, visto attraverso gli occhi di Fernanda.
Sara Rattaro non sbaglia mai. Un libro profondo, intenso che ci fa conoscere un personaggio molto importante della nostra storia, Fernanda Wittgens. Ella fu la prima direttrice donna della Pinacoteca di Brera, uno dei musei più importanti a livello italiano e internazionale; la scrittrice Rattaro riesce a descriverla nella sua grande umanità, la ritrae nel momento in cui riesce a mettere in salvo molte opere d’arte, riparandole dai bombardamenti avvenuti durante la seconda guerra mondiale, ma non solo, riporta il suo lato umano nell’opporsi anche alla deportazione degli ebrei, sfidando il nazi-fascismo. Protagonista e’ Fernanda, ma con lei troviamo anche altre due figure: Vittorio e Rachele. Vittorio, figlio di un fascista che non vuole seguire il padre per cui aiuterà Fernanda nel suo intento e Rachele, giovane ragazza ebraica. Fa da sfondo quindi alla vicenda della storia vera di Fernanda, la storia d’amore dei due giovani. Una storia di una tenerezza unica. Sara Rattaro ti fa immergere all’interno della storia, i protagonisti sembrano persone che conosci e vivi con loro le emozioni. Un segnale forte, di rabbia per quello che è successo ma anche di amore, quell’amore che vince l’odio, che riesce a farti sperare che qualcosa di bello può sempre succedere. Grazie Sara per averci fatto conoscere questa donna stupenda.
Fernanda Wittgens fu la prima donna a dirigere un museo italiano, la Pinacoteca di Brera a Milano. La storia si concentra nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, quando la donna deve preoccuparsi di mettere in salvo le opere d’arte della galleria e non solo. La affiancano due personaggi inventati dalla penna della scrittrice, Vittorio, figlio di un fascista che sceglie una strada differente dal padre e diventa stretto collaboratore di Fernanda, e Rachele, una ragazzina ebrea. La loro presenza permette di ricostruire un contesto storico più preciso e particolareggiato. Un romanzo dedicato ai ragazzi a partire dai dieci/undici anni, ma godibile a ogni età, soprattutto per conoscere una straordinaria figura femminile, nominata Giusta tra le nazioni nel 2014. Attraverso le varie storie di vita che si intrecciano nel romanzo l’autrice riesce a porre profonde riflessioni nei lettori più giovani, grazia anche allo stile narrativo diretto e scorrevole. Mia figlia di undici anni l’ha apprezzato moltissimo e ha amato anche Vittorio e Rachele. Una protagonista che resta nel cuore per il suo coraggio e la sua profonda passione, che l’ha portata a combattere per i suoi valori senza timori.
Queste storie sono quelle che mi prosciugano l'anima, che arrivano dritte al cuore e che, girata l'ultima pagina, mi lasciano un vuoto e un amaro dentro. Sara Rattaro racconta magistralmente la satira di Fernanda Wittgens, storia che ammetto non conoscevo e mi chiedo come mai nelle scuole italiane quando si parla di II Guerra Mondiale non se ne parli mai. Fernanda Wittgens è una donna, amante dell'arte e prima direttrice della Pinacoteca di Brera. Ma Fernanda non è solo la donna che salvò innumerevoli opere d'arte del nostro Paese, è la donna che si operò per creare una rete per far lasciare l'Italia a tutti gli ebrei che incontrava durante gli anni della Guerra. La storia è stata arricchita da Sara Rattaro con un amore giovanile tra Vittorio, aiutante di Fernanda dal '43, e Rachele, giovane ragazza ebrea conosciuta da Vittorio. Lo sfondo della narrazione è una Milano in cui viene narrata l'avanzata del terrore fascista. Una storia da conoscere, una storia da leggere, una storia per non dimenticare mai che la bellezza più preziosa sono gli esseri umani.
Mi manchi molto e non vedo l’ora di poterti riabbracciare. Avremo una vita bellissima insieme, te lo prometto perché la guerra non avrà la meglio su di noi. Tuo, Vittorio «Quando sarà finito tutto, trova Rachele e dille che la amo.» I suoi occhi si chiusero e un sussulto scosse il suo corpo. Il sangue che aveva perso si allargò sul pavimento e di quel giovane, e grande, uomo rimaneva il migliore degli insegnamenti: non piegarsi mai a qualcosa di sbagliato
Quello che nessuno mi aveva mai detto sul dolore è quanto sia solitario. Non serve che esistano altre persone a condividere il tuo lutto, tu sei solo nella tua piccola cella
Allungai la mano e infilai le due dita. Il mio stomaco si strinse. Con estrema cura, per paura di danneggiare quel fragile foglietto che era sopravvissuto, esattamente come me, lo aprii. Manterrò la mia promessa, qualunque cosa accada, ti porterò in salvo. E in quel momento compresi che tutto il male del mondo non sarà mai abbastanza forte da cancellare ciò che di buono è scritto in un cuore.
Questo libro è l’ultimo di una serie di romanzi meravigliosi della Rattaro. Una storia terribile e importante, con grandi insegnamenti e fatti da non dimenticare mai. Ho finito questo libro proprio nel giorno della memoria, immergendomi in una avventura in mezzo all’arte di Milano, e alle leggi razziali dell’epoca. La storia di Fernanda è vera, anche se è un po’ romanza, mentre i due ragazzi protagonisti sono stati inventati. Li ho amati tutti, ho gioito con loro, ho sofferto con loro. Non c’è limite alla pazzia e alla cattiveria umana.
Mi è piaciuto molto questo libro. Con capitoli corti e dal punto di vista da due personaggi accattivanti, sono arrivata alla fine senza nemmeno accorgermene. La storia di questa donna sorprendente vissuta in un periodo buio della storia, è raccontata con cura, trasmettendo al lettore dolcezza e speranza.
Impossible non leggere tutto d'un fiato la storia di Fernanda Rachele e Vittorio. Romanzo amaro e dolcissimo che dipinge perfettamente uno spaccato della nostra storia. La frase conclusiva del libro racchiude quanto di più vero ed importante si debba tenere a mente nella vita.
Un racconto veramente emozionante, dovremmo tutti ricordare un po’ più spesso che siano esistite persone come Fernanda Wittgens. Se possiamo ancora oggi ammirare dei capolavori del passato è perché qualcuno ha deciso di salvaguardarli nei momenti più bui della storia.