Le vacanze, il mare, un amore indimenticabile. Questo vogliono i compagni di scuola di Livio, appena superato l’esame di maturità. Non lui, che dopo aver perso il suo migliore amico per una disgrazia, ha deciso di dedicare la propria vita ad aiutare gli altri. Vorrebbe tornare in India, dov’è già stato in missione l’estate precedente, ma si è fatto troppo tardi per partire. E allora don Gino, il parroco del suo quartiere, ha un’idea. Un compito speciale. Del resto, non serve andare dall’altra parte del pianeta per trovare qualcuno che ha bisogno di assistenza. Il compito speciale si chiama Vittorio, ha trent’anni, una famiglia rispettabile, un’intelligenza rara, un futuro professionale sulle orme del padre. Vittorio però ha subìto un ‘forte stress’ – così almeno lo chiama sua madre – e qualcosa in lui si è rotto. Sta chiuso nella sua stanza da mesi, con le tapparelle abbassate, la barba lunga, sempre gli stessi vestiti, spaventato dal mondo esterno e da alcune voci che gli dicono delle cose. Era un genio, si mormora in giro, ma adesso è pazzo. Eppure in lui, nel mistero del suo dolore, Livio troverà non soltanto un prezioso amico, ma la forza per affrontare i propri problemi, l’ansia di crescere in una società che non ammette deviazioni dalla norma. Con la sensibilità che lo caratterizza in tutte le sue attività, Luca Trapanese racconta cosa significa soffrire – per una malattia, per amore, o perché non ci si sente al proprio posto nel mondo – e cosa significa convivere con gli altri, riconoscersi uguali nella diversità, bellissimi nell’imperfezione.
~Premessa~ Un giorno ero alla Feltrinelli con mia sorella e mi ha "costretto" ad accettare il fatto che volesse assolutamente regalarmi un libro, in vista di un viaggio che avremmo fatto a breve insieme, così da avere appunto qualcosa da leggere nei momenti di viaggio su qualche mezzo (non che non abbia libri da leggere, in realtà). Quando me lo ha chiesto nuovamente (cioè se c'era qualcosa che mi interessasse e che avrei potuto voler leggere), avevo il libro di Luca Trapanese fra le mani e avevo appena finito di leggerne la trama. Quindi, mia sorella mi chiede se mi può fare questo regalo "obbligato" e io le porgo il libro che mi aveva attratto dalla copertina e poi dalla trama: già volevo saperne di più. Alla fine l'ho letto forse più durante il viaggio di ritorno e poi l'ho concluso a casa, ma non importa. Quel che importa è che non divoravo un libro, in questa maniera, da, boh, secoli praticamente.
~Vera recensione~ Non conoscevo Luca Trapanese, ma adesso ho voglia di saperne di più su di lui, sulle sue attività di volontariato, ma soprattutto non vedo l'ora di leggere qualcos'altro di suo! Il romanzo narra la storia di un diciannovenne "diverso" dai suoi coetanei, diverso dal punto di vista delle esperienze, in quanto la perdita del suo migliore amico lo ha cambiato; diverso perché più sensibile, più attento al bisogno dell'altro che al vestirsi bene per andare ad una festa con i compagni di scuola. E poi c'è anche Vittorio, un trentenne anche lui "diverso", e in questo caso la diversità di questo ragazzo si riscontra in quella che oggi chiameremo "disabilità", una di quelle disabilità che non fanno tenerezza ma incutono timore, paura, inquietudine: ammettiamolo, il nostro sguardo cambia a seconda se davanti abbiamo un bambino Down o se davanti ci ritroviamo un Vittorio, ovvero un ragazzo schizofrenico che parla "da solo", che parla con gli alieni. La loro è una storia di amicizia vera, sincera. Livio, il 19enne, è incaricato di aiutare Vittorio, pur non avendo mai avuto esperienze di questo tipo. Eppure, ce la fa. E, alla fine, il loro rapporto è stato un supporto per entrambi: Livio è cresciuto, maturato, grazie a Vittorio riesce a guardare le cose da un'altra prospettiva, fino a capire cosa vuole veramente, fino a prendere in mano con coraggio la sua vita, e Vittorio ha, almeno per un po', una vita diversa, ritrova un po' la gioia di vivere, trova dei veri affetti e persone che lo amano e gli vogliono bene per quello che è lui, un 30enne intelligente e che ha anche delle voci nella testa.
~Conclusioni~ Sono così contenta di aver letto questo romanzo. Sono contenta perché è ritornata quella me che divorava libri per il piacere di farlo. Sono contenta perché mi ha fatto venire voglia di leggere altri romanzi dell'autore, ed inoltre forse sto capendo qual è il genere di libri che mi può appassionare, oltre che accrescere. Sono grata a me stessa di essermi dedicata il tempo per leggere, grata a mia sorella per aver insistito quel giorno e grata all'autore per aver condiviso questa storia in questa maniera così moderna, scorrevole e leggera nonostante i temi trattati, o almeno per me è stato così, perché appunto l'ho letto quasi tutto d'un fiato e non volevo staccarmene!
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