Alcuni giorni fa, tornando dall'Italia in Inghilterra, per non sprecare in chiacchiere banali il tempo che dovevo passare a cavallo, preferii riflettere un poco sui nostri studi comuni e godere del ricordo degli amici tanto dotti e cari, che avevo lasciato qui. Fra i primi che mi sono tornati alla mente c'eri tu, Moro carissimo. Anche da lontano il tuo ricordo aveva il medesimo fascino che esercitava, nella consueta intimità, la tua presenza che è stata, te lo giuro, la cosa più bella della mia vita. Visto, dunque, che ritenevo di dover fare ad ogni costo qualcosa, e che il momento non sembrava adatto a una meditazione seria, mi venne in mente di tessere un elogio scherzoso della Follia.
Non conoscevo nulla di come fosse strutturato il libro e ne sono rimasta molto contenta. È la follia che parla in prima persona e che, tramite citazioni, riesce a spiegare le sue origini e come è presenti in quasi tutti i contesti e in tutte le persone. Unica pecca: magari non avrei usato così tante citazioni e dilungazioni soprattutto verso la fine