Da dieci anni le cronache balcaniche parlano di guerre fondate sulle rivendicazioni di un cupo nazionalismo etnico che ha origini antiche. Le città di Sarajevo, Vukovar, Pristina e Belgrado sono diventate simboli di una tragedia che travolge le popolazioni locali e pone anche questioni fondamentali alla coscienza civile e all'intelligenza politica dell'occidente. Nei Balcani, oggi, bisogna riuscire a guardare oltre la fase militare e, per evitare il degenerare del dopoguerra, serve qualcosa di simile a ciò che fu il Piano Marshall nel '47 in Europa.
Giornalista e scrittore italiano. Ha collaborato a lungo con la casa editrice il Mulino, a Bologna. La sua carriera giornalistica ha incluso collaborazioni coi maggiori quotidiani e periodici italiani, inclusi «il Resto del Carlino» «Il Messaggero», «La Stampa», «Il Sole 24 ore», «La Repubblica» e «L'Espresso». Nei suoi saggi ha spaziato dal calcio alla politica alla musica leggera.