Contro le interpretazioni correnti dell'11 settembre, ma anche rispondendo alle letture «revisioniste» (le Torri sono crollate per un complotto interno della CIA), Baudrillard, sulla scia di «Lo spirito del terrorismo», riconsidera il fenomeno all'interno del Nuovo Ordine Globale. La potenza simbolica dell'attacco alle Twin Towers è moltiplicata dalla quella dei dannati della Terra ma anche quella suscitata nel cuore stesso dell'Impero dalla sottomissione a una tecnologia integrale, a una realtà virtuale schiacciante. In questo senso il terrorismo «è il verdetto e la condanna che la nostra società pronuncia su se stessa».
Jean Baudrillard was a French sociologist, philosopher and poet, with interest in cultural studies. He is best known for his analyses of media, contemporary culture, and technological communication, as well as his formulation of concepts such as hyperreality. Baudrillard wrote about diverse subjects, including consumerism, critique of economy, social history, aesthetics, Western foreign policy, and popular culture. Among his most well-known works are Seduction (1978), Simulacra and Simulation (1981), America (1986), and The Gulf War Did Not Take Place (1991). His work is frequently associated with postmodernism and specifically post-structuralism. Nevertheless, Baudrillard had also opposed post-structuralism, and had distanced himself from postmodernism.
"La violencia de lo mundial pasa también por la arquitectura, por el horror de vivir y de trabajar en esos sarcófagos de cristal, de acero y de hormigón. El horror de morir en ellos es inseparable del horror de vivir en ellos."
Requiem pour les Twin Towers: 1 Hypothèses sur le terrorisme: 1 La violence du mondial: 5
Le troisième essai était intéressant. Baudrillard y parle du contraste entre l'« mondial » et l’« universel »:
L’universalité est celle des droits de l’homme, des libertés, de la culture, de la démocratie. La mondialisation, c’est celle des techniques, du marché, du tourisme, de l’information.
Pour la puissance mondiale, tout aussi intégriste que l’orthodoxie religieuse, toutes les formes différentes et singulières sont des hérésies.
Pour un tel système, toute forme réfractaire est virtuellement terroriste. Ainsi encore l’Afghanistan. Que, sur un territoire, toutes les licences et libertés « démocratiques » – la musique, la télévision, ou même le visage des femmes – puissent être interdites, qu’un pays puisse prendre le contre-pied total de ce que nous appelons civilisation – quel que soit le principe religieux qui soit invoqué, ceci est insupportable au reste du monde « libre ».
Raccolta di tre brevi saggi. Con l'accuratezza consueta Baudrillard dà la sua lettura dell'11 settembre newyorkese, cercandone il significato simbolico ― esemplare a questo proposito che si focalizzi sulle Twin Towers, senza nemmeno prendere in considerazione il Pentagono o il presunto fallito attacco alla White House. D'altro canto B. lavora con i valori simbolici e non con il conteggio delle vittime. I tre saggi procedono in qualche modo a ritroso, allargando progressivamente l'analisi, a partire dall' "evento" e risalendo poi alle sue cause; tanto che i tre saggi si potrebbero leggere in ordine inverso. Difficile riassumere le osservazioni, o anche solo le tesi generali di B., che in appena 60 pp. riesce ad essere, appunto, acuto senza diventare pesante; anche se a volte è un po' ellittico perché io riesca a seguirlo. Tuttavia vorrei citare intere pagine da questi saggi (specialmente l'ultimo). Alcuni esempi qui: http://bit.ly/hdJ67u Baudrillard stesso del resto non è parco di citazioni: contraddice Karlheinz Stockhausen e Arundhati Roy, concorda con Slavoj Zizek e cita Borges. La sua analisi è convincente, per quanto originale e a tratti paradossale; molto più convincente, ad esempio, del celebrato In the Ruins of the Future di Don DeLillo; che gli anglofoni trovano qui: http://bit.ly/b2nkeI e gli italofoni tradotto in questo volume: http://bit.ly/ezV9sn
Consigliato, oh sì. Ma del resto, quando mai Baudrillard mi ha deluso?