Si dice: la verità trionfa sempre; ma sappiamo bene che non è vero. È vero però che la verità ha un solo modo di essere tale, mentre, al contrario, la menzogna è suscettibile di un’infinità di combinazioni. Essa non è mai uguale a se stessa, straripa, trabocca, si moltiplica in centinaia di figure diverse, s’insinua, come appare sempre più evidente, in tutti i meccanismi della società. Disponibile nelle sue molteplici forme, anche le più insolite, la menzogna trova conferme continue della sua vastissima diffusione. Immaginando che nel mondo domini la menzogna, le insidie che assediano quotidianamente la verità – nel discorso pubblico, nella politica, nella capacità stessa di ragionare in modo onesto – emanano da essa con una forza che tende a scardinare le basi della convivenza civile. Franca D’Agostini orchestra magistralmente un’analisi dei suoi meccanismi con lo strumento affilato e affidabile della logica, spiegando come si origina, in quali forme si presenta e come può essere riconosciuta. Il suo è un libro che dice alcune essenziali verità sulla menzogna, e lo fa con lucidità e nettezza esemplari.
Abbandonato due volte, finalmente ce l'ho fatta. Ho trovato la lettura ostica, sebbene il libro sia breve. La scrittura non abbastanza discorsiva. Ma soprattutto ho trovato il testo vecchio soprattutto dove si parla di social media. C'è una visione già passata, non c'è menzione della post-verità, delle bufale. Se da un lato poi prendere come esempio la narrativa nel citare casi di menzogna va benissimo, citare come fonte Il Fatto Quotidiano (o qualunque quotidiano, soprattutto di questi tempi in cui sappiamo quanto pure i quotidiani a volte riportino notizie non verificate, mi sembra un po' ambizioso e rende meno credibile il testo.
Franca D'Agostini affronta qui il problema della menzogna. Con un rigore che smonta sia il nihilismo sia l'anti-realismo. Il particolare si occupa della verità in campo pubblico, visto che "la democrazia degenera quando emergono i falsificatori, simulatori di verità".