Il 2012 sarà ricordato come l'anno più triste del dopoguerra. L'anno in cui la crisi economica ha spazzato via certezze consolidate e ha avvolto il futuro in una nebbia fittissima. La frustrazione degli italiani, costretti a un'austerità in parte necessaria, ma poco sopportabile in una tremenda recessione, è diventata ribellione - ora silenziosa, ora gridata nelle piazze - dinanzi alla cecità di un mondo politico restio a sintonizzarsi con gli umori della gente nei tagli ai propri privilegi. Il Palazzo e la piazza , che indaga a fondo sui più clamorosi casi di malcostume politico, è un libro fondamentale per capire come gli errori del passato stanno influenzando il presente e il futuro.
Nell'introduzione Vespa afferma che lo scopo del libro è quello di spiegare come l'Italia sia arrivata alla instabile situazione politica attuale. Al di là degli scontati giudizi di merito che vengono espressi sin dalle prima pagine tacciando senza possibilità di scampo il Movimento 5 Stelle come "antipolitica", quello che Vespa ottiene è una matassa senza nè capo nè coda. Si inizia a parlare di crisi economiche, partendo dalla crisi del 29, infilandoci a forza Mussolini che si sa, per Vespa è stato cattivello ma ha fatto anche tante belle cose, per poi perdersi rapidamente decenni di storia politica e finire con una serie di capitoletti frammentati sugli argomenti più disparati. Sono presenti stralci di interviste raccattate qua e là su argomenti di cui non si analizzano nè le cause nè le conseguenze, e una serie interminabile di retroscena e episodi fini a se stessi presenti più che altro per accrescere la smisurata autostima di Vespa, con temi politici di attualità che risultano già vecchi. In definitiva un saggio che si salva per la scelta delle tematiche, interessanti di per sè, fallendo totalmente nella loro analisi e trattazione.
Crisi (plurale) Partendo dalla Grande Depressione del 1929, Vespa propone in stile divulgativo una storia dell'Economia mondiale degli ultimi cent'anni mettendo l'Italia al centro della "narrazione"... purtroppo sugli ultimi capitoli (dedicati ai governi degli ultimi 20 anni), la divulgazione cede il passo al pettegolezzo.