I personaggi di Elevator fanno a meno di nomi ma basta guardarli in faccia per identificarli. Essi gravitano attorno al medesimo condominio, si conoscono appena malgrado le loro case siano incollate col cemento. Dall’ascensore del loro palazzo un fenomeno si diparte e salta di bocca in bocca per la città, giustificando ore di attesa: una fila di curiosi tenta di accedere all’edificio.
In un’altra epoca un innamoramento genera smarrimento e poesia, quando le Notti dell’Amante non sono intervallate dai Giorni.
Il romanzo d’esordio di Lucia Grassiccia, come l'ascensore di un condominio, si dipana in livelli, è attraversato da fermate, visioni dall’interno e visioni dall’esterno.
Vite diverse che inevitabilmente si intrecciano in modo assurdo e inaspettato, mondi distanti anni luce che si trovano in collisione all'interno dell'universo inglobante del Condominio. La prosa è davvero accattivante.