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Il sultano e l'isola contesa

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Quanto e come gli Ottomani conoscevano Venezia e i Veneziani? Perché decisero di intraprendere la conquista del possedimento insulare della Serenissima, infrangendo la pace trentennale che li legava al governo repubblicano? Sotto quali aspetti la guerra raccontata dai vincitori fu diversa dalla versione offerta dai vinti? Infine, come si svolse la colonizzazione ottomana dell'isola? L'analisi dei documenti amministrativi e finanziari relativi ai primi tre decenni di governo ottomano a Cipro consente di misurare gli effetti del conflitto sul territorio e sulla società, individuando in particolare la scomparsa dell'aristocrazia dalla storia dell'isola e la riorganizzazione del clero ortodosso, i cui membri divennero gli interlocutori privilegiati del nuovo regime. Determinati a superare la crisi economica dovuta alla guerra, gli Ottomani elaborarono precise strategie di insediamento e pianificarono settori di rilancio, come, per esempio, il commercio. Sconfitti da governanti dell'isola, i Veneziani vi fecero ritorno da mercanti non appena gli accordi di pace con la Sublime Porta concessero la ripresa del loro traffico di bandiera. Tuttavia, la guerra di Cipro aveva ormai modificato irreversibilmente gli equilibri vigenti nell'isola e nel Mediterraneo orientale, sancendone l'apertura a una inedita ed eterogenea competizione commerciale. "Il sultano e l'isola contesa" ricostruisce la guerra di Cipro e la congiuntura mediterranea tardo-cinquecentesca che vi fece da sfondo.

239 pages, Paperback

First published January 1, 2009

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January 11, 2025
Vera Costantini, docente di Lingua e Letteratura Turca presso l’Università Ca’ Foscari, ci regala con Il sultano e l'isola contesa un'opera di grande profondità storiografica, dedicata alla conquista ottomana di Cipro e al suo impatto sul Mediterraneo orientale. Un punto di forza del volume risiede nell'approccio metodologico dell’autrice, che sceglie di confrontare fonti storiche veneziane e ottomane per offrire una visione complessa e sfaccettata delle dinamiche tra i due potentati. La sua volontà di superare l’idea di “alterità irriducibile” tra mondo turco e mondo veneziano si traduce in una narrazione che evidenzia integrazioni, conflitti e scambi reciproci.

I primi capitoli tratteggiano con precisione il contesto storico e strategico della difesa veneziana di Cipro, sottolineando il sostegno locale alla Repubblica di San Marco e le difficoltà di Venezia nell'equilibrare il suo ruolo di potenza mediterranea con quello di partner commerciale dell’Impero ottomano. L'analisi si sposta poi sull’inglobamento dell’isola da parte dell’imponente macchina amministrativa ottomana, che ha riorganizzato l’economia e la società cipriota attraverso censimenti, ridefinizioni amministrative e, talvolta, misure coercitive come il ripopolamento forzato.

Un aspetto particolarmente interessante è l'indagine sul sistema fiscale e amministrativo ottomano, che Costantini spiega con un linguaggio chiaro anche ai lettori non specialisti, senza rinunciare alla precisione. Le interconnessioni globali, come l’impatto della produzione dello zucchero brasiliano sul commercio cipriota, arricchiscono ulteriormente la narrazione.

L'uso della lingua turca da parte dell'autrice, sistematicamente integrato nel volume, rappresenta un valore aggiunto significativo. Grazie a questa competenza, il lettore può immergersi nella mentalità ottomana e comprendere meglio l’ambiguo status giuridico di Cipro prima della conquista, così come le sottigliezze della diplomazia turca e la percezione dell’aristocrazia veneziana da parte di Istanbul.

La tesi della Costantini secondo cui la caduta di Cipro rappresenta un vero spartiacque per l’equilibrio mediterraneo è esposta con forza, sottolineando come questa perdita abbia segnato un declino irreversibile per la Repubblica di San Marco, a differenza della ben più celebrata vittoria della Lega Santa a Lepanto.

Pur apprezzando la profondità dell’analisi, alcuni passaggi possono risultare densi e impegnativi per il lettore occasionale. Tuttavia, il glossario a fine volume e lo stile rigoroso dell’autrice aiutano a navigare anche i temi più tecnici.

In sintesi, Il sultano e l'isola contesa è un'opera fondamentale per chiunque voglia approfondire le dinamiche politiche, economiche e culturali del Mediterraneo del Cinquecento. Un libro che non solo arricchisce la storiografia dell’epoca, ma offre anche una chiave di lettura preziosa per comprendere il continuo dialogo tra culture diverse.
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