Grigio: l’incertezza di Gemma e i dubbi a proposito di Marco, il ragazzo che ama ma che la tradisce. Giallo: il caldo ricordo di tata Armida, l’odore del tè e dei biscotti, le fiabe con le quali allietava una Gemma bambina. E poi il blu cupo dell’addio a Marco e il rosso tumultuoso di un nuovo incontro: quello con Pierre, artista pieno di talento ma anche di segreti. Sul fondo, le tinte accese di un’assenza che ha segnato la vita di Gemma e che ancora brucia come una ferita aperta: l’allontanamento di sua madre e il continuo ondeggiare tra nero e bianco, rancore e perdono. Con una narrazione che è poesia dei colori, Nadia Boccacci ci insegna che siamo i soli padroni di noi stessi e che solo noi possiamo decidere se lasciarci trasportare dalla corrente o se vivere tutte le nostre sfumature, anche quelle più cupe. In fondo, come Gemma scoprirà, niente è nero per sempre: bisogna solo trovare, nel fondo di sé, il coraggio di vivere a colori.
Miei cari Dreamers, oggi vi posto una doppia recensione, si tratta di “In viaggio con te” e “I colori che ho dentro” entrambi di Nadia Boccacci e pubblicati dalla Butterfly Edizioni.
Il primo ci porta all'interno delle vite di Vale e Linda che si sono conosciute da bambine sui banchi di scuola. Tra le due è nata una profonda amicizia, tant'è che ormai fanno tutto insieme, dallo scoprire le prime gioie e le prime difficoltà della vita, tra giochi vari, scherzi di ogni tipo all'accudire cuccioli abbandonati bisognosi d'aiuto.
Crescendo i loro interessi cambiano, nascono nuove amicizie ma nulla riesce a scalfire la loro così preziosa e importante per entrambe.
Mentre si affacciano alla vita purtroppo il destino tende loro una bruttissima sorpresa, Linda si ammala gravemente ed in poco tempo abbandona la vita.
Vale non riesce a far fronte al dolore indicibile che la perdita di Linda le ha causato, non è più quella ragazza solare e piena di allegria che era quando aveva accanto la sua amica del cuore, cade in un baratro, passa tutto il suo tempo libero sulla tomba dell'amica a parlare con lei e le sembra di avvertire la voce di Linda che le risponde...
Poi grazie all'aiuto di una psicologa che prende a cuore il suo caso e ad un inaspettato regalo da parte di suo padre, scatterà quel qualcosa che la riporterà pian piano alla vita.
Il secondo libro è “I colori che ho dentro” qui seguiamo la vita di Gemma, abbandonata dalla madre quando era molto piccola. Gemma ha accanto persone che le vogliono bene, come il padre, che nonostante l'abbandono della moglie non ha mai trascurato la figlia e non le ha fatto mancare nulla, o tata Armida, una dolcissima signora che si è sempre occupata di lei quando suo padre doveva essere assente per lavoro o ancora Marco il ragazzo di cui Gemma è innamorata, dal quale purtroppo subisce un'altro tradimento, dal momento che lui si vede con altre ragazze. Incontriamo insieme a lei Pierre che si innamora di lei e che vuole passare il resto della sua vita con lei.
In tutto questo percorso, ad ogni stato d'animo Gemma associa un colore, descrivendo le sensazioni che ad esso associa, facendoci capire come si sente, tra gli alti e i bassi della vita.
Ho trovato questi due libri di un'intensità indescrivibile, il primo messaggio che ne ho colto è stato:
Voler bene alle persone che hai accanto, anche se ci litighi, se nascono incomprensioni. Alla fine l'importante è appianare quelle divergenze che si sono create e godere di ogni momento che la vita ci regala accanto a loro, perchè oggi ci siamo, ma domani chissà.
Il secondo è, guardarsi in giro, catturare i bei momenti che ci capitano nella vita e farne tesoro, siano essi, neri, gialli, bianchi, grigi, marroni, ecc... poichè ogni ricordo è prezioso quanto un'altro e se oggi la giornata è nera, non vuole dire che quella di domani sarà uguale, in quanto siamo fatti di tantissimi colori meravigliosi!
Due volumi toccanti, che portano il lettore a riflettere e che ti lasciano qualcosa dentro.
Personalmente sono solita stilare una recensione subito dopo aver terminato la lettura, giusto per lasciare la penna in balia delle vicende che ancora esplodono in me. Tuttavia in questo caso l'intensità del lavoro ed il moltiplicarsi di vari impegni, hanno impedito il naturale evolversi delle mie abitudini, e mi hanno costretto ad esitare dall’esprimere subito la mia opinione in merito a quest'ultimo capolavoro di Nadia Boccacci. Non volevo limitarmi ad una recensione frettolosa e scialba: a fronte dell'evidente impegno dell'autrice, noi lettori dobbiamo risponderle con altrettanto impegno nell'esprimere le nostre opinioni. No? È passata qualche settimana da quando ho terminato la lettura, quasi un mese, tuttavia avverto dentro di me l'impronta di questo libro, limpida e variopinta, così come quando ho terminato la lettura. È un romanzo che sfida il tempo: i suoi colori rimangono nell'anima integri, senza sbavature o distorsioni. Merito della mirabile penna dell'autrice, che cattura gli occhi e la mente con la sua poesia. Ho apprezzato tutto di questo romanzo, così come non mi capitava da tempo, ma ciò che più mi ha estasiato è il continuo rincorrersi dei colori, che filtrano le emozioni contrastanti della protagonista. Colori che inconsapevolmente conserviamo in ciascuno di noi: tutti sono presenti nel nostro animo, ma infinite volte scordiamo troppe delle nostre sfumature. E finiamo per rassegnarci alla monotonia di un solo colore, una monocromia di emozioni, rassegnandoci al grigio. Spesso rassegnandoci al nero. Ed è qui che ci imbattiamo nella saggezza dell’autrice, che ci esorta a non rassegnarci mai al nero, perché la nostra anima è una tavolozza ricca di colori ed infinite sfumature, e non possiamo mai sapere quale sarà la prossima a riemergere nella nostra realtà. Un’enorme metafora che ci insegna a vivere, ma che come una matriosca contiene altri più piccoli insegnamenti. L’autrice ci incita a non accontentarci di qualcosa che assomigli all’amore, ma a ricercare quell’unica ed autentica scintilla che ci fa esplodere di vita. Ci spinge a non inseguire chi non apprezza la nostra presenza: fuggiamo da coloro che scoloriscono la nostra vita, ma circondiamoci di chi sa dipingerci dentro con il proprio affetto. Detto tutto questo, non posso che rinnovare i miei complimenti all’autrice Nadia Boccacci, per averci travolto in questo caleidoscopio di emozioni, che mi sono scivolate addosso, una dopo l’altra, come un arcobaleno sempre acceso. Un immenso grazie alla casa editrice Butterfly Edizioni, per dare sempre spazio ed attenzione scrupolosa ad autentici capolavori.
La storia narrata da Nadia Boccacci cattura da subito, narra la difficile storia di Gemma utilizzando parole che ti entrano dentro, poesia pura che si fonde con i colori e i loro significati. Gemma è una ragazza che soffre, che combatte contro il mondo, contro l'amore e contro se stessa ma alla fine esce vittoriosa. Il libro fa emozionare, tremare di paura, rende perfettamente i timori della protagonista e apprezzare i colori del mondo e della natura che ci circonda e che, molto spesso, i nostri occhi non sono più in grado di vedere. Consiglio la lettura di questo libro, resterete affascinanti dal potere della parola, emozionati dalla storia di una ragazza come tante altre, di una ragazza che potremmo essere noi.