Londra, 1885. Il dottor Jekyll è riuscito nel suo esperimento e ha dato vita a Hyde, essere demoniaco e malvagio, puro distillato del male. Ma la storia non è come ce l'ha raccontata Stevenson. Perché Hyde non è morto nel laboratorio di Jekyll: è sopravvissuto per architettare un piano diabolico. Di fronte a una tale minaccia, la polizia di Scotland Yard, con l'aiuto di uno zelante medico di nome Conan Doyle, si mette sulle sue tracce.
Un romanzo che meriterebbe cinque stelle per l'enorme lavoro di raccordo, storico e scientifico e fantascientifico, svolto. Ne meriterebbe quattro per l'originalità con cui tratta argomenti, periodi storici e personaggi realmente vissuti. Me ne avrà solo tre, da me, perché è la prima volta che mi trovo davanti un romanzo "antipatico" ed è anche la prima volta che capisco cosa si intende per scrittura maschile quando la si contrappone a quella femminile. Un romanzo supponente, mai empatico, interessante ma mai coinvolgente. Un esercizio di stile dichiarato, una scelta di termini e costruzioni sintattiche respingenti, una vena tutt'altro che sottile di misoginia e razzismo. Un superomismo non so fino a che punto consapevole. Ma, in una parola, odioso. Sono certa che tutto questo, per molti, apparirà un pregio. Non lo è per me. Non vi dico titolo e autore. Inutile chiedere. Ma non è in classifica, non è uscito da poco, non rischiate di incapparvi per caso. Peccato, perché poteva essere un grande romanzo.
Se ha un così basso punteggio qui su GR un motivo ci sarà... Non c'era la necessità di un seguito del Dr. Jekyll e di Mr.Hyde, non scritto in questo modo con così tanta violenza e con una donna contenta di essere stata molestata.