Un piccolo paese delle Dolomiti, dove regna la quiete Un luogo perfetto per quattro ragazzine in vacanza Finché qualcosa comincia a seminare terrore… Domegge di Cadore, luglio 2012. Rebecca, Stella, Livia e Valentina stanno giocando sulle rive di un ruscello. La loro adolescenza è limpida e spensierata, la vacanza che le aspetta è luminosa e piena di attese. Fino a quel pomeriggio, quando all’improvviso ritrovano un corpo riverso nell’acqua: un ragazzo con il volto sfigurato. La direzione della loro estate cambia, e con essa quella delle loro vite. Cosa sta accadendo nei boschi delle Dolomiti? L’ipotesi più attendibile è che un animale pericoloso e affamato attacchi gli uomini. Eppure c’è qualcosa di poco chiaro in una vicenda apparentemente semplice. E mentre la polizia dispone il coprifuoco e il divieto per tutti di recarsi nei boschi, un innaturale silenzio cala sulla macabra scoperta. Ma le quattro ragazze, risucchiate e quasi affascinate da un pericolo ignoto, non riusciranno a sottrarsi all’effetto domino scatenato dalla loro curiosità e dal desiderio di sapere. Il prezzo che pagheranno sarà altissimo: i luoghi della loro infanzia si deformeranno, tanto da far paura, e la loro gioiosa esistenza lascerà il posto a una realtà violenta e inquietante... Cosa nascondono i boschi millenari di un tranquillo paesino in montagna? Un’estate nella quiete della natura può trasformarsi in un incubo senza fine…
A 22 anni ha conseguito il master biennale in “Teoria e Tecnica della Narrazione” alla Scuola Holden di Torino. Ha seguito un laboratorio di regia diretto da Marco Bellocchio e Marco Müller. Negli ultimi anni si è dedicata alla scrittura cinematografica, vincendo premi e riconoscimenti internazionali con diversi cortometraggi. Ha diretto e montato il backstage del film Vallanzasca – Gli angeli del male di Michele Placido e attualmente sta lavorando a due sceneggiature cinematografiche con produzioni internazionali. Con la Newton Compton ha pubblicato Il carnefice, che ha riscosso un grande successo, vincendo anche il premio letteratura e cinema Roberto Rossellini 2011, Il sacrilegio e La belva.
Valentina, Livia, Rebecca e Stella sono quattro cugine di 17, 16, 14 e 11 anni, che trascorrono insieme l’estate a Domegge di Cadore, nelle Dolomiti, ospiti della nonna. Le aspetta una vacanza spensierata come quella di quattro adolescenti, le chiacchere, le uscite, le feste, i ragazzi. Poi, un giorno, tutto cambia per sempre…mentre stanno giocando in riva a un ruscello, ritrovano nell’acqua il cadavere di un ragazzo, col volto sfigurato. A questo, faranno seguito altri due cadaveri, mentre un ragazzo scompare dal paese. La vacanza delle “cugy”, come sono solite chiamarsi esse stesse, si tinge di nero. La polizia e le voci del paese sono convinte che, fra i boschi, si nasconda un animale pericoloso pronto ad attaccare gli uomini in preda alla rabbia, mentre le quattro ragazze, e in particolare Rebecca (la voce narrante), suggestionata dai films horror, credono addirittura che si tratti di zombie. Ma, ovviamente, né gli uni né le altre avranno ragione. La soluzione sarà ancora più semplice, e ancora più terrificante. Come dice una recensione sul retro di copertina, “La belva” è la perfetta lettura da torrida estate, da farsi scivolar via, pagina dopo pagina, sdraiati in camera alla frescura del condizionatore, proprio come ho fatto io. Un romanzo facile e gustoso, che, come giallo in sé di certo non brilla (l’indagine è pressoché assente) ma ha dei punti di interesse della trama e la dose di suspense giusta per incuriosire e attirare il lettore. Oltre ad un’atmosfera da paura (in senso letterale), ovvero i bei boschi del Cadore, qui trasformati in luoghi d’orrore in cui le nostre protagoniste, nonostante ciò che accade, ovviamente, non mancheranno di mettere piede in continuazione.
Quando ho letto dell'ambientazione nei boschi del Cadore, nella mia provincia di Belluno, mi son detta che stavolta la Bertuzzi dovevo leggerla. Non mi ero avvicinata ai suoi precedenti libri perché li sentivo troppo pulp, troppo lontani dai miei gusti. Ma qui la storia mi ha preso davvero: la fine dell'infanzia, l'ultima estate 'innocente' delle quattro ragazzine, Rebecca, Valentina, Livia e Stella, una belva che è molto più normale e vicina di quella favoleggiata nella fantasia di Rebecca e delle sue cugine. E un finale dolce-amaro che prende al cuore proprio perché rivissuto attraverso le parole e i pensieri della Rebecca adulta che rivive quell'estate, con dolore e nostalgia. "Non ero più una bambina. Mai più lo sarei stata."
Il lbro scritto é molto bene e la storia é molto interessante. Io ho capito sin dall'inizio chi fosse "l'assassino" sia per i comportamenti che per il tono di voce. Voto complessivo:9
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