In uno stile "stream of consciousness" si viene ad avere uno spaccato della vita di Margherita Hack. Rispetto all'autobiografia di Rita Levi Montalcini, letta qualche mese fa, sono da fare alcune considerazioni:
-lo stile, appunto, è molto più alla buona: ricorda un dialogo quasi informale tra due persone, sono presenti molte, forse troppe, ripetizioni di informazioni, ma anche alcuni errori di impaginazione, parole attaccate tra loro, qualche verbo al tempo e modo sbagliato
-presenta un tono polemico e accusatorio verso la politica e la chiesa soprattutto, pensieri magari condivisibili, ma che perdono di interesse nel momento in cui sono affrontati con leggerezza tale per cui ricordano più le chiacchere da bar in cui si critica tutto senza offrire soluzioni
- due capitoli (su otto) vengono usati per affrontare temi didattici riguardanti stelle e bosone di Higgs: a differenza della Montalcini che ha inserito le informazioni che l'hanno portata a scoprire l'NGF usando ben più di due capitoli in quanto questo è stato la sua vita, questi due capitoli della Hack sembrano proprio buttati lì per riempire spazio, infatti sono assolutamente scollegati dal resto del libro