La corruzione e le distorsioni che essa produce costituiscono un onere per l’intera società. Ma se le dinamiche alla base di questo fenomeno si sviluppano in modo sotterraneo, attraverso canali eterogenei e difficilmente individuabili, i suoi effetti nefasti sono evidenti. La corruzione mina le basi dell’organizzazione sociale e della convivenza civile; minaccia la credibilità, l’immagine e la stessa legittimità delle istituzioni. Alla luce di queste considerazioni, lo studio di Marco Arnone ed Eleni Iliopulos non si limita a trattare la dimensione economica del problema, ma ne indaga i risvolti istituzionali e sociali, cercando di rintracciare l’origine del fenomeno e, soprattutto, di offrire un insieme di misure volte a contrastarne le pericolose conseguenze. L’impatto della corruzione viene analizzato in primo luogo considerandone i costi a livello di imprese e di mercati; quindi si procede a un esame della sua influenza su dinamiche più generali, come la crescita, gli investimenti e i tassi di interesse. Si osservano poi gli effetti sulle istituzioni politiche ed economiche – il governo, il parlamento, gli organi di supervisione e di controllo dei mercati – e sulla società: l’incidenza sulla gestione della spesa pubblica, sull’istruzione, sulla sanità, sui livelli di integrazione e di sviluppo umano. Un approfondimento particolare è dedicato alle dinamiche corruttive che caratterizzano l’Italia, dove questo fenomeno manifesta una persistenza e una pervasività decisamente superiori rispetto alla media degli altri Paesi più avanzati. La prospettiva internazionale rappresenta il punto di forza e l’elemento qualificante di questa indagine, particolarmente significativa grazie all’ampiezza delle evidenze empiriche raccolte ed elaborate rispetto a un campione di centocinquanta Paesi.