Ignazia, figlia di genitori siciliani, vive a Milano, dove fa l'architetta precaria e, senza averlo cercato, si imbatte in un ginecologo simpatico e gentile, che mangia vegetariano, fuma senza nicotina e la conquista in punta di piedi. Ma Ignazia ha anche una segreta, personalissima missione a nome di tutte le donne (e non solo), lontana sia dall'impegno collettivo dei cortei neofemministi sia dalla dimensione glamour alla Sex and the City: leggendo la letteratura di ogni tempo si è resa conto di come qualsiasi forma di violenza sul corpo delle donne sia considerata più che normale, mentre l'equivalente ai danni di un maschio fa inorridire, al punto di essere tacciato di inverosimiglianza. È così che, in solitudine, Ignazia si dedica a un esercizio che non è solo di stile: sceglie con cura pagine letterarie che descrivono la violenza sulle donne e le riscrive al maschile, con gli uomini come vittime. Ma non finisce qui. Senza troppa fatica Ignazia seduce e rapisce uomini in carne e ossa, scelti in quanto prototipi di maschilismo, e li costringe ad ascoltare le sue pagine fino a terrorizzarli, iniettandogli infine una potente dose di ossitocina, ormone che favorisce il rilassamento, la fiducia e l'amore. Ignazia non è un'eroina, non ha particolari traumi da vendicare, non si definisce una giustiziera: al massimo una serial scarer, una spaventatrice seriale. È una donna normale, semplicemente stanca dei luoghi comuni e delle discriminazioni che si annidano nell'immaginario di tutti, talvolta anche attraverso le pagine dei romanzi. Irene Chias scrive un libro brillante, arguto, che dà vita a una piccola galleria di donne fuori dal comune e traccia un caustico ritratto della Milano di oggi. Pagine ironiche e provocatorie, che si fanno denuncia proprio perché raccontano con grazia e senza acredine una storia femminile d'amore e ribellione, a tratti surreale, a tratti incredibilmente vicina ai nostri percorsi quotidiani.
Irene Chias’ novel Mur Ġibek (If it were only you, I guess would be the closest but please do correct me) is impressive as it covers many different topics ranging from veganism to controversial Sex and the City episodes.
The main protagonist is angry at how men abuse women, which is a result of the way media portrays masculine behaviour. As a form of revenge she finds books and films which treat rape and torture casually and substitutes herself in them. Such examples are Patrick Bateman in Brett Easton Ellis’ American Psycho or Alex Legrand in Kubrick’s adaptation of A Clockwork Orange and Patrick McGrath’s Asylum. At the same time she is dating a gynaecologist and the reader get his his views on death, breasts and literature.
What emerges out of the book is that abuse is a huge problem and this brought out in certain scenes such as the main protagonists’ friend’s husband or derogatory comments made by male nurses over a female patient in a hospital or where there is a pool party and the guys are criticizing and rating the girl’s figures.
Other topics splinter. Motherhood, the use of pronouns, questions about gender, female vs male gynaecologists, gender roles for colors, marriage, same sex relations. There is a lot covered here and yet at no point does the book feel cluttered or overlong. Everything is explained clearly and logically fits in the narrative.
I have said quite a few times that literature should open eyes and make people realise what is happening. Although the book is translated from Italian and focuses on Italian culture, I think all these topics are universal and should be made more explicit. I also did like the fact that there are chapters which focus on the male’s perspective, which do emphasis the need for awareness.
Although I rarely do make comparisons there were times when Mur Ġibek reminded me of a title from the Fitzcarraldo white series (coincidentally there are epigraphs from Virginie Despentes and Paul B. Precadio who have been published by Fitzcarraldo) , in the sense it tows the line between fiction and non fiction and also elements of Michel Houllebecq (the main protagonist tends to have the same attitude as his characters).
Reading Mur Ġibek was an educational experience and it did create an awareness. Plus Mark Vella’s translation flows. Although the topic of abuse and women’s rights has become a more focal point her in Malta, I do believe that Mur Ġibek will help make more people realise how these topics should still be discussed.
Nammetti li ħsibtu ser ikun ħafna iktar aħrax, forsi għax moħħi ġera bija malli rajt il-kelma "tortura" u nammetti li kont diġà ħloqt idea min ser ikun qiegħed ibati. Imma arrali, ħadt gost naqrah u ma fihx wisq kumplikazzjonijiet u tidwir mal-lewża, anzi diskors mexxej u jasal għall-punti li importanti jissemmew. Imma ċertament kompla ġabni konxja ta' kemm għad hawn tbażwir, saħna bestjali u paroli vojt ta' ġenerazzjoni avvanzata immens 🙄 imlibbsa kollox mill-aqwa u sofistikat... U aqtgħali naqra, kemm għad irrid nikser nies!
Un ribaltamento sorprendente che rivela la banalità del male che la cultura dominante fa alle donne facendola apparire "normale". Lo consiglierei a tutti. Il libro ha infatti vinto un premio narrativo importante.
"Esercizi di sevizia e seduzione", titolo accattivante, che può ricordare 50 sfumature di grigio e tutta la serie di libri che sfrutta lo stesso artificio per avere compratori. Ma non è così, questo romanzo non ha nulla a che fare con catene, BDSM, anche se le relazioni abusive ci sono e vengono esaminate con occhio critico. La protagonista, Ignazia,vive a Milano e all'improvviso, dopo aver ascoltato delle chiacchiere assolutamente tremende su una ragazza stuprata conciata malissimo da parte di due uomni all'ospedale, di diventare una serial scarer, cioè di rimorchiare uomini, di legarli, di leggere loro le sue riscritture di violenze femminili rivolta al maschile e di inietterare alcuni ormoni innocui come l'ossitocina e di lasciarli andare. Tutto questo senza cadere nella misandria, avendo una relazione sana con Michele, un ginecologo, e chiacchierando al telefono con una delle sue sorelle, Panagia, spirito libero e indomito a cui piacciono uomini, donne e cantanti. Il libro mostra chiaramente come la misoginia sia nascosta in frasi minuscole, atteggiamenti considerati normali e venga accetta incondizionatamente.
non è il mio solito genere e proprio per questo l'ho trovato speciale. è surreale, arguto, profondo, accattivante, ironico, dissacrante. ho pensato di conservarlo per rileggerlo, poi di liberarlo, poi di conservarlo. ha vinto questo pensiero. e ora cerco altro di suo perchè mi ispira.
rilettura (confermo 4 stelle). è un outsider, ma davvero interessante. da conservare e rileggere. brava irene.
irene è molto divertente ma a questo giro passo. e libero.