«Sono Rachele e ho 29 anni. A un mese dalla nascita, è stato detto ai miei genitori che avevo la fibrosi cistica, una malattia genetica degenerativa da cui non si può guarire. La malattia non si vede perché colpisce principalmente gli organi interni; tutte le secrezioni sono alterate e molto dense, il muco ristagna ed è difficile respirare. Quando sono stata invitata a un evento della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica, mi sono come faccio a unire la mia passione per i motori con quello che mi sta più a cuore? E ho inventato il progetto Correre per un respiro, che porto con me dalla prima gara. A dire il vero ho iniziato un po’ per caso, spinta dalla passione di mio papà, ma poi non volevo più scendere dalla macchina.» Rachele Somaschini è un concentrato di energia e vitalità. Quella stessa forza che riversa in queste pagine, raccontando storie drammatiche, ma riuscendo anche a trasmettere tutta la bellezza di inseguire i propri nel suo caso il motorsport e il rally. Una disciplina che richiede preparazione, resistenza e tanta tecnica – e che mette alla prova anche i nervi, quando si scontra con un ambiente maschile ostile. Questa è la sua storia, fatta di strappi e gioie, di sorrisi e addii, di amore e scoperte.
In 260 pagine Rachele ci fa fare un tuffo nella sua vita in tutto e per tutto: cure, famiglia, gare, amici,
Rachele lascia grande spazio al rally, che definire grande passione sarebbe riduttivo. Ora, io di macchine non capisco nulla e ancora meno di rally (non ho nemmeno la patente), quindi quando Rachele racconta le sue gare per me è come se parlasse di lanci spaziali, ma va bene così: anche se potrebbe apparire fuori tema in un libro che vuole sensibilizzare sul tema della fibrosi cistica, io ci ho visto la volontà di non essere definita dalla propria condizione...il messaggio che ho percepito è stato "la fibrosi è la mia battaglia ma io sono molto di più!".
Per niente autocommiserativo, per niente un manifesto al dolore, solo (si fa per dire "solo") la testimonianza diretta e senza fronzoli di una persona schietta e coraggiosa, senza incensarsi per le proprie vittorie né compiangersi per le proprie difficoltà. Caldamente raccomandato.
«Dai, sono così cattivi?» «Non credo lo siano. E solo gente poco informata, superficiale e un po' arrogante, che se non vede il problema esteriormente pensa non esista. Spiego che si conoscono oltre duemila mutazioni del gene CFTR e non c'è un malato uguale all'altro. Oggi stai bene, domani chissà. È tutto incerto, precario e imprevedibile nella vita di una persona con fibrosi cistica. Appunto perché al momento le cose mi vanno meglio di altri, metto a disposizione tempo e salute, cioè quanto ho di più prezioso, per dare voce a chi è costretto a usare tutte le proprie energie per curarsi.» «Sei tosta.» «No, sono loro che sono ottusi. Lotto anche per chi ha perso la propria battaglia. Perché non si debbano piangere altre Silvia, Agnese, Giulia.»
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Un libro di quelli che lasciano un segno indelebile. Un libro di quelli che tutti dovrebbero leggere perché parla di vita: battaglie, malattia, speranza, sogni. Un libro che parla dei piccoli ma grandi guerirei che ogni giorno lottano per un respiro.
Un libro iniziato e finto in pochissimo tempo: lettura scorrevole e piacevole. Rachele è un esempio di coraggio e speranza per tutti quelli che, come lei, investono le proprie risorse mettendole al servizio del prossimo e della professionalità. Una biografia che si accavalla tra vita privata e corse di auto; alti e bassi in termini di salute e risultati sportivi: tutto ha uno scopo nella vita e quello di Rachele ha imboccato la strada di una prova speciale di un rally che, seppur tortuosa ed impegnativa, è comunque diretta verso il podio, quello della certezza che porterà ad un risultato utile per se stessa e per gli altri. Grazie Rachele per la tua testimonianza e per questo fantastico libro.
Grazie Rachele per averci regalato una finestra sulla tua vita a tutto gas. Un libro che parla di speranza, di amore, di famiglia, di passione e dedizione. Il mondo del rally mi è oscuro, conosco meglio la fibrosi cistica purtroppo, su entrambe le cose sei riuscita a insegnarmi qualcosa di nuovo, trasmettendo sempre la tua forza e il tuo argento vivo, (che brilla attraverso le generazioni, da nonna Elsa a te, e sono curiosa di vedere dove arriverà in futuro). Lettura scorrevolissima, stile diretto e appassionante, le foto aggiungono valore al racconto. Grazie per il tuo impegno nella ricerca, per la tua testimonianza di donna, di atleta, di paziente, di volontaria e di tutte le sfaccettature che ti rendono unica! Aspettiamo il sequel, perché si vede che le cose da raccontare non ti mancano e noi saremo qui ad ascoltarle.
Ho sentito di Rachele e della sua partecipazione alla Dakar in radio e ho subito recuperato il suo libro. Apprezzo il fine benefico del libro, il coraggio di raccontarsi e la forza di vivere la propria passione nonstante le avversità e un futuro incerto. Tuttavia mi è sembrato di leggere una radiocronaca un po' fredda e ripetitiva, con una love story finale che non è proprio il mio genere e che costituisce quasi un racconto a sé nel libro.
Un libro che parla di Vita, con la V maiuscola. Rachele ci proietta nel suo mondo fatto di mille difficoltà che una persona sana difficilmente può immaginare. Un libro semplice, scorrevole ma ricco di emozioni dentro e fuori la sua auto da Rally.