Un détective fatigué. Des affaires louches. Des femmes belles et dangereuses. Des assassins par métier et par passion. Un paquet d''armes à feu.Tous les ingrédients des meilleures histoires du genre sont présents en doses plus qu''abondantes dans ce livre qui fut l''un des plus grands succès de la bande dessinée italienne des années 90.
Il noir di quest’opera è crudo e palpabile. Le storie dei personaggi si intrecciano per realizzare un affresco che non ha velleità di esaustività, ma affascina il lettore e ne cattura l’attenzione. Difficilmente si direbbe opera di (allora) esordienti, data la capacità di sintetica rappresentazione, nonostante il supporto dato dagli stilemi di genere.
Pulp Stories è un'opera pesantemente derivativa: oltre ai chiari rimandi a Pulp Fiction di Tarantino (da cui ruba non solo il tono, i dialoghi alla Elmore Leonard e la narrazione non lineare, ma anche dei semplici frame) e alla Sin City di Miller (riprendendo sia l'utilizzo delle ombre che alcune vignette particolarmente iconiche), il lettore troverà facilmente riferimenti a Natural Born Killers (i due amanti sembrano una fusione tra i protagonisti di questo film e quelli della storia dell'orologio in Pulp Fiction), a Reservoir Dogs (il dialogo di Romero sul cagnolino) e a chissà quant'altro, senza contare l'enorme quantitativo di opere citate dai personaggi nei dialoghi. Persino il bambino messicano sembra aver visto l'intera filmografia di Salvatores.
È tutto talmente surreale che gli appassionati di opere noir e hardboiled non potranno che ridere di gusto in molte scene. Non è sicuramente un'opera perfetta a livello tecnico, ma è comunque un raggiungimento incredibile, soprattutto per degli esordienti.
Peccato per Pulp Stories: Reload, la storia breve inedita allegata nel volumetto dell'Editoriale Cosmo. È caruccia, ma non all'altezza della miniserie originale.