"Il Barcellona è una squadra noiosissima." Provate a dirlo ad alta sarete tacciati di blasfemia e guardati come dei folli. Ma ripetendolo e argomentando la vostra antipatia per la squadra più forte, vincente e politicamente corretta del mondo, vi accorgerete lentamente ma inesorabilmente che non siete soli, che c'è chi la pensa come voi. Con ironia sulfurea - ma con un sotterraneo affetto, vorremmo dire, se non altro da Sindrome di Stoccolma - Michele Dalai costruisce una provocazione solo apparentemente gratuita e smonta uno a uno i luoghi comuni sulla superiorità tecnica ed etica della squadra catalana e del suo microcosmo, colpendo il nemico nei suoi beni simbolo, a partire dal motto megalomane "più che un club", passando per il gioco estenuante e onanistico, interamente consacrato al nume del possesso palla - il famigerato tiqui taca -, fino ad arrivare a quei tifosi-integralisti per i quali il fútbol esiste solo in funzione del Barcellona e il resto è noia. Senza risparmiare nemmeno Lionel Messi, la Pulce che incanta il mondo e, da quattro anni, i giurati del Pallone d'oro. Di fronte ai dogmi dell'ortodossia pallonara, Dalai indossa i panni dell'eretico e non arretra di fronte al mulinare dei consensi che costruiscono la leggenda dell'ultima armata blaugrana. Con ottimi argomenti, paladini validi come solo alcuni grandi nemici del Barcellona - il Mourinho dell'indimenticabile discorso dei perché, lo strafottente Cristiano Ronaldo, il fiero Ibrahimovic - e un punto che il calcio è cosa grave, ma non seria.
Michele Dalai è nato a Milano nel 1973. Ha diretto la casa editrice Baldini & Castoldi. Giornalista e autore televisivo, conduce "Ettore", programma di racconto, su Radio 2. Ha pubblicato i romanzi Le più strepitose cadute della mia vita (Mondadori, 2011) e Onora il babbuino (Feltrinelli, 2015), e il pamphlet di satira calcistica Contro il tiqui taca. Come ho imparato a detestare il Barcellona (Mondadori, 2013).
Ce l'abbiamo tutti. L'amico culé intendo. Quello che, seppur italiano e tifosissimo di una qualunque squadra nostrana (sembrano però immuni da questa brutta malattia gli interisti), non perde occasione per tessere le lodi della pulce argentina e del club, més que un club, catalano. Bene, questo pamphlet vi sarà utile per darvi ulteriori argomentazioni tutte quelle volte che sarete a un passo dal saltare al collo e strangolare quell'ignorante bastardo. Cheers.
Piccolo pamphlet filosofico che, solo in apparenza, tratta di calcio. Dietro c'è il rifiuto, motivato, per la moral majority, per il consenso strappato con l'inganno. Certo, aiuta il fatto di pensarla come l'autore. Ma poi, come non amare un testo in cui sono citati a mo' di esempio: Yngwie Malmsteen (negativo) e Orson Welles (positivo), e dove si proclama adorazione per David Foster Wallace.
E' vero che Dalai lo dice fin dal titolo che questo è un libro contro, però io l'ho trovato decisamente troppo fazioso. Certamente anche l'ultima partita persa 2-0 con il Milan, dimostra che questa è una squadra che viene osannata a livello planetario ben oltre i propri meriti (805 passaggi per fare un solo tiro serio in porta!) ma non si può non riconoscere che il Barcellona viaggia ormai da parecchi anni a livelli che gli altri si sognano. Se poi aggiungiamo i 4 palloni d'oro di Messi e i successi che la nazionale spagnola ha raggiunto grazie ai campionissimi blaugrana... Comunque una voce fuori dal coro che merita di essere letta da ogni appassionato di calcio.
Breve ma piacevole trattato di una voce fuori dal coro, stanca del Barcellonismo e fiera di apprezzare un diverso tipo di calcio. Dalai sceglie uno stile a tratti scanzonato per esprimere il suo punto di vista. Conferma di essere una gradevolissima penna, in grado strappare una risata anche ai più accaniti sostenitori del Barcellona (mai chiamarlo Barça) e del suo gioco. Impresa ardua quasi quanto quella di Gorgia nel suo Encomio di Elena, ma Marco Dalai accetta la sfida senza alcun complesso di inferiorità.
Odi il Barcellona? Ami il Barcellona? Il Barcellona ti sta un po' sulle palle ma non capisci perché?
Qualunque risposta, questo libro ti farà trascorrere una piacevole oretta in compagnia delle parole di un tifoso sì razionale, ma che non si prende troppo sul serio.