Come insegnante, abituati a dare agli allievi indicazioni espresse in positivo, per evitare che restino intrappolati nella suggestione negativa. Non suonare troppo forte può diventare, ad esempio, suona più delicatamente. Non accelerare può essere sostituito da mantieni il tempo, e così via.
CONVINZIONI È più importante di conoscere se una convinzione su di te ha un effetto potenziante o limitante, se sia utile o ti freni, piuttosto che cercare di stabilire se sia vera o falsa. Potresti averne prove concrete (un handicap è una condizione reale) o darne impeccabili dimostrazioni logiche ma, in definitiva ciò che conta è quanto e come influenza la tua vita. Le più tipiche convinzioni sabotanti riguardano il sentirti: -Incapace di qualcosa, impotente: non sono abbastanza bravo, capace, dotato per… (Non ti ritieni in grado o dotato dei mezzi necessari per raggiungere l'obiettivo che desideri); -Scoraggiato o senza speranze: anche se ce la metto tutta, non ce la farò; non dipende da me; non ho abbastanza mezzi; vanno avanti solo i raccomandati. (L' obiettivo desiderato non è raggiungibile, anche se tu ne saresti capace); -Non degno: c'è qualcosa di fondamentalmente inadeguato in me, sono diverso dagli altri (senti che non meriti di raggiungere l'obiettivo).
Le persone ottimiste tendono a scaricare gli eventi positivi attribuendo loro natura permanente, i pessimisti a cause e stati d'animo transitori a sforzi speciali.
Un allievo di nove anni affronta per la prima volta il pubblico nel saggio di classe: Qualche minuto prima di cominciare arriva tutto affannato chiedendo aiuto: "Mi sento tutto strano, mi scappa la pipì, il cuore mi batte forte!" "Davvero? Fantastico! È un po' come se ti si stessero caricando le batterie: vuole dire che tutto dentro di te si sta preparando per farti suonare al meglio e che sei veramente portato per fare il musicista! Vedrai, suonerai bene e ti divertirai moltissimo!" E le cose andarono proprio così.
WIN-WIN Se i successi dei tuoi colleghi ti fanno soffrire o ti sembra che, in qualche modo, limitino le tue opportunità, considera nuovi punti di vista: anziché pensare di essere una monade isolata in un mondo che offre pochissimi spazi e tanta concorrenza (e magari tanti nemici), puoi considerarti come parte di un sistema più ampio, nel quale ognuno dà il suo specifico e personale contributo, allo scopo comune di costruire una realtà che sia a vantaggio di tutti. Ogni successo di qualunque musicista, anche di quello che meno ti piace o stimi, può accendere nelle persone la passione per la musica; questo contribuisce ad aumentare il bisogno di concerti e generarsi di spazi che poi potrai occupare anche tu. Questo modo di pensare, definito in ambito aziendale Win-Win, è considerato di gran lunga più efficace perché fa sì che la realizzazione degli obiettivi di ognuno sia al tempo stesso proficua per gli altri e per la comunità.
MITO DELLA CARNEGIE HALL Non sono "di successo" solo gli artisti che si esibiscono in un teatro importante o vendono migliaia di dischi, ma anche l'insegnante che aiuta un suo studente a dare il meglio di sé o l'organizzatore che vede crescere l'interesse e il livello culturale del suo pubblico: Vi sono molti musicisti ben poco famosi che, ogni giorno, nel loro ambiente, contribuiscono a nutrire il valore dell'interesse e della passione verso la musica.
Riconoscere i reciproci valori é il presupposto di base per gestire bene le relazioni con le altre persone, in particolare con i propri stretti collaboratori o nel rapporto maestro/allievo.
LA TRAPPOLA DEL TALENTO Molti giovani musicisti cadono nella trappola di associare il valore personale alla facilità del talento: chi deve impegnarsi per ottenere un risultato merita poca considerazione. Impara a scoprire che l'impegno personale e l'amore per la ricerca, ben più delle doti innate, danno valore e merito a un musicista.
LA PAURA La verità è che solo obiettivo potente e ispirato può farti superare i livelli della paura e del bisogno di controllare la tua immagine. Puoi decidere che vuoi donare a chi ti ascolta un momento di apertura al mistero della vita, che suonando sarai il tramite di una realtà più elevata che ti guida, che vuoi credere nell'ispirazione e a tutto ciò che può condurti a passare oltre. Alcuni hanno il coraggio di fare questa scelta e tuffarsi al di là dell'orizzonte: sono coloro che diventano grandi musicisti.
INTERVISTA AD ALDO CICCOLINI Da giovani prevale il famoso stadio narcisistico: vogliamo suonare bene, affinché la gente ci applauda. Passata la trentina, si comincia a pensare che il fatto di piacere o meno agli altri non sia poi così importante, quello che conta è fare il proprio lavoro il meglio possibile. Poi, arrivati alla cinquantina, la musica diventa una vera e propria religione, qualcosa di sacro. La vediamo con altri occhi, in modo molto più rispettoso, con una vera e propria venerazione.
Per il maestro che ama insegnare, i ragazzi sono come figlioli e ha un atteggiamento ispirato all'affetto e alla fiducia. La prima cosa che bisognerebbe chiedere ad un maestro è l'incoraggiamento, che si trasmetta forza e sapere affinché possiamo, con serenità, dedicarsi completamente al lavoro. Per me la qualità più importante di un maestro è la gentilezza, la comprensione. Bisogna essere esigenti, naturalmente, però sapere fin dove questa esigenza può andare.
Testo molto interessante, rivoluzionario per un musicista che spesso si confronta con dubbi a proposito delle proprie capacità. Fin dalle prime pagine l'ho trovato di grande ispirazione, sia per l'approccio emotivo allo studio, sia per le soluzioni concrete date da esercizi di concentrazione e gestione del tempo. Super consigliato.