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Come donna, zero

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"Partendo dal presupposto che il Bosi era un marito perfetto, di quelli capaci di rendere felici una vastissima gamma di mogli, per non dire tutte, pensava che fosse inevitabile avere come contropartita una moglie imperfetta...". Luisella Fiumi è la perfetta moglie imperfetta al centro di una famiglia di scombinati individualisti: il marito - il Bosi -, uomo affettuoso e sempre infuriato per gli errori degli altri, le due simpatiche figlie adolescenti, l'arcigna mamma di Luisella - che aveva ben consigliato al Bosi di non sposare la figlia! -, uno stuolo di incontrollabili collaboratrici domestiche, e un elenco infinito di parenti defunti appesi alle pareti di casa.

128 pages, Paperback

First published January 1, 1975

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Luisella Fiumi

6 books1 follower

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Displaying 1 - 10 of 10 reviews
Profile Image for Mighty Aphrodite.
612 reviews59 followers
January 5, 2025
Un’ironia dilagante e stridente è quella che la voce narrante utilizza come uno scudo, per difendersi dal peso delle aspettative della sua famiglia.

Agli occhi di Luisa, la casa diventa ben presto un dedalo di stanze e persone, ingestibile e vorace, sempre pronto ad espandersi e a fagocitarla. Cosa voglia dire essere una donna di casa rimane per Luisa un mistero, un insieme di regole, abitudini e capacità che lei sente di non possedere.

È un riso amaro quello che ci strappa con le sue considerazioni sulla vita domestica e sul marito, il Bosi, deciso a far regnare ordine e disciplina, a istruire la moglie su come si debba gestire una casa, su quale brocca per l’acqua servire a tavola, su cosa sia giusto avere e su cosa invece vada buttato.

Come è facile, quasi naturale, per Luisa sentirsi in colpa ogni volta che il marito le fa notare – con patriarcale condiscendenza – tutte le sue reali o presunte mancanze, i suoi difetti e le sue sbadataggini.

Più la protagonista cerca di avere tutto sotto controllo, di gestire ogni cosa al meglio, più il pensiero della casa, dell’ordine, delle figlie, dei rubinetti da chiudere prima di partire e del pesce rimasto in frigo, la ossessiona e la rende schiava di una quotidianità che assomiglia dolorosamente a una prigione.

Continua a leggere qui: https://parlaredilibri.wordpress.com/...
Profile Image for Cesare.
48 reviews2 followers
September 26, 2025
“Come donna zero” è un breve memoriale che mette in scena la condizione della donna negli anni Settanta in Italia; un palcoscenico friabile, dove i personaggi si muovono come marionette, obbligati a recitare sempre le stesse scene, le stesse battute, senza via d’uscita.
Io l’ho trovato scarno, deludente. Speravo in qualcosa di più vicino a Quaderno proibito della De Céspedes, dove la crisi interiore brucia, vibra, diventa carne. Qui Fiumi si limita a disporre episodi della sua vita familiare: il marito, le figlie gemelle, la madre, le domestiche, e naturalmente se stessa, con spontaneità, sarcasmo e un certo tedio che si fa pesante.
Il ritratto della donna borghese emerge chiaro ma fragile. Costretta a indossare ruoli imposti dalla società, dal marito, dalla famiglia, ogni volta la sua identità viene lacerata, strappata, per assumere quella che gli altri vogliono, necessitano, esigono. La pelle metaforica che si porta addosso non le appartiene più; diventa la pelle che serve agli altri, e basta.
Fiumi mette in scena questa ordinarietà quotidiana, ma l’impalcatura traballa. Lo sciorinamento di episodi, frammenti del passato, ritratti di caratteri, già percepito come ripetitivo, diventa fiacco, poco incisivo, mai feroce, mai disperato. Nonostante tutto, l’intento emerge: mostrare, con ironia sommessa e tagliente, le regole che soffocano quella società. E spesso ci si chiede: ok, e allora?
Alla fine resta solo il desiderio di evadere. Cercare una fessura nella bolla di vetro che la imprigiona. Infossare la propria vita trascorsa, agognare altre vite, diverse dalla sua, migliori della sua. Senza che la scrittura riesca mai a trasformare questa frustrazione in una feroce denuncia.
Profile Image for La_fede_legge.
346 reviews9 followers
November 28, 2024
La vita quotidiana di Luisella è caratterizzata da aspettative,compiti,ruoli prestabiliti e doveri. Deve essere una buona moglie per il Bosi,suo marito; deve essere una buona madre per le sue due figlie,Anna e Francesca;deve essere una figlia e una brava padrona di casa. Luisella,dunque,è una donna che si definisce in base al rapporto con le altre persone,in base a ciò che la società le chiede e le impone di essere. Non ha personalità e carattere; è solo una pedina nel mondo.
Si tratta,dunque,di un testo tragicomico dove le dinamiche, a tratti simpatiche, che caratterizzano le sue giornate si pongono come mezzo per una riflessione a più ampio raggio circa il ruolo della donna,il suo essere moglie e madre.
La scrittura,seppur chiara e semplice,risulta un pochino lenta e ripetitiva; tuttavia,proprio questa sorta di lentezza narrativa permette di sottolineare la ripetitività delle giornate della protagonista e la sua condizione di donna.
Profile Image for violacea.
114 reviews15 followers
April 16, 2025
Sarcastico, geniale, spassoso. Il romanzo e così la scrittrice, che con parole precise, asciutte, ma naturalmente dotate di grazia ci regala una serie di quadretti familiari, tra mariti nevrotici, madri improponibili, figlie difficili da decifrare e signore/i di servizio .
Milano del boom economico dopo il secondo dopoguerra, borghesia culturale, entrambi, moglie e marito, giornalisti.
Merita
Profile Image for Caterina.
7 reviews3 followers
August 25, 2025
Luisella Fiumi è diventata la mia nuova ossessione, come cantavano i Subsonica ormai venticinque anni fa. Ho comprato per puro caso "Madri e figlie" durante una vacanza a Pinzolo, la biblioteca locale stava vendendo diversi libri a un euro, praticamente un sogno per qualsiasi amante e cultore della carta stampata.Ho letto "Madri e figlie" a dicembre, avevo bisogno di qualcosa di leggero per superare un momento impegnativo e invece... è stata una rivelazione, un amore a prima vista!Luisella Fiumi con la sua ironia riesce a trasmettere messaggi importanti, raccontando situazioni quotidiane attraverso gli occhi di una donna che cerca di distinguersi rispetto al modello dell'epoca. Spoiler: ci riesce poco e  non per cattiva volontà, ma per la radicalizzazione di determinati comportamenti che si trascinano di madre in figlia e che (ahimè) faticano ad essere superati. E ne so qualcosa anche io, cresciuta in una famiglia in cui la donna era prima di tutto la regina della casa e la tutrice di tutti i suoi abitanti, animali non umani compresi.Questo secondo libro mi ha fatto sorridere ma anche arrabbiare: nonostante siano trascorsi più di cinquant'anni dalla sua pubblicazione, alcune situazioni si ripetono. Lo vediamo nella vita quotidiana di chi ci sta accanto, che si tratti di una madre, una figlia, una sorella o un'amica. Chi più, chi meno, ma siamo tutte un po' donne, zero.
1 review
November 17, 2024
Un libro ironico e scorrevole. Ho trovato i primi tre capitoli (Mio marito, Mia madre e Io) particolarmente brillanti, capaci di fornire molti spunti di riflessione; mentre gli ultimi due (Le mie figlie, Le donne di servizio) a mio parere rivelano l’anno in cui è stato scritto questo romanzo.
Soprattutto il primo capitolo mi è sembrato particolarmente ispirato e a mio parere è stato l’originale dell’intero libro.
Profile Image for Alfonso D'agostino.
937 reviews73 followers
May 16, 2025
A te che sei una amica vera, che mi hai regalato Luisella Fiumi, e che sai non ti taggo perché altrimenti so che attenteresti alla mia vita, e già una volta hai provato a farmi sparare e non mi sembra il caso di rischiare nuovamente. Che poi mi commuovo e finisce che mi mancano le parole, ma sì, insomma, sei sempre stata e continui a essere preziosa, con il tuo sguardo sulle cose, le tue inca**ature (tendenzialmente giustificate), la comprensione. E ascolti pure musica di qualità, di pregi ne hai proprio un sacco.

E poi a te, a cui ho pensato per ognuna delle prime (almeno) cinquanta pagine di questo memoriale che arriva dritto dagli anni Settanta e che racconta di un'Italia che per molti aspetti non vorremmo vedere più. E ti ho pensato perchè erano due giorni che litigavamo un po' (tanto), e io mi sentivo terribilmente simile al Bosi, il marito della Fiumi - peraltro vincitore di uno Strega, se ho capito bene - che è descritto con ironia e un pizzico di sarcasmo, ma che in qualche momento appare proprio str*zo, perso come è in una società che spinge patriarcatamente verso chi è nato con un pene e pare che sia una stelletta di merito invece che una caratteristica biologica. E io leggevo e mi si gelava il sorriso, nato inevitabilmente perché la penna della Fiumi era ricca di uno splendido humour, perché mi sentivo piccolo così di fronte alla grandezza della tua fatica pesante e immotivata, che affronti con la forza di un battaglione di incursori e a cui sentivo di contribuire stupidamente.

Luisella Fiumi non ha avuto una vita semplice, lo ha raccontato anche sua figlia in pagine e interviste che mi hanno accompagnato una sera; eppure, c'è più vita in queste pagine diaristiche, quasi zibaldoniane, che in tutti quei romanzi pensosissimi e che ti capitano a volte tra le mani, e non lasciano niente.

E ringraziamo pure Neri Pozza, che a cinquanta anni di distanza ha ripubblicato queste parole, e mi ha fatto pensare che potrei anche provarci, a volte, ad essere migliore.
Profile Image for stampatominuscolo .
120 reviews3 followers
February 3, 2025
Come donna, zero, riportato in libreria da Neri Pozza nel 2024 a 50 anni esatti dalla sua prima pubblicazione, racconta in modo ironico e divertente le faticose dinamiche quotidiane di una famiglia borghese nell'Italia degli anni 70, o meglio della donna all'interno di quella famiglia: l'eterna, irrisolvibile (?) difficoltà di conciliare il ruolo di madre, moglie, lavoratrice e, nel caso di Luisella Fiumi, femminista.

Sono cinque veloci capitoli fatti di scenette e gag dal sapore televisivo, che mentre strappano più di un sorriso, inducono a riflettere su quanto tutto sia sempre stato difficile per le donne.
Dedicando ciascun capitolo ad un membro della famiglia, l'autrice ci dice del suo perfetto ed ordinato marito in carriera che con garbo ed eleganza comanda, detta le regole familiari e con poche parole alimenta il senso di colpa ed inadeguatezza della moglie; delle sue figlie gemelle cresciute con tanto amore e poca psicologia; di una madre onnipresente, incoerente e giudicante, della cui influenza sembra non riuscire a liberarsi neanche da adulta.

Emerge da queste pagine l'immagine di una donna, giornalista e scrittrice, brillante, arguta, capace di ironia.
Son rimasta di sasso, lo ammetto, nello scoprire che scelse di andarsene, ancora giovane, vinta dalla depressione.

Sugli scaffali delle librerie, insieme a lei, si trova anche una delle figlie, Francesca Tumiati, con il suo memoir d'esordio Un'allegria di troppo (ed. Feltrinelli), scritto "per riportare al mondo mia madre, parlare con lei e placare un affanno ancestrale", che credo valga proprio la pena leggere.
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