Sulla vita e l'opera del vescovo visigoto Wulfila ci informano diversi autori greci e latini. La fonte principale è costituita da una lettera di Aussenzio, vescovo ariano che parla della vita e della morte del suo maestro e amico Wulfila. Notizie importanti sull'origine e sull'attività di Wulfila come traduttore della Bibbia ci sono poi tramandate dalla “Storia Ecclesiastica” di Eusebio Di Cesarea e altri dati ci sono forniti anche da autori greci come Socrate. Per quanto riguarda le fonti latine, invece, importante è l'opera di Jordanes, che racconta dell'esodo dei Goti dalle regioni da loro abitate a settentrione del Danubio compiute sotto la guida di Wulfila. Dall'esame delle varie fonti, si può ricostruire così la vita di Wulfila. Egli nacque intorno al 311 tra i Visigoti da padre probabilmente goto e da madre di famiglia cappadoce. Sappiamo inoltre che i suoi nonni provenivano da una città vicino Parnasso e che furono fatti prigionieri, insieme a molti altri, dai Goti durante una loro incursione in Asia minore. È probabile che, al tempo dell'imperatore costantino, Wulfila facesse parte di un'ambasceria a Costantinopoli e che, venuto a contatto con le dispute fra gli ariani e gli ortodossi, cadesse sotto l'influenza di Eusebio di Nicomedia, che era divenuto il capo degli ariani moderati, e fu proprio lui ad eleggere Wulfila vescovo dei Goti. Egli esercitò con successo per sette anni la sua attività pastorale fino a quando, in seguito alle persecuzioni di un re goto pagano, si vede costretto a varcare il Danubio con i suoi Goti cristianizzati. Si insediò in una regione della Mesia inferiore e lì governò per circa trentatré anni il suo popolo di pastori e agricoltori pacifici.