Leonardo la immortalò in uno dei più bei ritratti della storia, Matteo Maria Bandello la celebrò nelle sue novelle, i contemporanei la ammirarono per il fascino e l’eleganza. Ma chi era veramente la “dama con l’ermellino”? Quale personalità nascondeva il suo sorriso appena accennato, anticipatore di quello della Gioconda? In un’indagine appassionata tra le testimonianze dell’epoca, Daniela Pizzagalli racconta la vita di Cecilia Gallerani, bellissima dama appartenente a una famiglia di notabili di origine toscana, divenuta a sedici anni amante di Ludovico il Moro e accolta così nella corte milanese, dove brillò per raffinatezza e cultura. La storia d’amore di Ludovico e Cecilia s’intreccia al romanzo di un’epoca splendida e tragica, sul crinale tra il fulgore del Rinascimento e la rovina politica della Lombardia e dell’Italia, preda di guerra disputata tra francesi e spagnoli. Seguendo le tracce della Gallerani, l’autrice ci conduce per le strade e nelle case della Milano del XV e XVI secolo, tra i personaggi della corte e tra i grandi della storia che ebbero in mano il destino della città.
Una figura emblematica ed enigmatica dell'arte italiana finalmente svelata nella sua umanità e nel suo contesto storico. Un resoconto davvero dettagliato ma semplice e chiaro nella lettura, ho apprezzato davvero tantissimo questa piccola perla di Daniela Pizzagalli! 👏✨
Ricostruire la vita di Cecilia Gallerani non è semplice. Di lei abbiamo il ritratto di Leonardo da Vinci ma è anche vero che un quadro non è condizione sufficiente per garantire al personaggio una fama duratura, soprattutto perché un'immagine non riesce a cogliere le molteplici sfumature di questa nobildonna. Daniela Pizzagalli riesce comunque a creare una pregevole biografia, avvalendosi di documenti d'archivio e cronache contemporanee. Il risultato è un'immagine poliedrica e tutt'altro che convenzionale, di una donna amante della cultura che si è servita della sua bellezza per frequentare luoghi a lei altrimenti preclusi. La sua vicenda si intreccia con la storia degli Sforza e di Milano, in un insieme di nomi e vicende che hanno trovato ampio spazio nei libri sul Quattrocento e Cinquecento.
Lettura molto appassionante. Brava l'autrice ad ipotizzare laddove non ci sono documenti che comprovano alcuni svolgimenti dei fatti. Ipotesi plausibili e senza forzature unite a un racconto fedele e documentato.
Щоб дізнатися більше про Чечілію Галлерані, варто ознайомитися з книгою авторства Даніели Піццагаллі. Перед нами постає інтелектуально розвинута особистість, багата талантами (знавчиня латини, поетка, з гарним смаком, муза тогочасних митців), а не лише вродлива лялька, яка завдяки своїм зовнішнім принадам та молодості здобула прихильність князя Сфорци.
Di solito leggo biografie di personaggi dell'800, però, questo quadro di Leonardo mi ha sempre intrigato e così ho voluto scoprire cosa c'era dietro... ed ora la recensione da literary:
La dama con l'ermellino di Leonardo è un quadro che ritrae una donna giovane e affascinate, ma che rivela in modo allusivo la sua bellezza. Non è infatti una donna dalla bellezza rivelata in modo esplicito e sensuale come le Veneri di Tiziano. La donna del ritratto, nonostante l'indicazione, apposta in un'epoca successiva alla sua realizzazione "La bele Feroniere" è stata identificata con la nobildonna milanese Cecilia Gallerani, amante a soli sedici anni del signore di Milano dell'epoca: Ludovico Sforza ed apprezzata a corte e dallo stesso Leonardo non solo per il suo aspetto fisico, ma anche per la sua vivace intelligenza.
A questa donna affascinante è dedicata la biografia di Daniela Pizzagalli La dama con l'ermellino in cui si ricostruisce non solo la vita della Gallerani, ma soprattutto l'ambiente di corte, in cui la donna visse, finché non ne venne allontanata, dopo il matrimonio di Ludovico con Beatrice D'Este.
Sposatasi anche lei con un nobile milanese, trasformò la sua nuova dimora in una piccola corte di scrittori e pittori, tra cui il novelliere Matteo Bandello (autore di un una raccolta di 214 racconti, tra cui la "vicenda dei due infelicissimi amanti Romeo e Giulietta" che ispirerà la tragedia di Shakesperare), che apprezzava le liriche amorose della Gallerani.
L'ermellino che la nobildonna tiene in braccio è probabilmente un furetto, animale simile, ma più facilmente addomesticabile. Nei bestiari medievali l'ermellino rappresentava equilibrio e pacatezza, due caratteristiche si ritrovano nella posa e nello sguardo della donna ritratta.