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El especialista de Barcelona

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Come si fa a dimenticare a comando? Com’è possibile perdere per strada la memoria di una storia, se prima non si ha la pazienza di recuperarla passando al setaccio tutto quanto l’ha riempita suo malgrado, diciamo da venticinque anni a questa parte?
È quello che si accinge a fare lo Scrittore, seduto su una sedia di ferro all’inizio della Rambla, con una loquace foglia di platano a fargli da spalla e proprio nessuna voglia di scrivere e di vivere come gli altri. Contraltare di questa sua volontà di oblio programmatico e globale è la figura cicciuta e tracagnotta dell’especialista de Barcelona, un docente universitario “che di sé non ha mai saputo niente di essenziale, a parte di essere basso di cavallo e di farsene un cruccio mortale”. Alle spalle e attorno all’especialista, una caleidoscopica orda di parenti che rimescolano i propri sessi e li sovrappongono, una consorteria di avidi, esaltati e feroci come conigli stipati dentro una comune gabbia di pregiudizi, rancori, omertà, tic di finta trasgressione e segreti di Pulcinella. Esseri affamati di soldi, di consenso e di familismo costi quel che costi, innocenti e vili, risoluti a durare in eterno e interessati a non smuovere nulla, nemmeno il tempo, se non per farlo retrocedere e rispecchiarsi in un’infinita gioventù.
Per lo Scrittore affezionarsi all’especialista e tenere il conto dei ribaltoni della sua sagrada familia è un tutt’uno, un po’ perché simpatizzare con i mostri è l’unico modo per non farsene sbranare, un po’ perché “per fare chiaro bisogna prima fare un po’ di caldo”. Ha inizio così una lotta all’ultima confidenza taciuta, estorta e profferta tra un uomo esemplare che ha il solo cruccio di non poter condividere la propria integrità con nessuno e diversi esemplari di un’umanità all’ultimo grido antica come Eva, reazionaria come il generale Franco e raccapricciante come un’acquaforte di Goya.
Ma la sfida più grande Aldo Busi la lancia a se stesso scrivendo, in una lingua di incontrollabile, folleggiante splendore, un romanzo tanto inaspettato quanto necessario. El especialista de Barcelona è il libro definitivo sull’improrogabile repulisti dell’Occidente, il ritratto bulinato di una civiltà ossessionata dal falso problema del fare bella figura e da quello vero della sopravvivenza, in un’altalena di epica allegria tra ripristino della legge della giungla e sfoggio di cineserie da qui all’aldilà.

384 pages, Hardcover

First published November 13, 2011

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About the author

Aldo Busi

68 books32 followers
Aldo Busi is an Italian writer. In his dense and material language, full of influences of various origins, Busi captures, almost through a sympathetic action, the various pulsations of reality. A sensitive, scathing intellectual, he reveals the nature of a moralist beneath the surface of his sophisticated amusement. After his famous debut with Seminar on Youth (1984), he published the novels Standard Life of a Temporary Pantyhose Seller (1985) and The Byzantine Dolphin (1985), followed by the controversial miscellaneous Sodomies in Elevenpoint (1988).

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1 star
10 (12%)
Displaying 1 - 12 of 12 reviews
Profile Image for Francesco Morra.
167 reviews23 followers
June 12, 2020
Fortunatamente non un libro per tutti i palati. Ci si perde in questo monologo che è pervaso da riflessioni di limpido talento artististico letterario. Aldo Busi scrive divinamente e regala incisi da ricopiare a mano e mandare a memoria. Quando pare sia un torrente di eloquio fine a se stesso con meditazioni avulse dal contesto, proprio lì incunea dei periodi fantastici. Mai libro vi stupirà quanto questo. La trama in parte c'è ma è secondaria. È un corpo a corpo con l'opera di uno scrittore di rara bravura. Leggetelo con calma, assaporatene tutto e dopo averlo terminato vi sentireti paghi e onorati.
Profile Image for Scrittevolmente.
274 reviews36 followers
October 16, 2013
El especialista de Barcelona è uno di quei libri da leggere, anzi, da recitare ad alta voce per la ricchezza lessicale e l’italiano perfetto che sanno di ordine e di pulizia. Non è un testo facile, è poco adatto a lettori distratti e frettolosi. La lettura, se attenta e oculata, si fa fluida e scorrevole. Anche gli spazi e la punteggiatura lasciano il segno. È un ricchissimo monologo interiore che fa da trama a se stesso, la cui voce necessita solo di un palco. Emerge da subito la potenza del bagaglio esistenziale di chi ha provato tutto, di chi può tranquillamente prendere la penna in mano e fare letteratura. È questo il dono che ha guadagnato, pagando in vita il prezzo salato della vocazione alla libertà. Una libertà che gli ha consentito di contrastare a muso duro e a testa alta qualsiasi convenzione, e che gli consente, ora, di essere il più moderno, il più fresco, il più fanciullesco dei matusalemme del regno animale avanzato. Non serve altro, è sufficiente un platano con una foglia in bilico e una sedia di ferro sulla quale sedere.

I protagonisti sono due: lo scrittore e il suo alter-ego, cioè la foglia di platano che risponde, un personaggio che soprattutto è voce, uno sdoppiamento salutare e necessario. La foglia pendula è in un equilibrio precario per via di un colpo di vento che può strapparla dal ramo in qualunque momento, a memoria dello scatto d’ira di Pinocchio che lasciò stecchito tra le stoviglie di casa il grillo parlante. Lo scrittore è un Pinocchio divenuto adulto che, al contrario di quello di Collodi, si è tenuto le sue sembianze senza diventare un burattino di carne e ossa. Ha superato alla grande ogni contraddittorio con il mondo e con se stesso, accettando gli alti e i bassi, rifiutando sia l’esito tragico che la farsa.

Lo scrittore ha assorbito ogni cosa, dentro di sé ritrova emozioni, sensazioni, personaggi, odori, e ne scrive portando alla luce ritratti veri o verosimili, di fatto inconfutabili.

La lezione fondamentale appresa è la stessa che si coglie tra le pagine di Seminario sulla gioventù. Non c’è possibilità di abbracciare l’esistenza se non la si accoglie come un tutto, accettando la bellezza e la bruttezza, la gioia e il dolore cui non c’è rimedio, amore e odio compresi. La vita può essere continuazione della morte, il bene una pausa che si prende il male, come Ercole che si riposa un attimo prima di attaccare la tredicesima fatica.

Per leggere l'intera recensione: http://scrittevolmente.com/2013/09/15...
Profile Image for Silvano.
195 reviews1 follower
May 7, 2021
Troppo colto per me. Da grande ci riprovo, prometto. Per adesso accantonato dopo poche, incomprensibili pagine.
Profile Image for Anna.
64 reviews5 followers
March 17, 2021
Mi dispiace dare due stelle, ma lo stile dell'autore non ha riscontrato il mio gusto. Non è scritto male, anzi, si vede e si denota che è uno scrittore di spessore e colto. Devo sottolineare che non è un libro per tutti. Personalmente l'ho trovato uno sproloquio infinito, pieno di vaneggiamenti, periodi eterni pieni di arzigogoli che non si capisce dove vadano a parare.
Del libro e del suo messaggio mi è rimasto ben poco.
Profile Image for Andrea.
63 reviews
April 19, 2020
erano 15 anni che non leggevo Busi. l'ho trovato sempre uguale, anzi forse molto più zia sboccata (ma estremamente colta) di prima.
14 reviews
February 26, 2025
Flusso di coscienza infinito, difficile da seguire. Il protagonista è costantemente arrabbiato e crea 300 pagine di lamenti e punzecchiature a destra e sinistra. Non fa per me.
Profile Image for Paolo Rinco.
91 reviews4 followers
January 29, 2013
Grande Busi!!!!!....la recensione che ho trovato più condivisibile è la seguente di Marco Cavalli:

Se è vero che il sonno della ragione genera mostri, che succede quando la ragione che veglia e interpreta i sogni è la ragione di un mostro? Che ne è del pensiero, se l’unica ragione ammessa è quella che una accolita di mostri chiama con questo nome? Forse allora il mondo non sarebbe che un sogno a occhi aperti di dimensioni planetarie – un incubo senza via d’uscita per chiunque non entri in quel sogno o non lo sogni a sua volta.

Da novembre, l’incubo ha trovato il suo Goya in Aldo Busi, il cui nuovo romanzo, El especialista de Barcelona (Dalai, pp. 369, euro 19), è fin dalla copertina una sfida al lettore, al suo senso della realtà.

La prima sfida riguarda il farsi stesso del romanzo, o meglio lo scontro tra le contrapposte esigenze di chi dovrebbe (ma non vuole) scriverlo: uno scrittore seduto su una sedia all’inizio della Rambla barcellonese. Una foglia in bilico su un platano dialoga con lui. Quando uno parla con una foglia, lo si direbbe pronto per il ricovero; ma questa è solo una delle situazioni paradossali e da rileggere di cui il romanzo è pieno. Intrattenersi con una foglia significa per lo scrittore continuare il dialogo, fattosi impossibile, con l’umanità del suo tempo. Come la carta discende dalla cellulosa, così la foglia è il preliminare del foglio scritto, una stazione intermedia tra la necessità di raccontare la realtà e la coscienza dell’inutilità di farlo, poiché la realtà si è ridotta a uno zoo antropomorfo affollato di somari in costume da accademici, di pulci con istinti da squali, di prede in posa da predatori e di predatori che agognano a farsi depredare e spellare vivi: il “sistema delle bestie feroci contro le bestie inermi in attesa di inferocirsi”.

Animale mite, estraneo a questa catena alimentare, lo scrittore è alle prese con un problema prosaico: come trattare i mostri umani evitando sia di esserne sbranato, sia di diventare uno di loro. Impresa ad alto rischio, perché l’altro eroe del romanzo, il professorino especialista di Barcellona con il cruccio di una statura inadeguata alla megalomania, è uno di quei soggetti che quando non ispirano avversione, ispirano tenerezza e spirito di soccorso, e lo scrittore non sa che cosa sia peggio: se vedere nell’especialista e nella sua famiglia i mostri che sono, oppure vedere in quei mostri l’umanità che dovrebbe esserci, scansando le strumentalizzazioni e le complicità cui l’affetto si presta quando è profuso verso quanti lo considerano una debolezza, e ne approfittano.

Il romanzo è una corsa ad ostacoli che la memoria da elefante dello scrittore intraprende contro l’istinto di dimenticare la storia – troppo spiacevole e ritrita – della sua venticinquennale amicizia con l’especialista, campione di un’umanità per cui il sopra e il sotto, la ricchezza e la povertà, il potere subito e inflitto, significano tutto e il contrario di tutto. Ma è anche la cronaca di una resistenza attiva all’infantilismo e alla religione della famiglia quali pilastri di un mondo alla rovescia, che dei suoi stessi rovesciamenti ha fatto altrettanti sofismi per restare immutato, col risultato di usare l’innocenza con malizia e la malizia con innocenza avendo confuso ogni nozione dell’una e dell’altra. Infine, è la lotta del mostro più umano di tutti, lo scrittore, contro la tentazione di abdicare al proprio dovere: scindere sì il dolce dal salato nel “dolceamaro indiscriminato del nostro tempo dolciastro”, ma poi sorbirli interi e insieme e comunque, nella certezza che il mondo è “unico per tutti, anche per chi crede di vivere nel suo o in un altro”.

El especialista de Barcelona è la storia dell’umanità nostra contemporanea che uno scrittore, se è tale, non poteva non scrivere anche soltanto a mente, poiché rammentare l’umanità (anche solo per dire che è degna di oblio) significa riaffermare l’inalienabilità della propria. La morale di questo romanzo crudele e comicissimo è che l’umanità del singolo individuo dipende dall’umanità che, malgrado tutto, egli è disposto a riconoscere agli altri. Altrimenti, anche lui è solo un altro mostro della collezione.

Marco Cavalli
Profile Image for Cristina.
874 reviews38 followers
October 4, 2013
Premetto che è il mio primo libro di questo autore che conosco più per gli interventi televisivi e le polemiche che quasi sempre solleva con detti interventi che per le sue capacità di scrittore.

Lascia abbacinati la capacità di usare, piegare, modellare la lingua italiana a proprio uso e consumo. Non c'è parola, frase, punteggiatura che non sia utilizzata in maniera sapiente, studiata, pensata in questo romanzo.

Se un libro fosse solo parole dovrei dargli non solo cinque stelline, ma sei, sette, forse pure dieci. Ma anche un vocabolario è pieno di belle parole. Lo definirei mai un buon libro? No.

Ed è questo il mio problema con questo libro scritto benissimo: ho fatto una fatica immane a finirlo. Non ha trama, la storia che racconta è poco più di una scusa per raccontare di se, riempirci di aforismi e divagazione che poco o nulla aggiungono al racconto se non una desolante tristezza davanti ad un vissuto che deve essere stato difficile e solitario, davanti a una vita che non mi fa rimpiangere nemmeno un momento la mia, mediocre forse, ma certo più serena.

Sarò cretina, ma avessi l'autore qui un abbraccio glielo darei, poi ovviamente anche una badilata in testa, ma questo è altro discorso che non dovrebbe entrare in una recensione come questa.

Restano parecchie frasi che assurgono tranquillamente al ruolo di aforismi, e una certa piacevole ironia nel descrivere cose e persone e abitudini.

E la faticaccia per arrivare alla fine.

Un consiglio per chi vuole leggere questo libro, ma ha difficoltà ad andare oltre le prime dieci pagine. Tenete duro. Dopo migliora e ingrana.
Profile Image for Maria Beltrami.
Author 52 books73 followers
March 20, 2016
Un Busi in grande spolvero che ci fa leggere qualcosa di del tutto indefinibile, e che è un'autobiografia. Un libro vero e bugiardo, dei quali gli unici protagonisti sono lui e il suo alter ego la foglia di platano, essendo gli altri comparse, pretesti, scuse per l'inventiva e per il gioco dello scambio di sesso e dell'illusione.
Scritto benissimo per il 100%, pirotecnico e godibile all'incirca per il 60%, essendo alcune parti funzionali allo scarico di nervi dell'autore ma non alla sopportazione del lettore.
Profile Image for Silvano.
20 reviews2 followers
March 12, 2013
Se cercate un romanzo in cui immergervi, non iniziate questo!
Il libro in questione è una sorta di tsunami della letteratura, un continuo essere sommersi da onde alle quali corrisponde una narrazione differente tra un'onda e un'altra.
Scritto divinamente...ma se cercate una storia, lasciate perdere ... (continu
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