Attraverso nove racconti, Mario Fortunato affronta - in questo primo libro chel o rivelò alla fine degli anni Ottanta - i temi forti della diversità: droga,eversione, follia. E lo fa senza un intento di denuncia, con indulgenza e una nota malinconica, che si esprimono in una scrittura sobria e insieme intensa. I personaggi di Fortunato sono giovani uomini e giovani donne che sperimentano soluzioni diverse per uscire dall'incertezza e dal disagio esistenziale che quotidianamente grava su di loro. Ciascuno cerca, a proprio modo e come può, di vivere o sopravvivere. E chi ha trasgredito capisce che ormai anche la trasgressione è divenuta ipocrisia, luogo comune: "luogo naturale". Rimane soltanto il dolore, ed è proprio nel dolore o, per meglio dire, nell'abitudine a esso, che ognuno continua a lottare, cercando una forma giusta di esistenza. Con una nota di Alberto Moravia.
Mario Fortunato è uno scrittore e giornalista italiano. Ha diretto l’Istituto italiano di cultura di Londra ed è opinionista della Süddeutsche Zeitung. Critico letterario, traduttore di autori come Maupassant, Virginia Woolf e Evelyn Waugh, ha pubblicato narrativa, saggi e memoir. Il suo ultimo romanzo è Sud (Bompiani, 2020).
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